Archivio per Categoria PREVENZIONE E CURA CON LE ERBE – Alessandra Zarone

DiAlessandra Zarone

Eleuterococco _ Eleutherococcus senticosus, tonico naturale

Eleuterococco _ Eleutherococcus senticosus, , tonico naturale:

Eleutherococcus senticosus è un tonico naturale. La radice di Eleuterococco viene usata in erboristeria in forma di gocce o compresse in quanto le vengono riconosciute proprietà toniche ed adattogene, in grado di ottimizzare la secrezione degli ormoni.

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L’utilizzo della pianta è indicata negli stati di stress e sovraffaticamento, rinforza il sistema immunitario aumentando il numero dei linfociti T e stimolando l’attività dei globuli bianchi, utile in caso di debolezza, convalescenza, nell’esaurimento psicofisico, nella stanchezza, nella attività sportiva, previene l’insorgenza delle malattie, indicato nei periodi di ridotta capacità di rendimento, di concentrazione e di attenzione, stimola il metabolismo e aiuta nelle spasmofilie.

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Ha proprietà adattogene, stimolanti del sistema nervoso centrale, antidepressive, toniche generali e stimolante dell’attività endocrina.

Agisce sulle ghiandole surrenali, diminuendo il contenuto intraghiandolare di colesterolo e di vitamina C, aumentando la produzione di ormoni surrenalici.

E’ capace di stimolare la sintesi proteica a livello del fegato, del pancreas e della corteccia surrenalica, azione anabolizzante probabilmente legata a un aumento dell’ormone della crescita.


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Ficus carica L. , rimedio naturale per calli e verruche

Fico – Ficus carica L. ; Fam. Moraceae, rimedio naturale per calli e verruche:

Fico – Ficus carica L. ; Fam. Moraceae, rimedio naturale per eliminare calli e verruche,

fioritura maggio-settembre. Parti raccolte: foglie e frutti. Tempo balsamico: estate.

Simbologia biblica:

Un pianta fruttifera, simbolo, nei tempi biblici, di libertà, di prosperità, di vita gioiosa e ampiamente citata nei Vangeli e nel Corano, come realtà botanica e come simbolo della fertilità, della vita serena .

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Utilizzi e consigli :

  • Il decotto veniva usato come coluttorio in caso di problematiche dentali e stomatiti e la foglia contusa oppure il lattice venivano applicate su un porro, la cui base era legata con un filo per favorirne il distacco, applicato in impacco sugli ascessi; il lattice sulle punture d’insetti. La foglia contusa veniva applicata direttamente su un porro.
  • Gemme fresche: l’attività è da attribuirsi agli enzimi digestivi contenuti; regolarizza la motilità e la secrezione gastroduodenale, soprattutto in soggetti con reazioni psicosomatiche a livello gastrointestinale.

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  • Foglie: raccolte da maggio ad agosto e fatte essiccare lentamente, contengono furocumarine, bergaptene, psoralene, cumarine, lattice; hanno proprietà emmenagoghe, antinfiammatorie, espettoranti e digestive; le furocumarine possono creare problemi con fenomeni di fotosensibilizzazione.
  • Frutti acerbi: le  parti verdi e  i giovani rametti: il lattice che sgorga dai tagli contiene amilasi e proteasi, viene applicato per uso esterno per  calli e verruche per l’azione caustica e proteolitica; va usato con cautela: è ustionante ed irritante per la pelle.
  • Frutti freschi: assunti in quantità hanno un effetto lassativo. 
  • Frutti essiccati: ricchi di vitamine A e B, proteine, zuccheri, e sali minerali (potassio, magnesio, calcio) hanno proprietà emollienti, espettoranti e lassative.

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Si ricorda comunque che anche le foglie hanno in parte caratteristiche irritative per il contatto di fregamento con la pelle, la sensibilizzazione è enfatizzata dal calore e dalla esposizione ai raggi ultravioletti, soprattutto in soggetti predisposti; è invece limitata da semplice risciacquo con acqua e permanenza lontano dall’irraggiamento solare, anche indiretto, per qualche ora.

È diffusa la credenza che il lattice del fico aiuti ad abbronzarsi. L’applicazione di lattice di fico sulla pelle e successiva esposizione di questa alla luce solare intensa comporta invece lesioni ed ustioni, anche gravi.


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Agrimonia eupatoria, rimedio naturale per infiammazione

Agrimonia eupatoria, rimedio naturale per infiammazione:  

Agrimonia eupatoria, rimedio naturale per infiammazione .

È conosciuta per le sue proprietà medicinali già ai tempi di Plinio il vecchio, utilizzata per le affezioni al fegato. In particolare le sommità fiorite sono usate contro l’insufficienza epatica. È poi utilizzata come stimolante del flusso biliare e nelle enteriti catarrali, oltre che come depurativo generale e decongestionante.

 

La si può impiegare, per uso esterno, contro congiuntivite, infiammazioni del cavo orale e nasale e soprattutto contro moltissime malattie della pelle, grazie alla presenza di una sostanza, l’acido ursolico, che ha un’attività paragonabile al cortisone.

Di questa pianta si usa la foglia.

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Proprietà curative :

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  • In caso di diarrea si beve il decotto delle foglie. Il decotto dell’intera pianta si beve come antidiarroico e come antinfiammatorio del cavo oro-faringeo.
  • L’infuso delle foglie viene bevuto come depurativo per detossicare l’organismo in caso di ubriachezza e lo stesso infuso lo si ritiene spasmolitico nelle coliche intestinali. Come ipoglicemizzante si assume l’infuso dell’intera pianta.

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La pelle, messaggio psicosomatico per eccellenza

La pelle, messaggio psicosomatico per eccellenza:

La pelle, messaggio psicosomatico per eccellenza, è lo specchio del nostro mondo interno; le malattie della pelle più resistenti alle cure mediche sono quelle che spesso si risolvono con il mutare della situazione emotiva della persona.

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La cute costituisce l’unico tessuto evidente all’esterno che può far apparire uno stato emotivo.

Un problema psicologico anche latente per un periodo di tempo più o meno lungo, si può palesare con un’eruzione cutanea di aspetto diverso. Tutto ciò non significa necessariamente che la causa di un problema cutaneo si debba ricercare in un avvenimento emotivo, ma in molti casi, nella storia clinica della persona che manifesta una problema dermatologico si trova una recente sofferenza psichica.

Un esempio può essere la perdita di un congiunto o un abbandono affettivo che si manifesta con una forma di alopecia aerata, cioè perdita di capelli a chiazze.

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La pelle è un organo di confine, ma anche mezzo privilegiato di relazione con il mondo esterno. Data la sua visibilità, è comprensibile come essa si presti facilmente a trasformarsi in uno specchio dell’anima. È evidente, infatti, come la pelle svolga funzioni vitali, essendo l’involucro che avvolge il corpo e, al medesimo tempo, racchiuda la psiche dell’individuo.

Le principali alterazioni cutanee in cui esiste una partecipazione emotiva sono:

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Quando si parla di Consulto Naturopatico, non si parla tanto di diagnosi, cura, malattia, che restano di competenza della medicina ufficiale, quanto di una guida lungo un percorso personale che consenta di raggiungere quello stato di benessere cui tutti aspiriamo.

Parlando con il naturopata  psicosomatico si potrà pertanto :

  1. Ricreare la sintonia con l’andamento ciclico delle stagioni attraverso un rapporto corretto con il cibo, il sonno, l’attività lavorativa e così via.
  2. Ridurre il livello di stress,  attraverso correttivi fondamentali dei comportamenti quotidiani, al fine di acquisire una maggior consapevolezza e migliorare il rapporto con se stessi e con gli altri.

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Schisandra chinensis, rimedio naturale per esaurimento e difese immunitarie

Schisandra chinensis, rimedio naturale per esaurimento e difese immunitarie:

La pianta Schisandra chinensis ,  rimedio naturale per esaurimento e difese immunitarie, si trova in tutto il nord e nord-est della Cina (in particolare a Jilin, Lianoning, Heilongliang e Hebei) e nelle regioni limitrofe della Russia e della Corea. Le bacche di Schisandra sono i frutti di una pianta chiamata Schisandra chinensis, nativa della Russia orientale e della Cina settentrionale.

Schisandra Studio Naturopatico Donadoni

La bacca dei cinque aromi:

Il suo nome originale è Wu Wei Zi, che significa la bacca dei 5 aromi.

Le bacche di Schisandra sono nello stesso tempo dolci, acide, salate, amare e pungenti, una caratteristica ritenuta importante dalla Medicina Tradizionale Cinese.

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E’ un rimedio naturale che trova utile impiego in molteplici condizioni di salute, quali stress, stanchezza, esaurimento psicofisico, cali di memoria, di rendimento e di concentrazione, lentezza di riflessi, umore depresso, scarsa vitalità, basse difese immunitarie ed epatopatie, tra cui epatiti croniche.

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Avena, rimedio naturale per insonnia ed altre patologie

Avena, rimedio naturale per insonnia ed altre patologie:

L’avena comune (Avena sativa) è un rimedio naturale per insonnia ed altre patologie . Fa parte della famiglia delle Poacee (o Graminacee) ed è la specie più nota del genere Avena.

E’ un cereale appartenente alla famiglia delle Graminacee; conosciuta sin dai tempi antichi sia per l’alimentazione umana che per il foraggio del bestiame viene oggi particolarmente apprezzata per le sue proprietà e benefici per la salute dell’organismo umano.

Avena_sativa Studio Naturopatico Donadoni Inverigo

L’origine dell’avena è incerta e la sua provenienza è contesa tra India, Cina ed Egitto.

Le vitamine presenti la B1, B2, B3, B5 e B6 per quanto riguarda il gruppo B ed a cui si aggiungono la vitamina K e J, mentre, in piccolissima quantità, troviamo la vitamina E.

È utile come integratore a chi soffre di insonnia, depressione e disordini dell’appetito.
Questo perché contiene due alcaloidi: la gramina, un composto indolico che pare agire sul recettore del neurotrasmettitore acido gamma-amminobutirrico o GABA; e l’avenalumina, che sembra agire positivamente sul metabolismo delle catecolammine.
Regola il colestrolo attraverso la presenza di alcuni composti steroidei : triterpenoidi e saponine chiamati avenacine e avenacosidi A e B.
A dosi alte può dare luogo a cefalea, soprattutto localizzata nella zona della nuca, per l’elevato contenuto di vitamina B12.
Tra le sostanze minori, troviamo l’avenina, con proprietà tonificanti, apporta benefici alla ghiandola tiroidea, e la auxina, una sostanza vegetale simile agli ormoni.
Recenti studi hanno avvalorato la tesi che sostiene le proprietà benefiche dell’avena nei confronti della riduzione del colesterolo “cattivo” e la conseguente prevenzione per quanto riguarda il morbo di Parkinson e l’Alzheimer; il suo basso indice glicemico invece lo rende un alimento adatto per i soggetti diabetici.

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Uno studio condotto sui fiocchi d’avena e pubblicato sul British Journal of Nutrition, ha dimostrato come l’assunzione di avena sin dai primi mesi di vita sia in grado di ridurre il rischio di diventare asmatici addirittura del 66%.

I fiocchi di avena, insieme a quelli di altri cereali e frutta secca, vengono utilizzati nella preparazione del muesli.
La farina di avena può essere utilizzata insieme a quella di frumento, o da sola per fare biscotti e altri prodotti da forno.

Avena_sativa naturopatia lecco

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La Consolida, rimedio naturale per le infiammazioni

La Consolida, rimedio naturale per le infiammazioni:

La Consolida, Symphytum officinale, è un rimedio naturale per le infiammazioni. Il nome Consolida dal greco symphuò e cioè  “saldare, unire” è in relazione al potere cicatrizzante delle radici, che nel passato si supponeva potessero contribuire a far risaldare le ossa fratturate.

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Rimedio naturale dell’Antica Grecia:

La Consolida, infatti, gode di una lunga tradizione popolare risalente ai tempi degli antichi greci i quali impiegavano, per uso esterno, proprio le radici della pianta per curare le ferite e, negli antichi campi di battaglia, spesso si immergevano delle garze nella pasta ricavata dai rizomi, per poi avvolgerle intorno alle ossa fratturate. Una volta essiccata, ne risultava una primitiva, ma efficace ingessatura.

Consolida_regalis Studio Naturopatico Donadoni Inverigo

Uno dei primi botanici a designare questa pianta col nome di Symphytum fu Dioscoride.
Il nome Consolida lo troviamo invece in Plinio. Nome che forse deriva da una “cattiva” traduzione del termine greco originale (saldare = consolidare), ma anche dal fatto che essendo una pianta mucillaginosa durante la cottura dei cibi favorisce la loro adesione. L’azione antinfiammatoria della Consolida, dovuta in parte alla presenza di acidi fenolici (soprattutto acido rosmarinico) e in parte alla presenza di allantoina, la rende un ottimo rimedio per il riassorbimento di ematomi, azione che può essere rafforzata con l’associazione ad altre piante ad azione simile. 

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Quercia, rimedio naturale per capelli grassi ed infiammazioni

Quercia, rimedio naturale per capelli grassi ed infiammazioni:

Quercia, rimedio naturale per capelli grassi ed infiammazioni, era la  quercia di Zeus,  o Quercus robur, un albero forte e maestoso che raggiunge i 35 metri. I Romani chiamavano robur sia la quercia sia il vigore fisico e quello morale: da cui l’aggettivo robustus. I Romani chiamavano robur sia la quercia sia il vigore fisico e quello morale: da cui l’aggettivo robustus. Con le ghiande eduli si faceva anche una specie di pane.Veniva preparato mescolando la farina di ghiande con un tipo di argilla, secondo una tecnica usata a Roma per la preparazione dell’alica, un pane di grano duro.

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Simbologia:

L’albero era anche l’emblema della sovranità. Una coroncina di foglie di quercia figurava sulle insegne degli antichi re di Alba Longa e dei loro successori, i re di Roma. Quegli alberi maestosi erano dedicati a Thor, un dio della stirpe degli Asi che in epoca precristiana contendeva la supremazia a Odino, il dio del tuono e della folgore, analogo ad altri della tradizione indoeuropea: Indra, Taranis, Giove, Dagda. Presso i Finni la quercia era considerata l’Albero cosmico i cui rami d’oro riempivano il cielo: l’abbondanza sulla terra era frutto della sua presenza.

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Germani e Celti  consideravano la Quercia una rappresentazione visibile della divinità.

Nel secolo VIII san Bonifacio sradicò quella sacra al dio supremo Thor nei pressi di Gheisemer, per dimostrare ai pagani l’impotenza dei loro dei, e con il suo legname costruì una cappella in onore di san Pietro. Ma il culto per l’albero persistette.

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Proprietà curative :

Per uso esterno: il decotto concentrato, serve per curare i geloni, le scottature e le infiammazioni in genere.
La corteccia cura le infiammazioni intestinali e le diarree. E’ indicata per le irritazioni delle gengive, delle emorroidi, le irritazioni della pelle e delle mucose, per i capelli grassi, infiammazioni della bocca, della gola. Attenua l’ eccessiva sudorazione dei piedi e delle ascelle, deterge le zone intime arrossate, tonifica e pulisce il cuoio capelluto grasso e con forfora.

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Puoi approfondire le problematiche trattate con un Programma Detox. In omaggio una miscela floreale adatta a te.

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Alloro, rimedio naturale per stomaco e intestino

Alloro, rimedio naturale per stomaco e intestino:

Laurus nobilis, L,  rimedio naturale per stomaco e intestino,deriva dal latino “laurus” al quale venne anteposto il suffisso ‘al’ con il significato di ‘quella’ ad indicare una specifica varietà di lauro con foglie particolarmente piccole.

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Alloro nell’Antichità:

Il “laurus nobilis” era sacro per i Romani e i Greci, che lo consideravano l’albero del dio Apollo; da sempre è simbolo di gloria. Il lauro è una pianta sempre verde, i cui rametti venivano intrecciati a guisa di corone che venivano poste sulla testa ai capitani militari, così come ai preti e ai sacerdoti, a simboleggiare vittoria, onori e trionfi.

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Proprietà curative dell’Alloro:

L’alloro ha proprietà stimolanti, antisettiche, digestive e sudorifiche.
È utilizzato sotto forma di infuso per combattere la fatica e l’astenia e per facilitare la digestione. Si dimostra altrettanto efficace nella prevenzione del raffreddore e delle affezioni bronchiali.
Le foglie del lauro (Laurus nobilis), essiccate e adoperate in infuso o in decotto, sono infatti stimolanti e antisettiche, adatti per gonfiore di pancia e stomaco. Proprio grazie all’olio essenziale svolge un’efficace azione antisettica molto utile nelle  Infatti, si tende a considerare l’alloro più un rimedio erboristico che una spezia da cucina, anche se in cottura può dare un eccellente contributo alla digeribilità dei pasti, in particolare dei legumi.

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Le bacche, raccolte in ottobre o novembre, contengono una materia grassa chiamata “olio d’alloro” impiegata in esterno contro i dolori articolari e i reumatismi.
L’infuso di alloro svolge funzioni espettoranti,  rilassanti e contrasta efficacemente i disturbi dell’apparato respiratorio.
L‘infuso delle foglie giova anche nella debolezza di stomaco e nelle gastralgie. Nella paralisi si danno 8 gocce dell’essenza delle bacche.
Puoi approfondire le tematiche trattate prenotando una consulenza naturopatica o un Programma Detox con miscela floreale in omaggio.

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Castagno, rimedio naturale coadiuvante nelle afflizioni reumatiche

Castagno, Castagno, rimedio naturale coadiuvante nelle afflizioni reumatiche:

Il Castagno, è un rimedio naturale per i dolori reumaticiIl suo nome è la traduzione del latino Castanea, identico al greco che a sua volta derivava da Castanis, una città del Ponto, in Asia Minore, dalla quale la  pianta passò in Grecia e poi in Italia.
Il castagno (Castanea saliva), originario dell’Iran, è una specie che può facilmente acclimatarsi in ogni regione del nostro continente, tranne nei terreni calcarei.

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Nella Roma Antica:

Le castagne erano consumate abbondantemente dai Romani, come testimoniano Columella e Apicio. Quest’ultimo offriva anche la ricetta di un piatto di castagne che poteva sostituire le lenticchie.

Nel Medioevo:

Nell’alto Medioevo le castagne entrarono nel patrimonio alimentare del popolo come elemento integrativo o sostitutivo del grano grazie alla farina che se ne ricavava, o come frutti da minestra al pari dei legumi o abbinati ai legumi, specialmente alla fava.

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Proprietà curative:

Durante  disse:”Le castagne arrostite sotto la cenere, e mangiate con pepe, con sale, o con zuccaro, sono men dure a digerire [rispetto a quelle crude], meno stiticano
il corpo, generano ventosità e fanno minor dolore di testa”.

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Contiene tannini, la corteccia ha proprietà astringenti, impiegabile in fitocosmesi per il trattamento della pelle. Le foglie, hanno proprietà astringentiantisettiche e sedative della tosse.

La polpa delle castagne, cotta e setacciata, trova impiego in fitocosmesi per la preparazione di maschere facciali detergenti ed emollienti.

Castanea_sativa naturopatia milano

Il Castagno è indicato come integratore naturale per:

  • pertosse
  • diarrea
  • cellulite
  • faringite
  • rinofaringite
  • reumatismi
  • dolori reumatici
  • Prenota la tua consulenza naturopatica in Studio oppure on line

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Betulla e depurazione naturale primaverile

Betulla  e depurazione naturale primaverile:

La Betulla è indicata nella depurazione naturale primaverile. Il nome Betulla ha derivazioni celtiche o latine e significa “verga”. E’ una pianta di importanza notevole, oggetto di numerose citazioni antiche, definita nel Rinascimento “Albero nefritico d’Europa”.

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Betulla e Sciamanesimo Siberiano:

La betulla (Betula alba) è considerata fra gli sciamani siberiani l’Albero cosmico.  Sono probabilmente il colore bianco-argenteo del tronco, l’aerea luminosità e anche la resistenza al freddo, che le consente di giungere sino al limitare della tundra, ad aver evocato questo simbolo.

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Folklore celtico:

La betulla era considerata dai Celti l’albero preposto al mese che cominciava col solstizio d’inverno: dunque, un albero “aurorale”, il primo nella foresta nordica a mettere le foglie insieme con il sambuco. Per questo motivo nei riti contadini si adoperavano verghe di betulla per scacciare lo spirito del vecchio anno.

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La Betulla nella Roma Antica:

Nell’antica Roma, durante la cerimonia d’insediamento dei consoli che si svolgeva in quel periodo, i dodici littori reggevano i fasci che, formati da verghe di questa pianta, erano gli emblemi del potere coercitivo dei magistrati romani.

Simbologia medievale:

Nel Medioevo venne considerato, forse sulla scia di arcaiche tradizioni celtiche, simbolo di saggezza. Tant’è vero che la bacchetta dei maestri di scuola era costituita da ramoscelli di betulla intrecciati.

Proprietà curative e tradizione popolare :

La sua corteccia è diuretica e febbrifuga, guarisce le infiammazioni della pelle e stimola la digestione; le gemme attivano la secrezione biliare; le foglie fresche preservano dalla gotta; la linfa raccolta in primavera (detta anche «acqua o sangue di betulla») cura le problematiche dell’apparato osteo-articolare e delle vie urinarie favorendo l’eliminazione dell’acido urico. Una volta se ne estraeva persino un dolcificante e un vino dolce e frizzante.

Nel XVI secolo, Mattioli afferma che la Betulla ha grandi proprietà e virtù di “rompere i sassi” (reni-vescica). La tradizione popolare usava distendere sulle foglie seccate al forno bambini debilitati per ridare loro vigore.

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Betulla è indicata come integratore naturale per :


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Nocciolo, Corylus avellana: rimedio naturale per il fegato

 Corylus avellana: rimedio naturale il fegato

Corylus avellana è un  rimedio naturale per cirrosi epatica e altre patologie.

Il Nocciolo, il cui termine latino Corylus avellana è stato adottato in botanica, era chiamato dai Romani  abellana – dal nome della città di Abella i cui ruderi esistono ancora nei pressi di Avella, mentre Corylus deriva dal greco córys, che significa casco perché la nocciola è racchiusa in una brattea verde che somiglia a un casco ma anche a una barba; tant’è vero che la si è soprannominata “noce barbata”.

Simbologia nell’Antica Roma:

I Romani chiamavano il nocciolo nux pontica, come riferisce Plinio, sostenendo che l’albero era arrivato in Asia e in Grecia dal Ponto. I Romani donavano piante di nocciolo come augurio di prosperità e di pace.

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Folklore celtico:

Per i Celti il nocciolo, chiamato Coll, dava il nome, nel calendario arboreo, al mese lunare che corrispondeva all’epoca della raccolta delle nocciole, dai primi di agosto sino alla fine del mese. Questi frutti erano considerati il simbolo della Saggezza concentrata: dolce e compatta nello stesso tempo, racchiusa in un piccolo guscio duro, ovvero impermeabile alle mutevoli opinioni del volgo. La lettera Coll rappresentava per i Bardi il nove, un numero sacro alla Muse e collegato al nocciolo perché si diceva che l’albero fruttificasse dopo nove anni. Il nocciolo dava anche il nome a un dio, Mac Coll, “Figlio di Coll”, che fu uno dei primi tre sovrani d’Irlanda sposati con la Triplice Dea, colei che concedeva Saggezza e I’ispirazione poetica. I Druidi e i Bardi usavano tavolette divinatorie di nocciolo come supporto per la loro ispirazione: vi incidevano gli ogam, le lettere magiche.

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L’albero con i suoi frutti sferici è un simbolo della Luna.

Il Nocciolo negli antichi erbari:

Dioscoride e  Plinio, sostenevano che provocavano, oltre a emicrania e flatulenza, un ingrassamento inverosimile del corpo; ma tostati curavano il catarro e, bevuti nell’idromele, la tosse cronica. Santa Ildegarda consigliava le nocciole contro l‘impotenza, mentre il Mattioli affermava che sbucciate e mescolate col grasso d’orso fossero infallibili per la crescita dei capelli. Durante, pur ribadendo che causavano emicranie, le consigliava come astringenti e anticatarrali, e sosteneva che, mangiate al principio del pranzo, liberavano dal dolore alle reni e dalla renella.

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Proprietà curative del Nocciolo:

Il Nocciolo è utile in caso di…

  • problematiche della pelle
  • problematiche di stomaco
  • infiammazioni dell’apparato genitale
  • infiammazioni dell’apparato respiratorio

 

Contiene  Omega-3, utili nella prevenzione delle malattie cardiovascolari e per abbassare i livelli di colesterolo nel sangue.

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Risolvi  le problematiche trattate con rimedi naturali, prenota  una consulenza naturopatica.

 

DiAlessandra Zarone

La purificazione del corpo con i rimedi naturali

La purificazione del corpo con i rimedi naturali:

Gilbertus Anglicus (c 1180 -.. C 1250), si occupò di purificazione del corpo con i rimedi naturali.Egli è noto anche come Gilbert d’Inghilterra, è stato un medico inglese del periodo medievale. Egli è conosciuto soprattutto per il suo lavoro enciclopedico il Compendio di Medicina, (Compendio Medicinae) molto probabilmente scritto tra il 1230 e il 1250.

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Nella purificazione dell’intestino, affetto da vermi e parassiti notiamo l’impiego, da parte di Gilbert, di miscele aromatiche, amare o acide, tra le quali Genziana, Serpentaria, Tithymalus (vedere anche qui)  e cucumis agrestis e clisteri di Assenzio, Lupinus, Scammonium, Aloe.

Per la purificazione del fegato affaticato, Gilbert usava la Sarracenia Trifera, l’ Electuarium psilliticum  e soprattutto la Dyantos Besonis. Erbe che non riesco a tradurvi.

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Per la purificazione della milza, Gilbert dice,  che “Si tratta è un organo spugnoso contenente  la bile nera, prodotta dal fegato per la sua pulizia. Quindi la milza soffre di conseguenza di diverse malattie, quali  ostruzione, tumori, indurimento, ascessi, e talvolta flatulenza o pienezza. “I sintomi e il trattamento di ciascuna di queste patologie,
derivanti sia da calore o freddo, sono risolte con l’uso di vari rimedi erboristici composti recanti titoli di Dyasene, Dyacapparis, Dyaceraseos (una miscela di succo di ciliegia, miele, Cannella, Lentisco  e Scammonium) .

Oggi la purificazione del corpo avviene con altri rimedi, da me personalizzati in base alla tua costituzione,  ad esempio:

Tarassaco, Cicoria, Carciofo, Cardo Mariano, Bardana, Fumaria,Ortica, Frassino, Betulla e tante altre erbe.

purificazione del corpo naturopatia como

Quali sono i criteri con cui ti suggerisco un rimedio erboristico?

  • In base alla tua costituzione ippocratica ( nel corpo circolano quattro umori: il flegma (la linfa), il sangue, la bile gialla e la bile nera. Se tra i quattro fluidi c’è equilibrio, si dà uno stato di salute, mentre con la prevalenza dell’uno o dell’altro umore, si crea uno squilibrio che determina la tendenza a malattie dell’uno o dell’altro tipo: malattie catarrali per la prevalenza del flegma, sanguigne per la prevalenza del sangue, biliose per la prevalenza della bile gialla, diatesiche per la prevalenza della bile nera…approfondisci questo argomento nel mio articolo precendente)
  • In base alle piante connesse al tuo archetipo, di cui parlo qui:  non tutte le erbe posso andare bene per tutti. Difatti la Spagyria ha rivalutato uno dei principi di Ippocrate, secondo il quale l’organo umano può essere curato da ciò che più gli è simile, quindi meglio assimilabile. Pertanto si ritiene che gli organi dell’uomo si ritrovino nelle forme e nei colori di alcuni prodotti della natura e che la rassomiglianza fra gli uni e gli altri indichi la presenza del medesimo archetipo regolatore, il cui potere può essere estratto e introdotto nell’organo carente di tale potere, quindi malato, per ripristinarne le funzioni.

purificazione del corpo naturopatia como

Se vuoi approfondire questa tematica, prenota il tuo Programma Detox nel mio Studio, oppure  on line tramite Skype.

 

 

 

 

DiAlessandra Zarone

Disarmonie del 5°chakra Vishudda e rimedi naturali

Disarmonie del 5°chakra Vishudda e rimedi naturali:

Una disarmonia  alla tiroide  può essere risolto con l’aiuto di  rimedi naturali. Può essere causato da problemi all’interno della ghiandola tiroidea che provoca una scarsa circolazione dell’ormone tiroideo. I sintomi comprendono affaticamento, perdita di vitalità e di squilibrio ormonale complessiva. Quando la tiroide non viene curata per lungo tempo, l’Ipotiroidismo per lungo tempo, può provocare mixedema, con conseguente gonfiore di pelle e tessuti.

Tiroide naturopatia como

Cause:

La disarmonia ipotiroidea e’ una condizione derivante dall’inattività della tiroxina, da una carenza di iodio o da disfunzioni all’ipofisi o all’ipotalamo 

I sintomi sono :

  • Alti livelli di letargia
  • Freddo nelle mani e / o piedi
  • Costipazione frequente
  • Frequenti mal di testa
  • Anemia
  • Pelle secca
  • Squilibri del ciclo mestruale
  • L’obesità è talvolta legata alla disarmonia del 5°chakra Vishudda

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Il trattamento ayurvedico:

Il trattamento ayurvedico è volto a riequilibrare le energie del corpo e ripristinare la circolazione della tiroxina. I preparati vegetali vengono somministrati per aumentare il fuoco digestivo a livello cellulare, ripristinando il corretto metabolismo .

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Alimentazione e stile di vita :

  • Evitare  lo stress
  • Assumere adeguate quantità di latte .
  • Aumentare l’assunzione di riso rosso,orzo, moong dal e cetrioli .
  • L‘olio di cocco aiuta a migliorare il metabolismo del corpo in pazienti tiroidei.
  • Evitare cibi pesanti e aspri .
  • Esistono svariati rimedi erboristici da abbinare ad  una corretta alimentazione.

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Se soffri di Ipotiroidismo, prenota una Consulenza Ayurvedica nel mio Studio o via Skype.

 

DiAlessandra Zarone

Rimedi naturali per la salute dei tuoi capelli

Rimedi naturali per la salute dei tuoi capelli:

Fra i rimedi naturali per la salute dei tuoi capelli ci sono gli alimenti stessi, che producono effetti positivi nel corpo e nella salute in generale, compresi gli alimenti che sono ricchi di proteine, con basso contenuto di carboidrati e che hanno un ridotto contenuto di grassi . Ciò che si mette nel piatto non può essere messo sui capelli o sulla testa, ma può aiutare i capelli a rimanere sani più a lungo.

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Cosa mangiare :

Un’altra esigenza importante nella dieta sono acidi grassi essenziali che si trovano in alimenti come noci, olio di canola, pesce e soia. Gli acidi grassi omega 3 sono considerati grassi “buoni” poiche’ presentano proprietà anti-infiammatorie e possono effettivamente svolgere un ruolo importante nella salute capelli. Nelle donne vi è un deficit potenziale, cioè una carenza di ferro che si verifica spesso durante gli anni riproduttivi, che può portare ad anemia, una riduzione dei globuli rossi che spesso non viene diagnosticata come una delle cause di perdita di capelli nelle donne.
E’ fondamentale aumentare in particolare il consumo di quella frutta e di quella verdura ricche di vitamine C, come arance, limoni,kiwi, broccoli e spinaci, visto che sono essenziali nella produzione del collagene, componente dei capelli, e di altri tessuti.

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La visione Ayurvedica:

Secondo Ayurveda, il capello è derivato sia come sottoprodotto o prodotto come prodotto di degradazione di asthi (tessuto osseo). Qualsiasi disturbo in questo metabolismo dei tessuti , molto dipende dal fuoco digestivo, può influenzare la salute dei capelli . In una certa misura, la qualità dei capelli dipende dalla costituzione del corpo .

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Le principali cause della caduta dei capelli:

Le principali cause della caduta dei capelli sono ormonali, carenze nutrizionali e complicazioni ad altre malattie e farmaci . La caduta dei capelli può anche derivare da una maggiore sensibilità dei follicoli piliferi agli ormoni maschili o per maggior numero di recettori ormonali maschili attaccati ai follicoli piliferi . Questa è la componente che viene ereditata attraverso i geni – definita come costituzione Pitta . Secondo l’Ayurveda , l’eccesso di Pitta dosha nel corpo è aumentato dalle condizioni climatiche calde, da eccessiva assunzione di piccante, salato e cibo acido, caldo e pungente ,, caffè, alcol , carni e fumo eccessivo . Mangiare troppo fritti, cibi grassi , grassi , acidi aggrava anche Pitta .

Vuoi approfondire questa tematica? Ti consiglierò una dieta personalizzata, in sinergia a rimedi erboristici ayurvedici oppure occidentali. Prenota subito una consulenza ayurvedica,  un consulto naturopatico o una consulenza in Alimentazione Cinese.

DiAlessandra Zarone

Ortica, rimedio naturale

Ortica, rimedio naturale 

Ortica è un rimedio naturale. E’ una pianta erbacea perenne e spontanea, frequente nei luoghi incolti, tra siepi, ruderi e macerie.
Ortica è  nota fin dall’antichità per le sue proprietà astringenti e per la polarità d’azione a livello delle pelvi. Nel secolo xvi viene utilizzato nella leucorrea e nelle metrorragie.

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Proprietà curative dell’Ortica :


Ha azione diuretica, depurativa, antiinfiammatoria intestinale, normalizza il cuoio capelluto. Una pianta dalle molte proprietà poiché contiene proteine, zolfo, calcio, ferro e potassio. Ha azione  emostatica. Le sue radici bollite per mezz’ora nel latte sono un efficace rimedio contro i calcoli biliari; i cataplasmi di foglie pestate curano le ferite.
Il decotto d’ortica è mano santa contro tosse e raffreddori, come ricordava già Catullo.

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La lozione di radici tritate in acqua e aceto, serve per per arrestare la caduta dei capelli ed eliminare la forfora. I biscotti fatti con semi pestati e lavorati con farina di segale, miele e acqua frenano l’incontinenza; i fiori a loro volta curano catarri, idropisia.

Ortica e Plinio il Vecchio:

L’ortica ha anche un’altra virtù già ricordata da Plinio: quella di eccitare alla voluttà e di facilitare i parti. In realtà il naturalista latino si limitava a scrivere che il seme bevuto con la sapa apriva l’utero in caso di contrazioni isteriche, mentre le foglie sfregate sui genitali spingevano le femmine dei quadrupedi riluttanti ad accoppiarsi: forse perché li infuocavano .

Castore Durante dice che…

Castore Durante, medico e botanico rinascimentale, credeva alle sue virtù afrodisiache: “Le frondi delle ortiche, cotte in vino e bevute provocano l’orina, purgano i lombi e eccitano venere”.

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Se desideri approfondire le tematiche emerse, prenota un consulto naturopatico o un Programma Detox.

DiAlessandra Zarone

Lino, antico rimedio naturale per bronchi ed intestino

Lino, antico rimedio naturale per bronchi ed intestino:

Il Lino, è un antico rimedio naturale per bronchi ed intestino. E’ considerato simbolo solare e dunque del divino, il lino è stato adottato dai sacerdoti in India, in Egitto, in Asia Minore, in Roma e nella cristianità.

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Il Lino nella cultura mediterranea:

A Roma lo indossarono per un certo periodo soltanto le vestali come simbolo di purezza. La dea egizia Iside fu detta “linigera” perché i suoi sacerdoti vestivano di lino Il lino oggi più coltivato è il Unum usitatissimum, un’erba annuale dal fusto eretto, ramificata soltanto superiormente, alta fino a un metro, con foglie lisce al margine e fiori sommitali con petali azzurri.

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Il Lino nell’Historia Naturalis:

Plinio lo apprezzava moltissimo, tanto da intitolare una sezione della sua Naturalis Historia «Caratteristiche e proprietà sorprendenti del lino», enumerandovi quelle che considerava proprietà meravigliose, prima fra tutte la sua utilizzazione come tessuto per le vele veniva usata per confezionare gli stoppini delle lucerne.

Castore Durante, medico e botanico, cita il Lino:

Era ed è apprezzato per le sue proprietà curative. «Il seme del lino pesto» scrive Castore Durante «e mescolato con pepe e mele, messo alla quantità d’una noce, mitiga la tosse e provoca gli appetiti venerei. Cotto in acqua melata e bevuto, giova all’infiammationi interne, e mitiga ogni sorta di dolori. Tolto con mele in forma di lettuario,purga il petto, facendo sputare, e lenisce la tosse.

I semi di lino sono emollienti, lassativi, vermifughi; leniscono le infiammazioni di bronchi, denti, pelle, intestino.
La farina ottenuta con la loro macinazione, una polvere di color giallo- bruno, untuosa al tatto, serve per preparare quei cataplasmi che da applicare sul petto.

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Folklore:

In Germania,quando un bambino stentava a crescere o a camminare, nella notte solstiziale di San Giovanni Battista lo si metteva tutto nudo su un prato, poi si seminava il lino su di lui e sull’erba.

Soffri di problematiche bronchiali e intestinali? contattami per una consulenza naturopatica volta al riequilibrio naturale, tramite una corretta alimentazione (ne parlo qui e qui   in sinergia con i  rimedi erboristici più adatti alla tua tipologia. Leggi il mio articolo sull’importanza della personalizzazione dei rimedi  in base alla tua persona.

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DiAlessandra Zarone

Noce, antico rimedio naturale per la cute

Noce, antico rimedio naturale per la cute:

Il noce, è un antico rimedio naturale per psoriasi e dermatiti. E’ connessa alla Grande Madre ed il noce ha sempre avuto una duplice valenza, di vita e di morte, luminosa e cupa. Il frutto venne consacrato anche a Giove. Nux iuglans, Iovis glans, ghianda di Giove: nome rimasto nella classificazione botanica, in cui il noce è detto Juglans regia. Dioscoride intuì l’azione dell’olio di Noce nella Tenia (Parassita intestinale).

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Il Noce nelle cure antiche:

Nel medioevo il frutto, simile all’encefalo, secondo la “similitudine delle signature” ne suggerì l’impiego nella cefalea. Anticamente,  le foglie ed il mallo venivano usati come “elisir” della giovinezza” per la marcata attività depurativa ed eudermica. E altresì indicato per diabete, linfatismo, diarrea, leucorrea (uso esterno), acne, dermatiti, psoriasi.

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«Furono queste noci» riferisce Castore Durante :”Chiamate ghiande di Giove ne i primi tempi del mondo dagli uomini”

Cosa contiene:

Contiene glucidi, protidi, sali minerali (soprattutto zincorame), e le vitamine A, B2, PP, B5. Anche le foglie e il mallo dei frutti hanno proprietà medicinali, come notavano già gli Antichi e ha confermato la moderna fitoterapia.

Tradizione foklorica:

La convinzione che streghe e demoni prediligessero il noce per i loro sabba era diffusa in tutta l’Italia.
A Roma una leggenda narra che la chiesa di Santa Maria del Popolo fu costruita per ordine di Pasquale II nel luogo in cui precedentemente vi era un noce intorno al quale migliaia di diavoli danzavano nel cuore della notte. Anche a Bologna si credeva fino al secolo scorso che le streghe si riunissero sotto queste piante, specialmente nella notte di San Giovanni.
In Sicilia, si credeva che, portata in tasca, preservasse dai fulmini e da ogni sortilegio, accelerasse i parti lenti, propiziasse il successo, debellasse la febbre. Nella terra d’Otranto le donne la portavano in tasca per difendersi dal malocchio e dalle malattie.

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Nelle campagne si dice ancora oggi che non conviene riposare e tanto meno dormire all’ombra di un noce perché è facile risvegliarsi con una forte emicrania se non addirittura con la febbre. E si crede che, se le radici dell’albero penetrano nelle stalle, faranno deperire il bestiame.
Effettivamente le sue radici, come le foglie, contengono una sostanza tossica, la iuglandina, capace di provocare la morte di molte piante che crescono nelle vicinanze.

Le signature ed il Noce:

Nel XVII secolo, sulla scia della teoria dei segni secondo la quale il simile cura o colpisce il simile, si sosteneva che la noce fosse in grado di curare i disturbi del cervello perché ne era la riproduzione vegetale: l’involucro esterno, verde e carnoso, avrebbe rappresentato il cuoio capelluto, il guscio duro il cranio, la pellicola interna le meningi e la pia mater, mentre il nocciolo interno, convoluto e diviso in due, avrebbe simboleggiato gli emisferi del cervello.

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E’ possibile prevenire le problematiche trattate, attraverso una corretta alimentazione in sinergia con i rimedi erboristici, prenota ora la tua consulenza naturopatica.

DiAlessandra Zarone

Il melo_rimedio naturale per colesterolo

Il melo_rimedio naturale per colesterolo :

Il melo, rimedio naturale per colesterolo ed altre patologie, è strettamente connesso alla Grande Madre. Ciò traspare anche in alcuni miti celtici dove la mela o un ramo dell’albero viene portato al protagonista da una messaggera dell’altro mondo. Quando Condla, il figlio di Conn Cetchathach, viene invitato a partire per l’Aldilà da una fanciulla di meravigliosa bellezza, il padre si rivolge ai Druidi perché lo trattengano:
«Allora il Druida cantò un incantesimo contro la voce della donna sicché nessuno udì più la voce di lei e Condla non vide più la donna a partire da quel momento. Ma la donna, prima di svanire per l’incantesimo del Druida, riuscì a lanciare una mela a Condla; il quale non prese né cibo né bevanda perché gli sembrava che nulla fosse più degno di essere consumato all’infuori della sua mela. La mela non diminuiva, per quanto egli ne mangiasse, e restava intera ». Quel frutto a poco a poco fu in grado di neutralizzare l’incantesimo: quando la fanciulla si presentò per la seconda volta, egli balzò sulla barca di cristallo per partire con lei.

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Il significato celtico del Melo:

Il significato celtico del Melo è pienezza, purezza, buona volontà.I Celti decoravano le stanze nuziali con rami di melo, per propiziare la fertilità e la rinascita. A tal proposito venivano bruciate delle mele durante i rituali funebri, quale cibo per il defunto. Il legno di melo veniva altresì bruciato nei riti di fertilità, per propiziare il ritorno della Primavera e infondere prosperità e salute sulle famiglie celtiche.

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La mela simboleggia la vita:

La mela come frutto della vita e della scienza appare in un testo del XV secolo, il Libro di Fermoy: «Poi remarono per molto tempo fino a quando non apparve loro un’altra isola meravigliosa dove sorgeva una magnifica foresta di meli odorosi. Un bellissimo fiume divino scorreva in mezzo alla foresta. Quando il vento scuoteva le cime degli alberi, la musica cantata da loro era più melodiosa di ogni altra cosa. Gli Ui Corra mangiarono qualche mela e bevvero un poco al fiume di vino. Immediatamente furono sazi e non sentirono più né ferita né malattia.

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La simbologia greco-romana:

La rotondità della mela ha ispirato il simbolo del globo terrestre e in senso traslato della Sovranità. Per questo motivo gli imperatori romani, che si vantavano fra l’altro di discendere da Venere, portavano una mela d’oro, raffigurazione dell’orbis terrae.

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Proprietà curative :

Da Ippocrate, fino al XVII secolo era considerato da sempre uno dei frutti più salutari e utili, come testimoniano lo stesso Plinio e nel Rinascimento vari autori, dal Mattioli al Durante, che la raccomandavano anche come antidoto efficacissimo contro gli avvelenamenti. Oggi i frutti sono impiegati soprattutto nell’industria dolciaria, mentre hanno conservato un posto modesto nella fitoterapia, usati soprattutto come antidiarroici e astringenti.
E’ un frutto ricco di vitamine dei gruppi A, B e C, è sconsigliata ai diabetici. Contiene pectina e per questo combatte il colesterolo, l’arteriosclerosi, previene l’infarto e le malattie cardiache, migliora la circolazione sanguigna e la pressione arteriosa. Favorisce l’assorbimento del ferro.

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Puoi approfondire le tematiche trattate,prenotando ora una consulenza naturopatica.

DiAlessandra Zarone

La Primavera come manifestazione divina

La Primavera come manifestazione divina

La Primavera è una manifestazione divina: con i suoi prati in fiore è connessa a simboli e miti che rimandano alla Grande Madre, chiamata nella Grecia arcaica Core: colei che doveva essere la divinità del prato fiorito mediterraneo prima di diventare Persefone, la figlia di Demetra.

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La Primavera nei tempi antichi:

Nei tempi antichi, le donne si recavano in primavera nei prati per raccogliere i fiori da portare in offerta a Era, un’altra epifania della Grande Madre, in un tempio di Argo dov’era onorata come Àntheia, «la dea dei fiori». Il culto si diffuse in tutti i suoi santuari, come quello alla foce del Seie, dove gli incensieri, a forma di calice floreale emergente da un volto femminile, o le antefisse templari, testimoniano dello stretto legame fra Tessere femminile e il fiore.

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Le divinità dei fiori:

Alle divinità dei fiori, da Core a Era, da Afrodite a Demetra, erano dedicate anche feste come le Anthesfória che, da quanto riferisce Polluce, prevedevano, oltre alla raccolta di fiori , detta “anthologia”, da cui antologia o florilegio, raccolta di composizioni, di testi scelti e alla loro offerta, l’esecuzione di una nenia liturgica eseguita con flauti. Quella liturgia venerava la manifestazione dell’energia divina nelle sembianze della Grande Madre che informava la vegetazione.

spring naturopatia como

Tra i rimedi primaverili, ve ne sono alcuni di grande efficacia:

Oggi vi parlerò di….

Veronica Persica,Veronica Comune

La Veronica persica è una pianta erbacea annuale. I fusti sono prostrati ed eretti nella parte fiorale. Le foglie sono semplici, ellittiche ad ovali con margine dentato e piuttosto pelose. I fiori sono portati da lunghi peduncoli e nascono all’ascella delle foglie e sono colore blu e bianco. La caratteristica di questa pianta è che i fiori si richiudono nelle giornate nuvolose o con poca luce.

Dagli antichi era chiamato erba sacra ed era usata nella preparazione di medicamenti per gli occhi. Plinio il Vecchio dice che il fiore era considerato un simbolo di salvezza dal dolore e da ciò che potesse incupire la vita. Nella medicina popolare della Turchia varie specie di Veronica, fra cui Veronica persica, sono utilizzate come blando diuretico, antireumatico e per lavare le ferite.

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Proprietà medicamentose:

  • Toniche
  • Espettoranti 
  • Amaro-toniche 
  • Digestive
  • Sudorifere 
  • Antireumatiche

Primula, Primula vulgaris

Questo fiore giallo, dai capini penduli, assomiglierebbe secondo la tradizione popolare alle chiavi di san Pietro, tant’è vero che nella regione inglese del Somerset è chiamato anche bunch of keys, «mazzo di chiavi».
La primula più diffusa nel nostro Paese è quella vulgaris i cui fiori presentano invece il capino eretto. Sia l’una sia l’altra, come le circa 200 specie, è apprezzata anche per le non poche proprietà medicinali.
L’infuso di radici, foglie e fiori cura vertigini, palpitazioni, emicranie.
Il cosiddetto vino di primula, che si ottiene mettendo i fiori in una bottiglia e coprendoli di vino bianco, favorisce la buona circolazione.
I fiori essiccati forniscono un tè aromatico ma privo di azione eccitante. Servono inoltre a profumare la birra e a migliorare il bouquet del vino; canditi, sono dolci deliziosi.

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Proprietà curative:

  • Antispasmodiche (attenua gli spasmi muscolari, e rilassa anche il sistema nervoso)
  • Calmanti (agisce sul sistema nervoso diminuendo l’irritabilità e favorendo il sonno)
  • Diuretiche
  • Lassative
  • Pettorali e sudorifere (agevola la traspirazione e favorisce la sudorazione).

Nel passato veniva usata più largamente contro l’emicrania e i reumatismi.

Veronica Persica e Primula Veris sono parte del mio repertorio floriterapico.

Puoi approfondire le tematiche emerse con una consulenza naturopatica o un Programma Detox per accogliere la Primavera con animo rinnovato.

 

DiAlessandra Zarone

Naturopatia Como: Cicoria_ rimedio naturale per depurarsi dalle tossine

Naturopatia Como: Cicoria_ rimedio naturale per depurarsi dalle tossine:

Cicoria è un importantissimo rimedio naturale per depurarsi dalle tossine. Il nome ha radici così antiche da non poterne rintracciare la provenienza e, tanto meno, il significato; i Greci la chiamavano kichora e ne conoscevano le grandi virtù terapeutiche.

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Cicoria contiene preziosi sali minerali e vitamine:

Ogni sua parte è benefica e salutare, le foglie, ricche di sali minerali e vitamine, giovano al fegato; per l’alto contenuto di nitrato di potassio e principi amari è depurativa del sangue, buon digestivo e leggero lassativo, utile nei casi di dermatosi pruriginose dovute a problemi epatici.

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Forse non sapete che…

Il decotto di fiori è un eccellente impacco per le piccole imperfezioni della pelle.
Il botanico tedesco Conrad di Megenberg, vissuto nel XIV secolo, chiamò la cicoria “sponsa solis“, sposa del sole, e nella tradizione popolare di tutta la Germania era nota come erba del sole o del solstizio.
Per assicurarsi  l’amore di colui che si ama bisogna raccoglierla usando particolari accorgimenti: non si deve sradicare con le mani ma con una moneta d’oro nel giorno dei santi Pietro e Paolo, il 29 giugno.

Secondo un’antica leggenda bavarese una giovane principessa venne abbandonata dal suo sposo, sedotto da una ninfa.
Dopo giorni di lacrime e dolori, la principessa, poco prima di morire, esclamò: “Vorrei morire e non lo vorrei, per rivedere il mio amato dappertutto”, il suo desiderio venne esaudito ed è per questo che il fiore della cicoria è chiamato wegwarte :” Guardiana delle strade”, essa è donna gentile che attende sempre con dolore il suo amante.
Secondo un’interpretazione la ninfa, rivale della principessa, simboleggia la notte che ogni sera attira nelle sue braccia il sole, il principe, il quale con il nuovo giorno ritorna alla sua sposa, l’aurora, simboleggiata dal fiore della cicoria che si apre al primo raggio.
Nel linguaggio dei fiori rappresenta la Frugalità e la Temperanza.

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A scopo gastronomico si utilizzano le foglie della rosetta basale, sia in insalata che lessate e condite nel solito modo.
Se vuoi approfondire la tematica della depurazione naturale, di cui parlo nel mio articolo , prenota la tua consulenza nel mio Studio o via skype.

DiAlessandra Zarone

Naturopatia Como : Consulto Ippocratico

Naturopata Como Consulto Ippocratico

 

 

Il temperamento è un aspetto della personalità alquanto trascurato dalla psicologia moderna.
Non c’è molto accordo tra gli psicologi su che cosa debba intendersi per temperamento, e su come esso si distingua dal carattere. Tuttavia, il concetto di temperamento è uno dei più antichi nella storia della psicologia e non sembra affatto il caso di accantonarlo, poiché esso consente di raggiungere risultati non trascurabili nella comprensione delle differenze individuali. La collocazione ideale del temperamento è tra la costituzione (fisica) ed il carattere (psichico), ed esso sembra costituire un ponte tra la struttura costituzionale e gli aspetti comportamentali.
La descrizione dei temperamenti umani risale ad Ippocrate e alla sua scuola, intorno al 400 a.C.: ne troviamo la trattazione nel Corpus Hippocraticum, l’insieme di opere attraverso cui il grande medico greco diffuse le sue conoscenze.
Per la medicina antica, alla base dei temperamenti umani era la teoria dei quattro umori, che nasce per spiegare lo stato di equilibrio o di squilibrio del corpo, individuando in esso la causa dello stato di salute o di malattia.

Secondo tale dottrina,nel corpo circolano quattro umori:

  • il flegma (la linfa)
  • il sangue
  • la bile gialla
  •  la bile nera

Se tra i quattro fluidi c’è equilibrio, si dà uno stato di salute, mentre con la prevalenza dell’uno o dell’altro umore, si crea uno squilibrio che determina la tendenza a malattie dell’uno o dell’altro tipo:

  • Malattie catarrali per la prevalenza del flegma
  • Sanguigne per la prevalenza del sangue
  • Biliose per la prevalenza della bile gialla
  • Diatesiche per la prevalenza della bile nera

E’ rivolto a tutti coloro che desiderano ripristinare l’equilibrio dei quattro elementi: acqua, aria, terra, fuoco, attraverso l’assunzione di prodotti erboristici adatti alla tipologia a cui appartengono. In base alle sintomatologie psicosomatiche, è possibile comprendere dove è insorto il disequilibrio fra i quattro elementi e la preponderanza di uno o più di essi.

 

DiAlessandra Zarone

Naturopatia Desio : Programma Detox con miscela floreale

Naturopatia como programma detox

Le piante alleate in un Programma Detox sono il  carciofo, l’ortica e il tarassaco, note per la loro attività depurativa la quale sostiene la funzionalità di organi emuntori come il fegato, i reni la pelle e l’intestino. Non dimentichiamo però betulla, pilosella e uva ursina piante alleate delle vie urinarie e della circolazione linfatica. Non dimentichiamo però che non tutte le erbe posso andare bene per tutti!. Le pratiche di purificazione e disintossicazione personalizzate diventano a questo punto indispensabili, per mantenere la salute a tutti i livelli. Se siamo famigliari con il concetto microcosmo/macrocosmo, sappiamo che ciò che ci sta intorno può, in un continuo scambio, influenzare anche le nostre funzioni interne.

Quando vogliamo intraprendere un atto purificante/disintossicante possiamo utilizzare a nostro vantaggio la forze della Natura.

Il nostro corpo subisce le influenze delle fasi lunari: in luna calante si è più propensi alla depurazione, mentre la luna crescente è utile alla “costruzione” per cui è un periodo di rigenerazione. Di conseguenza anche la primavera e l’autunno sono periodi adatti per la disintossicazione. Il Tarassaco il riduce l’eccesso di Acqua, riequilibra il Fuoco e stabilizza l’Aria; trova posto nel trattamento di malattie sia acute che croniche. Agisce a livello di fegato, vescica biliare, stomaco, pancreas, reni, intestino. Nessun’altra erba, tranne forse l’ortica, possiede un’azione depurativa e vitaminizzante tanto potente. ; Stimola le secrezioni di fegato, pancreas e intestino; stimola la produzione e il deflusso della bile; grazie alle sue qualità depurative tonifica il fegato ed è utile nelle insufficienze epatiche e nelle cure disintossicanti primaverili.

Tutto ciò in sinergia con le essenze floreali:

I Fiori non aiutano la persona a reprimere gli atteggiamenti negativi, bensì a trasformare questi ultimi nel loro lato positivo, stimolando il potenziale di autoguarigione e aiutando il corpo a liberarsi dalla malattia o dallo stress. Molti di noi attraversano fasi difficili o sono affetti da un’inspiegabile stanchezza e questo può causare in loro un atteggiamento negativo.

DiAlessandra Zarone

Mirtillo_ rimedio naturale

Mirtillo_ rimedio naturale :

Mirtillo, Vaccinium vitis-idaea (mirtillo rosso) è un rimedio naturale per l’arteriosclerosi :

Mirtillo nell’antichità:

La raccolta dei mirtilli ha tradizioni antichissime. Il mirtillo nero veniva consigliato già da Dioscoride, nel I secolo d. C., per curare la dissenteria.

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Mirtillo contiene:

Tannini, flavonoidi, iperoside, isoquercitrina, quercitrina),iridoidi (asperuloside),derivati dell’acido caffeico (acido clorogenico), acidi fenolici (acido salicilico e acido gentisico), alcaloidi (mirtina, epimirtina) nelle foglie; antocianoidi (cianidina, malvidina), acidi organici (acido malico, acido citrico), flavonoidi, pectine, vitamine A,C e B (frutti).

Proprietà curative del Mirtillo:

Astringenti, antidiarroiche (foglie e frutti), antisettiche e antivirali (foglie), rinfrescanti, protettrici vasali e della retina (frutti).
Le foglie sono anche ipoglicemizzanti; si consigliano quindi ai diabetici, in quanto consentono di ridurre le dosi di farmaci per via orale o quelle di insulina. L’uso del mirtillo è particolarmente indicato nei casi di retinopatia diabetica, di miopia e nei casi di degenerazione della retina dovuti a ipertensione o ad arteriosclerosi.

mirtillo rosso naturopatia como

Utilizzo:

  • In caso di pesantezza delle gambe, varici, flebiti, ulcere varicose ed emorroidi, infezioni dovute all’alterazione della flora intestinale e per migliorare l’adattamento all’oscurità: assumere a ogni pasto 5÷10 cucchiai di succo fresco ottenuto dai frutti maturi.
  • Per le emorroidi: fare degli impacchi con un decotto preparato con 70g di bacche di mirtillo in 500ml di acqua.

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  • In caso di ossiuri, piccoli vermi presenti nell’intestino dei bambini: preparare un decotto con 50÷70g di frutti in 1 litro d’acqua per 15 minuti, filtrare e bere nell’arco della giornata.
  • Per i diabetici: preparare un decotto con una manciata di foglie essiccate di mirtilli e alcuni baccelli di fagioli in 1 litro di acqua. Berne una tazza al giorno.
  • Contro la diarrea: preparare un infuso con 30÷40g di foglie in 1 litro d’acqua. Bere una tazza dopo ogni evacuazione, finché la situazione non si normalizza.
  • In caso di eczema e ulcere varicose: effettuare frizioni con il succo fresco o il decotto dei frutti.

Avvertenze:

il mirtillo è considerato una pianta abbastanza sicura, se utilizzata alle dosi consigliate, tuttavia l’uso prolungato e l’abuso delle foglie di mirtillo può causare gravi effetti tossici, con una sintomatologia caratterizzata da ittero, anemia, cachessia e formazione di metaemoglobina.
Il mirtillo ha un effetto sull’inibizione dell’aggregazione piastrinica e pertanto potrebbe interagire con altri inibitori dell’aggregazione piastrinica, come l’aspirina, ed anticoagulanti, quali il warfarin. L’uso dei frutti freschi, al posto di quelli secchi, può provocare diarrea, anche se quelli secchi e le foglie possono essere, talvolta, irritanti per l’intestino.

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Se vuoi apporfondire le tematiche trattate, contattami qui per una consulenza naturopatica.

DiAlessandra Zarone

Clematis_ rimedio naturale per emicrania ed altre patologie

Clematis_ rimedio naturale per emicrania 

Clematis è il  rimedio naturale per emicrania ed altre patologie. Il nome del Genere deriva dal greco Clema = viticcio o pianta volubile, ad indicare il suo portamento ; gli inglesi chiamavano le Clematis “gioia del viandante” perché profumavano di vaniglia ed abbellivano il cammino, furono adottate, durante l’epoca vittoriana, ad ornamento di parchi e giardini.
Come quasi tutte le nostre Ranunculaceae è da ritenere, se non velenosa, almeno pericolosa per la presenza dell’alcaloide Anemonina che provoca irritazioni e vescicazioni cutanee.

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Clematis in cucina:

Malgrado questo i teneri getti sono comunemente utilizzati lessati e cucinati in vario modo ; questo è possibile perché in primavera, periodo in cui sono raccolti, le sostanze tossiche sono presenti in quantità minima ma è opportuno non farne un uso esagerato.

a Vitalba necessita sempre di una bollitura per allontanare la potenziale velenosità di tutti gli esponenti della famiglia delle ranuncolacee. Bollitela con poca acqua e lasciatela scolare nello scolapasta.

L’impiego più classico, ed anche il più gustoso, è quello di succedanei degli spinaci. Soffriggete in una padella un poco d’olio dal gusto deciso e un paio di grossi spicchi d’aglio solo schiacciati. Passate poi la Vitalba lessata, aggiungete a piacere un poco di peperoncino in polvere, e prima di servire spolverate con formaggio non troppo stagionato e ancora dolce.

Una variante può prevedere l’impiego di sottili fette di una buona toma stagionata, e quindi saporita, ma dolce, da disporre sulla vitalba a cottura ultimata. Spegnete il fornello e mettete sulla padella un coperchio a tenuta; lasciate fondere il formaggio che dovrà ricoprire interamente la verdura e servite.

Per un condimento particolare per la pasta operate come segue: raccogliete cime di ortiche, getti di vitalba e foglie giovani di malva in pari quantità. Lessate il tutto e fate ben scolare premendo la massa sul fondo del colino. Dopo aver fatto soffriggere un po’ d’aglio aggiungete e fate saltare la parte terminale del prosciutto che più non riuscite ad affettare passato nel tritacarne, quando è ben rosolato, aggiungete la verdura lessata finemente triturata a mano. Portate a cottura aggiungendo un poco di brodo e, se volete, insaporite con un bicchiere di vino bianco.

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Medicina popolare:

La medicina popolare la utilizzava come diuretico ma, vista la sua tossicità, è bene sostituirla con altre piante con lo stesso effetto ma innocue; per uso esterno le parti verdi della pianta, raccolte in primavera, triturate e introdotte nelle narici sarebbero un valido rimedio contro le emicranie ostinate; i rami flessibili vengono usati nella costruzione di cesti . Nel linguaggio dei fiori ha evocato vari simboli tra cui l’intelligenza limpida e onesta.
Simili alla Vitalba e con le medesime caratteristiche sono la C. flammula L., con foglie bipennate, e C. viticella L. , con fiori violetti e frutti con coda non piumosa. “Quel che sembrami potersi asserire si è, che dal procurarsi i vagabondi e gli accattoni col succo di sue foglie fresche alcune piaghe in varie parti del corpo, e massime nelle gambe, per eccitar compassione presso i creduli cristianelli, trasse il nome di Erba de’ pezzenti.

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L’essenza floreale è adatta per :

  • Perdita di Coscienza
  • Lipotimia 
  • Stordimento
  • Malattie Neurologiche con perdita di sensibilità
  • Riabilitazione

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La Clematis come rimedio dei fiori di Bach è indicata per quelle persone che hanno un carattere sognatore, che si distraggono facilmente e che quasi non vivono nel mondo reale perchè il loro mondo è pieno di fantasticherie e futuri ipotetici e vivono la vita reale molto marginalmente. Si tratta in pratica di persone scollegate dalla quotidianità che vivono in un mondo tutto loro, quasi virtuale. Sono potenzialmente molto creative se solo fossero più ancorate alla realtà e non vivessero nella fantasia.

Sono persone che si disinteressano del presente e la vita è incentrata su ciò che potrebbe essere, sognando successi futuri che però non arrivano perchè mancano di senso pratico. Sono inoltre persone disordinate, dispersive, inconcludenti e questo loro stato mentale le porta ad essere apatici, pigri e con scarse emozioni.

Le persone Clematis sono disordinate, soggette ad incidenti ed infortuni e fanno cadere spesso le cose perchè molto distratte e quindi maldestre; parlare con loro è sconfortante perchè fanno le domande ma non ascoltano le risposte; appaiono spesso sonnolenti, distaccati, sbadati.

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DiAlessandra Zarone

Naturopatia Desio: Farfaraccio_ Rimedio naturale per la tosse e non solo

Naturopatia Desio: Farfaraccio_ Rimedio naturale per la tosse e non solo 

ll Farfaraccio bianco, è un rimedio naturale per la tosse e non solo.

nome scientifico Petasites albus (L.) Gaertn., 1791) è una pianta erbacea, rustica con numerosi capolini bianchi, appartenente alla famiglia delle Asteraceae.

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Farfaraccio nell’antichità:

Sembra che sia stato Dioscoride Pedanio (Anazarbe in Cilicia, 40 circa – 90 circa), medico, botanico e farmacista greco antico che esercitò a Roma ai tempi dell’imperatore Nerone, a nominare per primo queste piante col nome di Petasites riferendosi alle grandi foglie simili al petàsos un cappello a grandi falde usato dai viaggiatori del suo tempo.Dioscorides01

Nome ripreso più volte in tempi moderni da vari botanici (Tournefort, Adanson o Gaertner) e comunque consolidato, come genere, da Linneo nel 1735 e collocato nelle “Corimbifere”.

Etimologia:

Il nome specifico (albus) fa riferimento alla colorazione dei fiori.Il binomio scientifico attualmente accettato (Petasites albus) è stato proposto da Carl von Linné (Rashult, 23 maggio 1707 –Uppsala, 10 gennaio 1778), biologo e scrittore svedese, e da Joseph Gaertner (Calw, 12 marzo 1732 – Tubinga, 14 luglio 1791), botanico tedesco, in una pubblicazione del 1791. In lingua tedesca questa pianta si chiama Weiße Pestwurz; in francese si chiama Pétasite blanc; in inglese si chiama White Butterbur.

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Con grande rizoma strisciante, è alta fino ad un metro. Le foglie sono grandi, rotonde o cuoriformi. I capolini di colore biancastro, hanno fiori tubulosi riuniti in una spiga apicale. Fiorisce in primavera. Comune lungo i ruscelli, i corsi d’acqua e i prati umidi. Vengono usati i piccioli delle foglie più grandi, carnosi e la raccolta può essere effettuata largamente purché si rispetti il fusto e si lascino le foglie apicali.

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Cosa contiene:

Sono presenti nelle foglie inulina, un glucoside, resine, colina, olio essenziale, sali.

Rimedio naturale per tosse, mestruazioni, ferite, ulcere:

Nella medicina popolare queste piante vengono usate per le loro proprietà vulnerarie (guarisce le ferite), sedative (calma stati nervosi o dolorosi in eccesso), bechiche (azione calmante della tosse) ed emmenagoghe (regola il flusso mestruale). Le foglie hanno la proprietà di calmare la tosse, mentre invece appena raccolte vengono applicate sulle ulcere per ottenere una rapida cicatrizzazione.

Utilizzi alimentari:

L’uso alimentare è limitato ai carnosi piccioli delle foglie che, dopo cotti, vengono mangiati come asparagi, conditi con olio e aceto. Sono ottimi anche tagliati a pezzi non eccessivamente grandi per la preparazione di minestroni di verdura.

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DiAlessandra Zarone

Naturopatia Desio: Achillea_ rimedio naturale per regolarizzare il ciclo mestruale ed attenuare i fastidi della menopausa

Naturopatia Desio: Achillea_ rimedio naturale per regolarizzare il ciclo mestruale ed attenuare i fastidi della menopausa

Achillea, rimedio naturale per regolarizzare il ciclo mestruale ed attenuare i fastidi della menopausa,  era molto apprezzata dagli antichi greci che le diedero il nome dell’eroico Achille, che pare avesse appreso le proprietà terapeutiche dell’erba dal centauro Chirone e se ne fosse servito per medicare un compagno ferito dopo una battaglia. Il nome della specie, millefolium, fa riferimento all’aspetto piumoso delle foglie fitte e frastagliate.

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Achillea nel mondo antico:

I fusti di Achillea ptarmica erano usati in Cina per consultare il Libro dei Mutamenti (I Ching): erano lanciati in aria e a seconda di come si disponevano toccando terra si interpretava il responso. Nel XVIII secolo veniva usata, mescolata a grasso, per disinfettare le ferite.

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In Irlanda era usata per scacciare il malocchio e per cure di bellezza. Alcune specie di achillea entrano nella composizione del tè svizzero, altre si coltivano a scopo ornamentale. Un tempo i contadini avvolgevano i manici degli attrezzi di lavoro con gambi di achillea per averla sempre a portata di mano nel caso di punture di insetti o piccole ferite durante il lavoro e per conservare il vino mettevano i semi di achillea nelle botti.

Come raccogliere e conservare Achillea:

Il momento migliore per la raccolta è il periodo della fioritura, da giugno a settembre, quando cominciano ad essiccare sia le foglie che i fiori: questi vanno raccolti proprio quando il sole è cocente e il loro potere aromatico e terapeutico è massimo.
Fare essiccare foglie e fiori all’ombra e conservare in recipienti a chiusura ermetica.

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Costituenti principali:

Olio essenziale contenente camazulene, canfora, beta-pinene, cineolo, borneolo, cariofillene; lattoni esquiterpenici,il principio amaro achilleina, flavonoidi
(apigenina-7-O-glucoside, luteolina, rutina), acido caffeico e salicilico, tannini, betaine.

Proprietà terapeutiche:

Colagoghe, digestive, antispasmodiche, espettoranti, antiseborroiche, astringenti, sedative.

  • Per uso esterno viene impiegata per detergere le piccole ferite, ha un’azione benefica sugli arrossamenti e le infiammazioni cutanee ed è cicatrizzante (per tale motivo in alcune regioni viene chiamata ‘erba dei tagli’).

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  • Amaro- tonico e antispasmodico delle vie digerenti
  • In caso di colite e nefrite
  • Per regolarizzare il ciclo mestruale ed attenuare i fastidi della menopausa
  • Come depurativo, stimolante ed emostatico
  • Per le screpolature 
  • Per le varici 
  • Per lo stomaco
  • Per le emorroidiAchillea_umbellata_687

Avvertenze: non sono descritti effetti collaterali importanti dopo somministrazione di estratti di achillea, ma in seguito ad esposizione cutanea in soggetti sensibili si potrebbero sviluppare reazioni allergiche; sono frequenti le ipersensibilità crociate con altre piante che appartengono alla famiglia delle Compositae.
Un uso eccessivo e protratto potrebbe provocare maggiore sensibilità cutanea ai raggi solari.
Non sono note interazioni dell’achillea con farmaci somministrati contemporaneamente.
Non deve essere somministrata durante la gravidanza, l’allattamento e nei bambini al di sotto dei due anni.

Vuoi approfondire le tematiche trattate? contattami qui  per una consulenza naturopatica. Ricevo nel mio studio o via skype.

DiAlessandra Zarone

Prunus Avium_rimedio naturale

Prunus Avium_rimedio naturale

Puoi prevenire  i reumatismi con Prunus avium (L.)  1755) chiamato anche ciliegio  degli uccelli o ciliegio selvatico . E’ un albero appartenente alla famiglia delle Rosacee, originario dell’Europa (dalle Isole Britanniche fino alla Russia, passando per Francia, Penisola Iberica, Italia, Germania fino a tutto l’est in zone montuose) e in alcune zone montane fredde dell’Asia minore (presente in scarsa misura con ecotipi leggermente differenti da quelli europei). In Italia è presente naturalmente dalle zone alto collinari sino a quelle montuose, talvolta al confine della zona tipica delle latifoglie, presentando una buona resistenza al freddo. Assieme al Prunus cerasus esso è una delle due specie di ciliegio selvatico che sono all’origine delle varietà di ciliegio coltivato che produce tipologie di ciliegie che vanno dal graffione bianco piemontese, al Durone nero di Vignola.

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Etimologia:

Prunus avium significa “Ciliegio degli uccelli” in Latino, una traduzione fatta da Linneo dei nomi dati dai danesi e dai tedeschi alla specie (Fugle-Kirsebær, Vogel-Kirsche, rispettivamente). In inglese, il nome Bird Cherry si riferisce al Prunus padus.
È un albero a foglia caduca alto fino a 15-20 metri; i suoi rami hanno la corteccia grigia mentre quella del fusto è rossastra, liscia, lucida e si stacca in strisce orizzontali. Le foglie, raggruppate spesso all’estremità dei rametti, sono pendule e hanno un lungo picciolo. L’infiorescenza è data da corimbi all’apice di piccoli rametti; i fiori hanno lunghi peduncoli e presentano cinque sepali, ovali e ottusi all’apice. I cinque petali, di colore bianco, sono ovali, arrotondati all’apice e ristretti a cuneo alla base. Il frutto è una drupa sferica di colore rosso chiaro con poca polpa e contiene il nocciolo oblungo. Cresce nei boschi in particolare nella zona montana.

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Il Ciliegio selvatico  nell’antichità:

Plinio il Vecchio distingue tra Prunus, l’albero, e Cerasus, l’albero delle ciliegie. Plinio aveva già descritto un certo numero di coltivazioni ed alcune specie citate, Aproniana, Lutatia, Caeciliana, eccetera. Plinio le distingue per il sapore da dolce a aspro.Egli afferma che prima che il console romano Lucio Licinio Lucullo sconfiggesse Mitridate nel 74 a.C., Cerasia … non fuere in Italia, “Non vi erano ciliegie in Italia”. Secondo lui fu Lucullo ad introdurle dal Ponto e nei 120 anni trascorsi da allora il ciliegio si era espanso attraverso l’Europa fino alla Britannia.
I semi di un certo numero di specie di ciliegie sono stati tuttavia trovati in ritrovamenti archeologici dell’età del bronzo ed in siti archeologici romani in tutta Europa. Il riferimento a “dolce” e “aspro” sostiene la moderna teoria che “dolce” fosse riferito al Prunus avium; non vi sono altri candidati trovati tra le ciliegie.
Nel 1882 Alphonse de Candolle affermò che semi di Prunus avium furono ritrovati nella cultura terramare del nord Italia (1500-1100 a.C.) e in alcuni villaggi archeologici svizzeri di palafitte.

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De Candolle riguardo Plinio afferma:
« Poiché questo errore è perpetuato dalla sua ripetizione incessante nella scuola classica, si deve affermare che gli alberi di ciliegio (almeno quelli di Prunus avium) esistevano in Italia prima di Lucullo, e che il famoso gourmet non ha bisogno di andare così lontano per cercare le specie dai frutti con il sapore amaro. ». De Candolle suggerisce che quello che Lucullus portò era un particolare tipo di Prunus avium del Caucaso. L’origine del P. avium è ancora una questione aperta. Le moderne ciliegie coltivate differiscono da quelle selvatiche per la dimensione del frutto più grande, 2–3 cm di diametro. Gli alberi sono spesso coltivati in terreni duri per mantenerli più piccoli e per facilitare il raccolto.

Proprietà medicamentose:

Nella pratica erboristica corrente si usano i peduncoli dei frutti ancora acerbi per le loro proprietà diuretiche, antiuriche, antigottose, aromatiche, astringenti, mentre per uso esterno vanta proprietà rinfrescanti ed antiflogistiche.
Per uso esterno, il Ciliegio è indicato per infiammazioni alle articolazioni, gli arrossamenti della pelle, la cellulite e per rassodare la cute del viso.
. I principi attivi caratterizzanti sono: sali di potassio e magnesio, polifenoli, flavonoidi, acido malico, tannini, vitamina C e vitamina A.

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Vuoi approfondire le tematiche trattate? soffri di reumatismi?Posso aiutarti con una corretta alimentazione in sinergia con rimedi erboristici, contattami per una consulenza qui,basta un click.

DiAlessandra Zarone

Naturopatia Desio : Spagyria e utilizzi pratici

Naturopatia Desio : Spagyria e utilizzi pratici:

Per curare la malattia è necessario agire con la Spagyria innanzitutto sulle parti piú sottili dell’uomo.
La Spagyria afferma che vi è una unità fondamentale, un’ origine comune tra le differenti manifestazioni della natura, e considera pertanto le relazioni che intercorrono fra il microcosmo (l’uomo), il macrocosmo locale (i tre regni minerale, vegetale e animale) ed il macrocosmo (il cosmo).

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Microcosmo e  Macrocosmo:

Al momento del concepimento, l’anima dell’uomo risuona con tutto il macrocosmo, con la posizione degli astri e con il momento presente che rimane impresso come caratteristica nell’essere.
Attraverso questa “fotografia” la persona risuonerà in sincronia con la posizione degli astri rientrando in determinati tipi di corporature, caratteri e psicologia.

Come ho espresso nel mio precendente articolo sulla  Spagyria (clicca qui) , essa svela gli occulti processi della Natura,definiti “mysteria” attraverso l’Arcanum, che Paracelso definisce un’entità leggera che “può essere trasportata dagli astri come una piuma al vento“, ossia è soggetta ai loro influssi.

Rimedi spagirici :

Mi avvalgo  spesso di rimedi spagirici per problematiche di  ansia e stress. Di seguito vi riporto un caso risolto attraverso la Spagyria. Monica mi contatta perchè soffre di ansia, stress e nervosismo. L‘analisi spagyrica fa emergere che Monica è stata concepita  nel segno acquario, con decano in Luna. Il pianeta dominante dell’Acquario è Urano, il cui simbolo grafico è di complessa interpretazione ma sembra riferirsi all’espressione di una energia potente che trasforma e rigenera il ciclo della vita.
Urano è il simbolo astrologico dei mutamenti più radicali, della forza del nuovo che irrompe e spezza l’ordine precedente, sovverte i vecchi schemi. Urano è il cielo stellato per i greci, ma la radice Ur richiama anche l’idea del fuoco e della folgore. Urano ha un’influenza simile a Saturno sul Sistema Nervoso, porta predisposizioni a disturbi spasmodici come choc, crampi, epilessia, spasmi, rotture.

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Caratteristiche acquariane:

Chi è stato concepito nel segno dell’Aquario esprime ideali e cerca di creare relazioni e situazioni alle quali tutta la collettività può accedere liberamente, giovandosene. E’ caratterizzato da un forte  senso umanitario, da un idealismo un po’ ingenuo ma sincero, dal  senso di uguaglianza e fratellanza.  Si realizzano appieno attraverso l’unione con gli altri, con una sensibilità volta a recepire le differenti realtà. Sono  narcisisti e consapevoli delle proprie capacità intellettive, amano esprimersi andando alla ricerca del sensazionale, hanno il senso della drammaticità degli eventi e sanno esprimerlo sotto ogni forma di creatività. Sono sinceri, generosi, mai invidiosi, curiosi, audaci e capaci di affrontare ogni tipo di cambiamento anche se questo comporta una sfida. Tentano continuamente di superarsi, poiché sanno adattarsi ai cambi repentini, vivendo appieno la modernità.  Hanno fede nel futuro e una visione positiva del mondo, che non si lascia inquinare né dalle delusioni, né dalle altrui interferenze. Idealisti anche in amore, cercano affinità  profonde, complicità e amicizia. Più cerebrali che passionali, vivono grandi emozioni, ma guai a intaccare la loro autonomia o a interferire nei loro progetti.

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Urano e Luna determinano:

Urano determina influssi sull’apparato scheletrico, milza, epifisi.
Luna determina influssi su apparato nervoso,cervello, stomaco, utero.

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Gli elementi dominanti in lei sono :

Aria, di natura pesante e densa, umida,ciò fa sì che le sue idee si concretizzino nel mondo materiale, con molto successo.
Ha la luna in prima decade, quindi : predomina l’elemento acqua , determina in lei una natura fredda e umida, che la rende flessibile, generatrice di idee ed azioni feconde .

Analisi degli quattro elementi ippocratici:

Nell’analisi ippocratica, prevalgono Umido e Caldo, ossia Acqua + Aria: che conferiscono a Monica un temperamento sanguigno, questo però oscilla con un altro temperamento, quello Linfatico (caratterizzato da componente Umido-Freddo, Acqua).
Per tenere in equilibrio il sistema linfatico, che determina un eccesso di acqua, una tendenza al sovrappeso, alla ritenzione idrica, occorre, secondo Paracelso ed Ippocrate:

Consumare molto zafferano, anacardio, sedano, verdure fresche, anguria, radici.

The four elements, four qualities, four humours, four season naturopatia como

 

Le suggerisco rimedi spagyrici quali:

  • Estratto spagyrico di Equiseto
  • Estratto spagyrico di Melissa
  • E 63 Alma
  • E 65  Alma

In alternativa:

  • Solunat n 5
  • Solunat n 14

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Nell’arco di tre mesi, Monica ha ritrovato equilibrio, tranquillità e serenità interiore.

Perchè ulizzare rimedi spagyrici e non i tradizionali rimedi erboristici allopatici?

Perchè ogni  persona risuona in sincronia con la posizione degli astri rientrando in determinati tipi di corporature, caratteri e psicologia, questi rimedi sono appositamente in linea con la tipologia descritta.

Se ti ritrovi  nelle problematiche descritte e desideri conoscere quali sono le piante adatte a te, perchè  risuonano con i tuoi astri, la tua tipologia ed Archetipo, contattami qui (basta un click) per un consulto spagyricoippocratico .

DiAlessandra Zarone

Naturopatia Desio: Agrifoglio_ rimedio naturale

Agrifogliorimedio naturale 

L’agrifoglio è un rimedio naturale per edemi, ascessi e altre problematiche 

una pianta magica fin da prima dell’avvento del Natale cristiano, si dice che proteggesse dai demoni e portasse fortuna. I suoi primi utilizzi risalgono all’Irlanda dove anche le famiglie più povere potevano permettersi di utilizzarlo per decorare le proprie abitazioni.

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Tradizioni germaniche:

I pagani (principalmente la tradizione germanica della festa di Yule), celebravano la rinascita del sole al solstizio d’inverno (analogamente ai Saturnali e al Sol Invictus dei Romani). La rinnovata ascesa del sole in cielo che iniziava al solstizio era simbolicamente inscenata come una battaglia tra la quercia estiva e, appunto, l’agrifoglio invernale.

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Le rosse bacche dell’agrifoglio rappresentavano la fertilità durante la profonda oscurità invernale, una promessa di ritorno di luce e calore.
I cristiani, nel tentativo di soppiantare le festività pagane sovrapponendo a queste dei nuovi significati, posero il Natale proprio il 25 dicembre, semplicemente sovrapponendosi (e in realtà mantenendo) la precedente antica tradizione.
Visto che molti simboli della tradizione precedente, come l’agrifoglio, persistevano alla tentata cancellazione cristiana (essendo simboli non legati al cristianesimo il primo approccio provato fu l’eliminazione), la nuova religione cercò di ridefinire nel tempo il loro significato originale .

Folklore:

Nelle credenze popolari, l’Agrifoglio benefico è sempre stato temuto da streghe e spiriti maligni. Insieme al Bosso, era ritenuto uno scaccia guai molto apprezzato. Possedere l’Agrifoglio, significava avere su se stessi e sulla propria casa parte delle forze benefiche di cui era fornita la pianta. Veniva infatti appeso nelle stalle e nelle case per tenere lontani sortilegi e malattie. In l’inverno gli antichi popoli Druidi decoravano le loro abitazioni con rami di Agrifoglio provvisti di bacche, per onorare gli spiriti della foresta. D’inverno nel periodo delle feste si ornavano le chiese con fronde di Agrifoglio, che poi i contadini portavano a casa, credendo che servissero contro i fulmini e gli incantesimi. Ancora oggi, alla vigilia di Natale, viene regalato e appeso alle porte (insieme al Vischio), come augurio di bene, per propiziarsi la sorte e attirare la fortuna. L’usanza di utilizzare l’Agrifoglio come decorazione natalizia nacque da una superstizione secondo la quale i folletti delle case amavano architettare scherzi durante le feste di Natale. Per difendersi da tali scherzi si appendevano ramoscelli di Edera e Agrifoglio sulle porte, sui camini e alle travi delle case. La pianta, nel linguaggio simbolico, rappresenta dunque la difesa, la precauzione, la previdenza e la resistenza. Secondo un’antica leggenda l’Agrifoglio sarebbe nato dalle orme di Cristo. Le sue foglie spinose e le bacche scarlatte come gocce di sangue furono considerate simbolo della passione del Salvatore. Per questa ragione la pianta di Agrifoglio è chiamata anche “Spina di Cristo” (Christ’s Thorn). Il Mattioli scriveva che le fronde spinose dell’Agrifoglio proteggevano la carne salata dai topi e da altri roditori: per questo motivo la pianta era anche detta Pungitopo maggiore.

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Considerata dalla tradizione magica pianta di genere maschile perché collegata all’elemento fuoco e al pianeta Marte. Per questo motivo, se era portata addosso, la pianta avrebbe donato fortuna soprattutto agli uomini (il corrispondente femminile è l’Edera). Le si attribuivano protezione, sogni magici e il potere contro il fulmine. Era considerata la pianta protettiva per eccellenza, capace di difendere e proteggere dai fulmini, dai veleni, dagli spiriti cattivi e dagli stregoni malvagi se veniva piantato intorno alla casa. Se invece si lanciava l’Agrifoglio contro una bestia feroce, questo aveva la facoltà di calmarla immediatamente, anche se l’animale non veniva colpito.

Medicina popolare:

L’acqua di Agrifoglio (infuso o distillato) era spruzzata sui neonati in segno di protezione. Un antico rito magico per realizzare un desiderio, consisteva nel raccogliere, dopo la mezzanotte di un venerdì, nove foglie di Agrifoglio nel più completo silenzio, scegliendo una pianta non troppo spinosa. Si dovevano poi avvolgere le foglie in un panno bianco e annodare per nove volte le due estremità del panno.

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La medicina popolare attribuisce alla pianta proprietà sudorifere e antireumatiche. Era utilizzata dalle popolazioni rurali per le malattie cutanee, come espettorante nella tosse, nel catarro cronico dei bronchi, nelle coliche, nelle gastralgie, nell’itterizia e nel vaiolo. Non sempre però l’uso dell’Agrifoglio era privo di effetti collaterali, perché anche le parti verdi della pianta possono presentare una certa tossicità. L’infuso di foglie venne usato nelle febbri intermittenti e nelle forme reumatiche per le sue proprietà febbrifughe e toniche. Per uso esterno l’Agrifoglio veniva utilizzato come risolvente applicando le foglie fresche contuse sui “tumori bianchi”, negli edemi, nella pleurite, negli ingorghi e nelle ostruzioni ghiandolari. Le popolazioni della Foresta Nera bevevano l’infusione delle foglie secche di Agrifoglio come succedaneo del tè; in modo analogo quest’ultima abitudine richiama quella dell’uso del maté, che è una specie di Agrifoglio sudamericano.

Agrifoglio e usi mondiali:

In India le foglie sono considerate emollienti e diuretiche, le bacche purgative, emetiche e diuretiche. Presso le popolazioni indiane del Nord America una tisana ricavata dalla cenere delle foglie era usata per curare la tosse convulsa.

Agrifoglio negli antichi erbari:

Le foglie fresche triturate erano impiegate come risolutivo: se ne facevano dei cataplasmi nei rigonfiamenti ghiandolari, negli edemi, negli ascessi. Mattioli invece asserisce che il decotto di corteccia e radici possiede azione risolvente sugli indurimenti e guarisce le lussazioni: “Vale la decottione delle radici per mollificare le giunture indurite per diflogagione: imperoché risolve e mollifica le durezze, e l’enfiagioni, e ristaura le rotture dell’ossa.” Il celebre Paracelso prescriveva il decotto di foglie per la cura dei reumatismi e delle forme artritiche. Alla fine del ’700 il Durante apprese da un empirico il loro valido uso contro le febbri intermittenti, proprietà questa che fu confermata più tardi da diversi Autori. Tra la fine del XVII e l’inizio del XIX secolo, le foglie ebbero reputazione tra i migliori febbrifughi, considerate efficaci quanto quelle della china nelle febbri intermittenti; vennero prescritte anche nel reumatismo e nella gotta. Le bacche hanno proprietà purgative ed emetiche in dosi medicinali, ma essendo velenose se ne sconsiglia vivamente l’uso.

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