Home

DiAlessandra Zarone

Naturopatia Desio: Floriterapia vibrazionale psicosomatica

Naturopatia Desio: Floriterapia vibrazionale psicosomatica:

Oggi vorrei parlarvi di Floriterapia Vibrazionale psicosomatica.

Analogamente a quanto avviene in altre medicine naturali, anche i Fiori di Bach, i Fiori Himalayani, i fiori Californiani, i fiori Australiani, i fiori Alaskani e molti altri, esplicano la loro azione curativa sulla persona.

 

La loro azione si rivolge specificamente allo stato emozionale della persona, quindi può senza dubbio accadere che due persone affette dalla stessa malattia, come ad esempio la colite, ricorrano a fiori differenti. Forse una delle due persone ha accettato la sua malattia, mentre l’altra reagisce alla stessa con impazienza: proprio per questa differenza di reazione personale la scelta del Fiore viene effettuata sulla base di ogni singolo caso.
I Fiori non aiutano la persona a reprimere gli atteggiamenti negativi, bensì a trasformare questi ultimi nel loro lato positivo, stimolando il potenziale di autoguarigione e aiutando il corpo a liberarsi dalla malattia o dallo stress.

 

Molti di noi attraversano fasi difficili o sono affetti da un’inspiegabile stanchezza e questo può causare in loro un atteggiamento negativo.
È proprio allora che i fiori offrono il loro aiuto estremamente prezioso, contribuendo a ristabilire l’equilibrio interiore prima che i sintomi di una malattia fisica abbiano il tempo di manifestarsi.

Lettura simbolica:

La Floriterapia psicosomatica propone una lettura simbolica del corpo e delle sue malattie. Secondo tale visione, i disturbi che ci affliggono non sono mai eventi casuali, bensì ”messaggi “ di un un preciso malessere interiore.

L’approccio della floriterapia psicosomatica coadiuva la salute e il benessere a scopo preventivo e ciò è perfettamente in linea con quanto riportato nel testo di Nora Weeks, l’assistente di Edward Bach :” The Medical Discoveries of Edward Bach Physician”.

Il nostro intento:

Per noi è importante ritornare all’origine della Floriterapia, studiando approfonditamente gli antichi testi per riapplicare con la conoscenza di oggi l’esperienza persa nei secoli, ma soprattutto mettendo in pratica il metodo di Bach tramite solarizzazione dei fiori nella preparazione delle nostre miscele attraverso un metodo personalizzato alla persona.

Intorno a ogni “forma” della Natura, sia essa umana, animale, vegetale o minerale, esiste un campo elettromagnetico più o meno esteso che si esplicita come un alone di luci e colori, chiamato aura.

Questo campo di energia, é intrinsecamente legato al corpo fisico e vibra con frequenze diverse a seconda dello stato emotivo e/o di salute del soggetto e può essere influenzato dalle vibrazioni di altri campi energetici, come per esempio quelli emessi dei rimedi floreali.

La terapia vibrazionale :

Dire che la floriterapia è una “terapia vibrazionale” significa che il rimedio floreale, portatore di una specifica frequenza o vibrazione energetica, agisce in modo sottile (cioè a livello energetico) sulla persona che lo assume, influenzandone il campo elettromagnetico. In fisica, la frequenza viene definita come “la somma delle vibrazioni emesse in uno spazio di tempo”. La terapia vibrazionale agisce sulle alterazioni energetiche dell’individuo adoperando frequenze capaci di trasformare queste stesse alterazioni energetiche.

L’impronta energetica del fiore é in grado di riequilibrare le vibrazioni distorte che danno disagio a una persona, e partendo dai livelli superiori, ovvero dalla mente e dalle emozioni, gli effetti del fiore si riflettono anche ai livelli inferiori, arrivando al corpo fisico.

L’essenza floreale rappresenta infatti un campo energetico sottile, che vibra in una determinata frequenza, e quando il campo energetico sottile del fiore entra in contatto con il campo energetico sottile della persona trattata, se trova una disarmonia, la armonizza utilizzando il principio della risonanza vibrazionale.

Nell’essere umano, oltre all’aura (ovvero al campo energetico sottile), si trovano anche i chakra di cui abbiamo precedentemente parlato, e i Fiori (Bach, Himalayani, Californiani, Australiani, Aum Sanjeevini ecc.), armonizzano i chakra disarmonici, producendo effetti positivi sia sul corpo fisico di un soggetto, sia sulle sue componenti mentali ed emozionali.

 

A chi è rivolto:

Il consulto naturopatico – floreale è rivolto a coloro che desiderano affrontare e risolvere vari disturbi psicosomatici, con l’apporto delle essenze floreali, risalendo alla causa del malessere/disagio .
Prenota qui il tuo consulto.

DiAlessandra Zarone

Alchimia e Spagyria

Alchimia e Spagyria:

Alchimia e Spagyria sono parte di uno dei nostri strumenti olistici, in cui applichiamo è il concetto alchemico al fine di comprendere la persona nella sua totalità.
In questo consulto, la simbologia e l’analogia sono fondamentali :
« Tutto ciò che è in alto è come ciò che è in basso, tutto ciò che è in basso è come ciò che è in alto. E questo per realizzare il miracolo di una cosa sola da cui derivano tutte le cose, grazie ad un’operazione sempre uguale a se stessa. »(Ermete Trismegisto “La tavola di Smeraldo”).

 

 

Spagyria e Archetipo:

Con la Spagyria si entra in contatto con l’Archetipo delle piante che risuonano con la sua personale frequenza astrale.
Le piante conducono alla guarigione, poiché sono in sintonia con gli influssi planetari del momento in cui la persona è stata concepita.
E’ dunque possibile ripristinare l’armonia del corpo – microcosmo e macrocosmo attraverso l’analisi dei pianeti, secondo quanto trattato nelle opere paracelsiane .

 

 

Qualche cenno storico:

La Spagyria si basa sulla convinzione che nell’uomo sano le forze dense e sottili sono in perfetto equilibrio e chela malattia interviene quando tale equilibrio è spezzato.
La malattia dipende dunque da squilibri energetici che si manifestano sollo in un secondo momento anche sul piano fisico..Per curare la malattia è necessario agire innanzitutto sulle parti piú sottili dell’uomo.
La Spagyria afferma che vi è una unità fondamentale, un’ origine comune tra le differenti manifestazioni della natura, e considera pertanto le relazioni che intercorrono fra il microcosmo (l’uomo), il macrocosmo locale (i tre regni minerale, vegetale e animale) ed il macrocosmo ( al momento del concepimento, l’anima dell’uomo risuona con tutto il macrocosmo,con la posizione degli astri e con il momento presente che rimane impresso come caratteristica nell’essere.

 

 

Attraverso questa “fotografia” la persona risuonerà in sincronia con la posizione degli astri, rientrando in determinati tipi di corporature, caratteri e psicologia.Così come l’uomo anche le piante e i minerali subiscono l’influenza del macrocosmo e viceversa..
L’elisir spagyrico è in grado di ridare alla persona la frequenza necessaria per rientrare in contatto con l’equilibrio.

 

Se sei interessato ad una consulenza spagyrica,contattami  qui .

DiAlessandra Zarone

Naturopatia Desio: Faggio, antico rimedio

Naturopatia Desio: Faggio, antico rimedio celtico

Il Faggio è un antico rimedio, riginario dal centro d’Europa, l’ovest della Russia e la zona del Caucaso, questo albero fiero, che può raggiungere i 30 metri, in Inghilterra veniva chiamato “madre della foresta”. ll Deus Fagus , “il divino faggio”, Beech, Sex Arbor , nelle iscrizioni dei Pirenei, e un dio anonimo rappresentato da una conifera su un altare a Tolosa, probabilmente scelto fra gli alberi liguri di culto, tale culto continuato dai Celti in epoca romana.

 

Eamhancholl, Beech, faggio, era conosciuto per la sua generosità, dava protezione e nutrimento, le sue ghiande erano mangiate e per non morire di fame, si facevano amuleti di buon auspicio da portare con sé. Era connesso al tempo, alla saggezza e al sapere scritto, con questa pianta si facevano legnetti con cui scrivere,chiamata dagli anglosassoni “Boc”, difatti i primi libri “books” furono scritti con i legnetti di faggio. Tutto ciò che veniva scritto acquisiva il potere magico degli dei, si scrivevano desideri o incantesimi su un pezzetto di corteccia e si bruciava il tutto, si credeva che ciò avrebbe realizzato il desiderio.

Mattioli riconosceva alle foglie del faggio proprietà astringenti. Queste, comuni a tutte le fagacee, sono in relazione alla presenza di tannini che si trovano in buona quantità nelle piante di questa famiglia.

 

Eccellente rimedio spagyrico:

Legato al pianeta Saturno, stimola la concentrazione e lo sviluppo interiore.
Il faggio possiede molte virtù benefiche che influenzano positivamente sia la nostra psiche sia la nostra salute fisica.
La sua sola presenza è infatti in grado di trasmettere vibrazioni positive, una carica energetica che dona pace e calma a chi gli sta intorno.
Queste vibrazioni pare abbiano anche effetti vivacizzanti sulla nostra creatività.
a corteccia, il legno le foglie e i semi hanno proprietà astringenti, antisettiche, depurative e disinfettanti.

Sono ottimi infatti per impacchi depurativi per la pelle del viso o come astringenti per gli eccessi di sebo. Volendo preparare un infuso, troveremo molto gradita la sensazione rinfrescante, tonificante e calmante che è in grado di offrire. Ottima per le calde giornate estive.

Utilizzi nella medicina popolare:

Gli infusi di foglie di faggio venivano utilizzati per alleviare le scottature o le infiammazioni, così come per gli orzaioli o le infezioni alle vie respiratorie. Il decotto di corteccia serviva in caso di febbre mentre dal carbone e dalle ceneri del suo legno si ricavavano unguenti utili contro le infiammazioni, con particolari proprietà balsamiche ed espettoranti.

I frutti potevano essere tostati e utilizzati per ottenere una bevanda calda con un processo simile a quello del nostro caffè.

 

Proprietà fitoterapiche:

Il faggio è ricco di ferro, calcio, potassio, tannini, flavonoidi, creosoli e fenoli, minerali e elementi essenziali al nostro organismo e come aiuto nella lotta ai radicali liberi .

Le gemme hanno proprietà stimolanti le cellule epatiche, come coadiuvanti nella riduzione del colesterolo, come diuretici e stimolanti renali,difatti è indicata insufficienza renale, litiasi renale, ed anche obesità da ritenzione idrica, frena la produzione d’istamina e quindi è adatto per le allergie.
.
Il Faggio è usato anche come antidolorifico, curativo, antinfiammatorio,
cicatrizzante.
Si possono succhiare dei rametti freschi della pianta per attenuare i dolori alla milza e al fegato. Con il decotto del carbone di faggio si cura il “fuoco di Sant’Antonio” ed infine con la polvere di legno, prodotta dai tarli, se usata come il talco allevia l’infiammazione della cute, si usa inoltre per la prevenzione e la cura delle piaghe da decubito per accelerare la cicatrizzazione e prevenire l’infezione.

In floriterapia:

Il faggio è un albero raffinato e quasi perfetto: possiede un legno con grandi venature e senza nodi che può essere lucidato con ottimi risultati, la corteccia è liscia, le foglie sono eleganti, pieghettate, di un verde intenso. Tuttavia, la tendenza al perfezionismo può a volte trasformarsi in un atteggiamento critico o intollerante, come quello che caratterizza il soggetto Beech nello stato disarmonico . Bach disse in merito a questa pianta:
Per coloro che sentono il bisogno di vedere più bontà e più bellezza in tutto quanto li circonda, e, sebbene molte cose appaiono sbagliate, riescono a cogliere quello che c’è di buono in esse. Questo, al fine di essere più tolleranti, più comprensivi e più miti nei confronti di ogni creatura e dei modi in essa sta lavorando per arrivare alla sua perfezione finale”.

Ti è piaciuto il mio articolo? se sei coinvolto in una o più tematiche trattate, contattami per una consulenza naturopatica.

DiAlessandra Zarone

Naturopatia Desio: Il concetto di Naturopatia

Naturopatia Como: Il concetto di  “Naturopatia”:

Il termine “naturopatia” fu coniato nel 1895 dallo statunitense John Scheel, medico a
New York.
Il significato odierno più accreditato della parola “naturopatia” è “sentiero della natura” per mantenere o ripristinare lo stato di benessere.

Non è chiaro se il termine sia derivato da Nature’s Path (Sentiero della natura) da cui,
in seguito, Naturopathy; più discussa rimane l’attribuzione dell’etimo a natura e al
greco pathos (simpatia, empatia, sentimento, sofferenza) ovvero “empatia con la natura”.

Obbiettivi della Naturopatia:

  • Sostenere le forze auto-guaritrici dell’organismo
  • Identificare e curare la causa del disagio o della malattia
  • Curare la persona e non la malattia
  • Fungere come insegnante del corretto stile di vita
  • Prevenire le malattie ritrovando l’equilibrio con i cicli della natura.

 

 

Gli strumenti della Naturopatia:

La Naturopatia è un’insieme di scienze fra loro strettamente collegate che se ben condivise portano il Naturopata ad avere una visione d”insieme del paziente decisamente utile per il ripristino ottimale delle sue condizioni energetiche e fisico-psichiche.
Lo studio della Naturopatia contempla sia elementi di carattere generale riconducibili alla medicina classica quali: l’anatomia, la fisiologia, la genetica di base e la patologia generale sia elementi di carattere decisamente alternativo riconducibili alla medicina tradizionale cinese, alla fitoterapia, all’aromaterapia, alla floriterapia,
all’omeopatiia e via discorrendo.

La visione che noi proponiamo è incentrata sulla consapevolezza che esiste un’unità inscindibile non solo tra psiche e soma, fra cellula e organismo, ma più profondamente tra macro e microcosmo, fra uno e tutto.
Ogni elemento dell’universo è in relazione con tutti gli altri, in una relazione di interdipendenza.

La visione di Gurdjeff:

Come afferma lo studioso George Gurdjieff :” La vita organica sulla terra è sottoposta a influenze simultanee provenienti da fonti varie e da mondi diversi … esse agiscono tutte contemporaneamente, ma con la preminenza dell’una o dell’altra a seconda dei momenti. Tutta la materia del mondo che ci circonda, il cibo che mangiamo, l’acqua che beviamo, l’aria che respiriamo, le pietre di cui sono costruite le nostre case, gli stessi nostri corpi, ogni cosa è attraversata da tutte le materie esistenti nell’universo .

nel vero senso della parola. Le stesse forze, le stesse leggi che reggono la vita dell’universo agiscono in lui.” Tutta la materia del mondo che ci circonda, il cibo che mangiamo, l’acqua che beviamo, l’aria che respiriamo, le pietre di cui sono costruite le nostre case, gli stessi nostri corpi, ogni cosa è attraversata da tutte le materie esistenti nell’universo … L’uomo è un universo in miniatura nel vero senso della parola. Le stesse forze, le stesse leggi che reggono la vita dell’universo agiscono in lui.”

 

Le cause di malessere sono:

  • Ambientali : dipendono dalla geografia, dal clima e dalla società.
  • Di regime: dietetiche ( eccesso, scarsità,cattiva scelta dei cibi ) e comportamentali ( sforzi, intemperanze, traumi psichici).
  • Traumatiche: derivanti dal parto, da eventi traumatici, da una vita troppo stressante.

La terapia deve essere rivolta alla totalità del corpo, intervenendo con un regime equilibratore.

La concezione psicosomatica olistica:

La concezione psicosomatica olistica si serve del metodo “analogico” per cogliere i legami di senso che unisce fenomeni apparentemente distanti come mente e corpo, energia e materia.
Il simbolo diviene il tramite di questo processo analogico. L’etimo greco significa ”unire insieme”e rimanda alla funzione del connettere, collegare, consente di cogliere il lato nascosto delle cose inaccessibile alla coscienza e rappresenta la manifestazione di un “mistero”.
Il simbolo diviene il tramite di questo processo analogico.
L’etimo greco significa ”unire insieme” e rimanda alla funzione del connettere, collegare, consente di cogliere il lato nascosto delle cose inaccessibile alla coscienza e rappresenta la manifestazione di un “mistero”.

 

Biologico e psichico, corpo e mente coesistono come due facce di una stessa medaglia: nel biologico è scritta la storia dell’universo ed è presente quell’intelligenza creatrice che informa di sé l’intera realtà.
Il linguaggio del corpo è lo stesso linguaggio dell’inconscio che si muove sul registro dell’analogia e del simbolo.
Osservare e descrivere il funzionamento del corpo significa rintracciare il senso profondo, il linguaggio specifico di ciascun organo che rimanda ad un insieme di significati universali.

Se desideri una consulenza naturopatica,volta alla prevenzione contattami qui .

DiAlessandra Zarone

Naturopatia Como: La pratolina, mito e floriterapia

La Pratolina nel mito:

La Pratolina, rievoca il termine latino  Bellis  ( latino classico); nel Medioevo, verso il XII secolo, si appropriò del nome della perla, margarita; ma botanicamente e’detta ancora Bellis percnnis. Nel linguaggio dei fiori evoca Candore, Innocenza, Grazia, Bontà ma dice anche: “Ci penserò”.
Fin dal Medioevo le sono state attribuite facoltà profetiche in amore, sicchè è diventato un luogo comune sfogliarla dicendo a ogni petalo:”M’ama, non m’ama”.

All’amore era dedicata anche un’altra usanza medievale, oggi scomparsa: le dame riconoscevano in pubblico di essere amate quando concedevano al loro cavaliere il privilegio di ornare lo scudo con due margherite.
Bellis era la figlia del dio Belus. Un giorno, mentre danzava con il suo fidanzato, attirò l’attenzione del dio della primavera a causa della sua bellezza. Il dio tentò di strapparla al fidanzato, quest’ultimo reagì con violenza e la poveretta, per salvarsi da entrambi si trasformò in una margheritina.
La Pratolina fu molto amata nei tempi antichi.

Quando Margherita di Valois, sorella di Francesco I sposò Emanuele di Savoia, fu presentata a corte con un cesto di margherite.

Luigi IX di Francia amava tanto questo fiore e si era fatto fare un anello a forma di margherita. Margherita d’Angiò, moglie di Enrico VI d’Inghilterra, era solita far ricamare margheritine sulle vesti dei cortigiani: aperte indicavano la vita, chiuse, la purezza.

 

Proprietà medicamentose:

Purifica il fegato, la pelle, il sangue, è un ottimo diuretico e cura i reumatismi.
L’infuso viene utilizzato nel trattamento del catarro, dell’artrite, dei disturbi renali .

La pratolina era utilizzata per curare le ferite fresche.
E’ indicata nel tumori della mammella.

Il decotto a base di I fiori e le foglie allevia  le mestruazioni dolorose o abbondanti.

Essenza floreale di Daisy, Bellis Perennis, Pratolina:

Quest’essenza favorisce la calma e l’equilibrio in situazioni di attività intensa. Permette di riscoprire la bellezza delle cose e di non perdere la sensibilità, evitando di perdere il controllo in situazioni di particolare confusione, influenzabilità, negativa e stress.

La Margherita ha lo scopo di mantenere saldi i propri propositi senza cedere agli stati di oppressione e protegge il nostro impegno e i nostri sforzi.

Serve a beneficiare del senso di protezione che deriva dalla nostra stessa anima.

Se desideri una consulenza floreale psicosomatica, prenotati qui.

DiAlessandra Zarone

Naturopatia Desio: Cipresso

Naturopatia Desio: Cipresso:

Cipresso – Cupressus sempervirens L. – Cupressaceae

Fioritura: febbraio-maggio – Parti raccolte: foglie, rametti giovani, galbuli – Tempo balsamico: primavera.

 

Il Cipresso nell’antichità:

Il cipresso della Bibbia e della civiltà mediterranea è una conifera sempreverde dal portamento affusolato, probabilmente originaria dall’altipiano dell’Iran e attualmente coltivata in tutta l’area del Mediterraneo. A maturità forma un cono globoso, usato dagli Egizi per le sue proprietà astringenti, emostatiche e antinfiammatorie. Dalle foglie e dalla corteccia si estrae per distillazione un olio essenziale giallognolo impiegato in profumeria ed efficace per sedare mediante inalazioni una tosse convulsiva. In un testo medioevale si legge: “Contro le emorroidi, quando queste corrono troppo sia fatta una fermentazione di frutti e di foglie di cipresso cotte in acqua piovana, ed in quella stessa acqua si immerga il paziente e gli si da poi dell’acqua del decotto da bere: tutto ciò è molto utile”.

Proprietà medicamentose del Cipresso:

Le parti utilizzate dalla farmacopea popolare erano i ramoscelli freschi, da raccogliere in primavera e i galbuli ancora verdi e carnosi, per le proprietà astringenti, antidiarroiche, antisettiche, antiemorroidali, antireumatiche, vasocostrittrici.

Il Cipresso nella storia antica:

I Persiani vi coglievano il simbolo vegetale del fuoco per la sua forma evocatrice della fiamma e sostenevano che fosse il primo albero del Paradiso.
A queste caratteristiche simboliche corrispondono quelle medicinali grazie alle foglie e ai frutti che contengono, oltre a un elevato tasso di tannino, un olio essenziale molto aromatico con il quale i Romani preparavano profumi. La fama funeraria del cipresso (Cupressus sempervirens) è nata invece
dai poeti greci e latini che cominciarono a considerarlo l‘albero
dei defunti.

Il Cipresso nelle Metamorifosi di Ovidio:

 

Ovidio racconta nelle Metamorfosi che il giovinetto Ciparisso viveva in compagnia di un grande cervo dalle coma d’oro: monili adorni di gemme gli scendevano sul petto, sulla fronte gli pendeva,legata a un laccetto, una borchia d’argento, e sulle tempie
scintillavano due orecchini di perle che portava fin dalla nascita.

Tintura Madre di Cipresso:

 

Per il complesso dei suoi costituenti ha soprattutto un’azione vasocostrittrice e protettiva dei capillari. La tintura di cipresso, utilizzabile in infuso o decotto, è indicata per curare flebiti, varici, emorroidi, mentre l’essenza dei rami è antisettica e spasmolitica, utile come sedativo della tosse.


Se desideri un consulto naturopatico volto alla prevenzione, contattami qui.

DiAlessandra Zarone

Le proprietà sconosciute del Rosmarino

Effetti terapeutici dell’Essenza floreale:

Il Rosmarino è una pianta sottovalutata e banalizzata, dalle proprietà sconosciute. Non tutti sanno che l’essenza floreale di Rosmarino protegge contro la sensazione di essere impotente, combina l’energia e rafforza la vitalità . Nello stato di squilibrio, la persona , non è connessa  con il proprio corpo, ed è caratterizzata da una  mancanza di fisico, calore  e  vitalità nel corpo, l’assunzione di tale essenza,consente di riconnettersi al corpo e di percepire una piacevole sensazione di calore.

La sua azione si rivolge tramite il cuore e si riversa sull’intero organismo influendo sul pericardio. Si impiega nelle debolezze generali, sia fisiche che psichiche,sia nei casi di perdita di memoria e nelle affezioni del sistema nervoso. 

Qualche cenno di Spagyria:

La funzionalità secondaria mercuriana lo rende un ottimo antisettico polmonare. L’estratto spagyrico di rosmarino in unione alla menta e alla lavanda,svolge un’azione stimolante a livello psico-corporeo.

Il Rosmarino nella tradizione popolare:

Il rosmarino (Rosmarinus officinalis) non è soltanto una delle erbe principali della festa del Precursore, usata insieme con l’iperico, la lavanda e la ruta per la cosiddetta «acqua di San Giovanni», ma una pianta che fin dall’antichità ha ispirato leggende, tradizioni e medicamenti miracolosi. Il suo nome latino, rosmarinus, lo collega  al mare: secondo alcuni etimologi deriverebbe da rosrugiada, e maris, del mare. Secondo altri da rosa e maris, e significherebbe «rosa del mare». Ma vi è anche chi sostiene che ros derivi da rhus, arbusto, arboscello: dunque rosmarino significherebbe «arbusto del mare». In ogni modo il suo fiore azzurro rammenta proprio il colore dell’acqua marina.

Nel linguaggio amoroso dei fiori evoca un cuore felice, e se lo si regala trasmette il messaggio: «Sono felice quando ti vedo».

Tradizione ermetica:

Secondo la tradizione ermetica è la pianta del terzo decano dei Gemelli e presiede alle mani e ai loro mali. Per questo motivo nei riti di purificazione le abluzioni manuali con soluzioni al rosmarino erano la condizione per ogni guarigione. Lo si usava anche nelle cerimonie religiose in luogo dell’incenso.

Il Rosmarino era simbolo di immortalità:

Per gli Egizi era simbolo di immortalità, tant’è vero che usavano metterne una manciata in mano al defunto per facilitarne il viaggio nell’oltretomba. I Romani, invece, incoronavano con rosmarino le statuette dei Lari, geni familiari della casa.

L’uso funerario dell’erba si diffuse in gran parte del mondo mediterraneo
ma anche nel Nord, tant’è vero che una volta nell’Europa settentrionale si accompagnavano i morti al cimitero con un suo rametto in mano, mentre da noi si componevano le corone funerarie con alloro, mirto e rosmarino.

Il simbolismo del Rosmarino:

Il simbolismo di rinascita e d’immortalità della pianta ha ispirato una serie di credenze sull’influsso benefico che eserciterebbe sulla psiche e sul corpo. Nelle campagne bolognesi dell’Ottocento si pensava che i suoi fiori, posti a contatto con la pelle, specialmente all’altezza del cuore, donassero la felicità: una credenza antichissima, testimoniata
dal suo nome dorico, makarites, ovvero «beato».

 

Le foglie, a loro volta, messe sotto il letto, avrebbero avuto la virtù di evitare brutti sogni mentre il profumo della pianta, posta in un vaso alla finestra o vicino alla porta, avrebbe allontanato gli effluvi che portavano malattie. Fu usato quale pianta di buon auspicio nel giorno delle nozze perché simboleggiava anche la Sincerità. La pianta proteggeva infine contro i fulmini: opinione che dev’essere nata dalla figura di donna, descritta nel Corpus hermeticum, che regge una folgore in una mano.

Le leggende medievali:

Nel Medioevo le credenze sulle virtù magiche del rosmarino con il legno del quale si fabbricavano scatole e oggetti vari,considerati talismani e amuleti, e persino cucchiai, che avrebbero impedito gli avvelenamenti, e pettini per proteggersi dalla calvizie.
In Inghilterra si ritiene ancora oggi che un rametto, portato all’occhiello di un abito, favorisca qualunque impresa.
Una leggenda andalusa racconta che anche il Rosmarino avrebbe celato fra i suoi rami la Madonna e Gesù Bambino durante la fuga in Egitto impedendo ai soldati di Erode, che li stavano inseguendo, di catturarli.
Grazie alle sue qualità magiche e sacrali si attribuivano al Rosmarino fin dall’antichità stupefacenti proprietà medicinali.

Fu infatti ideata  l’Acqua della regina d’Ungheria, che disse: «Io, donna Isabella, regina d’Ungheria, di anni 72, inferma nelle membra e affetta da gotta, ho adoperato per un anno intero la presente ricetta donatami da un eremita mai da me conosciuto, la quale produsse su di me un così salutare effetto che sono guarita e ho riacquistato le forze, sino al punto di sembrare
bella a qualcuno”.

L’Aceto dei quattro ladri a base di Rosmarino:

Utilizzato durante l’epidemia di peste che colpì Tolosa fra il 1628 e il 1631. Secondo quanto attestano i registri della città, quattro ladri arrestati in flagrante mentre stavano saccheggiando le case degli appestati furono costretti a confessare, dietro promessa di aver salva la vita, qual era la misteriosa sostanza che li preservava dal contagio.
Ma appena ne rivelarono la formula furono impiccati.

 

Se desideri approfondire questo argomento, contattami.

DiAlessandra Zarone

Le virtù sconosciute del Tarassaco

 Il Tarassaco possiede virtù sconosciute:

 

Il Tarassaco ha virtù sconosciute….forse non sapete che  l’essenza floreale,  libera dalle tensioni muscolari, mentali ed emotive. Facilita l’apertura spirituale attraverso il rilassamento del corpo fisico. Tarassaco viene consigliato a tutte le persone che hanno bisogno di imparare a rilassare le proprie tensioni. Questa Essenza è consigliata agli sportivi e a tutti quelli che effettuano un lavoro sul corpo (massaggi, rieducazione ..).

Cenni storici :

Nonostante si ritenga che il suo utilizzo terapeutico sia recente, il suo nome però fa supporre che fosse già conosciuto in epoca antica. Infatti non si hanno testimonianze che il Tarassaco fosse apprezzato come medicina prima del XV secolo (viene segnalato per la prima volta in Europa nell’Ortus Sanitatis del 1485; mentre negli erbari cinesi è menzionato a partire dal VII secolo). Tarassaco deriva dalla parola greca “taraxacos”, che significa “ti guarisco” o “io guarisco”, etimologicamente una combinazione di taraxis (sconvolgimento, problema, disordine) e axas (rimedio); forse ciò dimostra come già i greci apprezzassero le virtù di questa piccola pianta. Tra il XVI e il XIX secolo, il suo utilizzo fu talmente diffuso in erboristeria tanto da dare origine ad una vera e propria terapia a base di tarassaco, la “tarassoterapia”, perché in base alle molte qualità possedute da questa modesta ma utilissima pianta, si possono disintossicare e purificare tutti gli organi del corpo, escluso il sistema nervoso centrale. Con il tempo le sue virtù sono state notevolmente ridimensionate, ma la specie è ancora oggi ai primi posti nella lista delle piante officinali maggiormente utilizzate.

Tarassaco e purificazione naturale:

Di sapore amaro e dolce, rinfrescante, il Tarassaco il riduce l’eccesso di Acqua, riequilibra il Fuoco e stabilizza l’Aria; trova posto nel trattamento di malattie sia acute che croniche. Agisce a livello di fegato, vescica biliare, stomaco, pancreas, reni, intestino. Nessun’altra erba, tranne forse l’ortica, possiede un’azione depurativa e vitaminizzante tanto potente.

 

Svolge un’azione depurativa molto marcata; stimola le secrezioni di fegato, pancreas e intestino; stimola la produzione e il deflusso della bile; grazie alle sue qualità depurative tonifica il fegato ed è utile nelle insufficienze epatiche e nelle cure disintossicanti primaverili; regola le alterazioni del flusso biliare ed è un preventivo o coadiuvante nei calcoli alla cistifellea; elimina e dissipa gli accumuli di calore;

.

Stimola la diuresi grazie all’elevata presenza dei Sali di potassio; stimola l’appetito e favorisce la digestione. Utile nell’inappetenza, nelle dispepsie, per riequilibrare l’apparato gastroenterico, come coadiuvante nel ridurre il sovrappeso, nei disturbi reumatici, nei problemi della pelle (in particolare se dovuti al fegato, come gli  secchi). L’uso regolare di tanto in tanto mantiene gli organi interni puliti e in buona salute; la sua funzione disintossicante si riflette anche sulle pelli impure e malsane rendendole fresche e luminose.

 

Il Tarassaco è simbolo anche dell’impermanenza della vita materiale: il fiore dura poco, a volte solo un giorno, e il soffione viene spazzato via anche da una leggera brezza.

Ogni tanto è bene riflettere sul fatto che tutto ciò che esiste è destinato prima o poi a finire, a trasformarsi in qualcos’altro, a ritornare nella corrente dell’energia dell’Universo

 

 

Se sei interessato ad una Consulenza Naturopatica, contattami.

 

DiAlessandra Zarone

Naturopatia Desio :Bacche commestibili curative

Naturopatia Desio: Le bacche commestibili curative:

Corniolo,Corbezzolo, Aronia, Berberis, Olivello spinoso

  • Corniolo

Fra le bacche commestibili e curative, il Corniolo deriva dal latino cornus, affine al greco krános di genere femminile usato al posto dell’equivalente e più antico kráneia. Anche il latino cornus è un vocabolo di genere femminile e significa, oltre a corniolo, anche asta, nonché giavellotto fatto con legno di corniolo, in quanto il legno del cornus è durissimo (come un corno? detto cornu, che però è un vocabolo di genere neutro), adatto per essere lavorato al tornio.
Che il vocabolo cornus sia di genere femminile lo dimostra la nomenclatura di Linneo, che battezzò questa pianta non come Cornus mas oggi in uso, bensì Cornus mascula. Questa nomenclatura del tutto esatta dal punto di vista grammaticale possiamo reperirla in svariate edizioni cronologiche delle opere di Linneo, sia in Systema naturae che in Systema vegetabilium secundum classes, ordines, genera, species.
Ha proprietà astringenti e febbrifughe, antibatteriche, cicatrizzanti, cura i reumatismi,
 per l’azione tonico-astringente dei frutti, si utilizza contro enterite, nella cura delle malattie della pelle. L’azione tonico-astringente rende il frutto un ottimo rimedio per curare dermatiti, dolori articolari e disturbi del metabolismo.

 

Radici, corteccia e germogli venivano impiegati per curare la febbre con azione analoga al legno di china.

Si usa preparare con i frutti marmellate che risulta abbiano potere astringente.

  • Corbezzolo

Corbezzolo o arbutus unedo, arbusto sempreverde di grandi dimensioni e officinale, caratteristico della macchia mediterranea, con foglie lanceolate verde scuro e lucide, fiori pendenti a campanula bianchi o rosa invernali che compaiono sulla pianta insieme a grosse bacche gialle, rosse e arancioni, commestibili. Le api dal nettare di corbezzolo ricavano un ottimo miele. Soffrendo il freddo va posto in posizione riparata.

Ha proprietà antisettiche, antinfiammatorie, è ricco di vitamina E, è un antidiarroico, migliora  la circolazione sanguigna, ha azione antispasmodica delle vie urinarie, disinfiamma il fegato ed ha potere diuretico.

  • Aronia melanocarpa

E’ uno splendido arbusto deciduo di medie dimensioni di origine americana, con foglie ovali appuntite, di colore verde nella bella stagione, rosso ruggine in autunno, piccoli fiori bianchi estivi a cui seguono polpose bacche nerastre commestibili coperte da cera, riunite a grappoli come le ciliegie, dal sapore simile ai mirtilli, con cui si possono fare ottime marmellate.

Queste bacche ornamentali ed edibili permangono sulla pianta per tutto l’inverno e sono molto gradite agli uccellini. Contiene flavonoidi, vitamina K, E, protegge dalla radiazioni, grazie alla presenza di antociani.

  •  Berberis

Berberis thunbergii . E’ un piccolo arbusto molto decorativo a foglie decidue originario del Giappone, color porpora in primavera e autunno se poste in pieno sole, piccoli fiori gialli primaverili e rami molto spinosi. In estate maturano piccole bacche commestibili a forma di oliva color corallo con proprietà diuretiche e antinfettive, con cui si può produrre un aceto. E’ ricco di vitamina C.

 

Contiene isoquinoleinaberberina, con conseguente proprietà antimicrobica su virus, funghi, clamidia.

In Iran e Turchia le bacche vengono consumate nel riso pilaf, mentre in Russia si è soliti preparare una marmellata con le bacche di Berberis.

  • Olivello spinoso

Olivello spinoso, o hippophae rhamnoideso, arbusto deciduo di grandi dimensioni con rami spinosi e foglie grigio-argento, simili a quelle dell’oleandro o dell’ulivo, si può trovare spontaneo in Italia. Produce piccole bacche di colore arancione intenso, se nei paraggi ci sono sia la pianta maschio che femmina, che ricoprono i rami per tutto l’inverno; sono commestibili e officinali con proprietà ricostituenti, lenitive e cicatrizzanti.

  •  Giuggiolo

Il giuggiolo (Ziziphus jujuba Mill.) è una pianta a foglie decidue della famiglia delle Ramnacee, noto anche come dattero cinese,natsume o tsao (cinese semplificato: cinese tradizionale: pinyin: zǎo).

Si ritiene che il giuggiolo sia originario dell’Africa settentrionale e della Siria, e che sia stato successivamente esportato in Cina e in India, dove viene coltivato da oltre 4000 anni. I romani lo importarono per primi in Italia, e la chiamarono ziziphum (dal greco ζίζυφον, zízyphon).

Il brodo di giuggiole è ricco di vitamina C e zuccheri, risulta dolciastro ed estremamente gustoso.

Ha azione  lenitiva ed antinfiammatoria, è utilizzato per la preparazione di decotti espettoranti ed emollienti. I semi contengono composti organici con proprietà sedative.
In cosmesi, il Giuggiolo vine utilizzato nella preparazione di  maschere emollienti ed idratanti per pelli secche.

Se desideri approfondire le tematiche trattate, commenta il mio articolo, rispondo in poche ore, oppure prenota una consulenza naturopatica nel mio studio o via skype.

 

DiAlessandra Zarone

Melograno, antico rimedio

Melograno, antico rimedio

Il melograno è un antico rimedio. I Latini chiamavano il frutto malum punicum, melo fenicio, perché si diceva che provenisse dall’area siro-fenicia dove una mitica Side,
altro nome greco della melagrana, veniva considerata l’eroina fondatrice di Sidone che ne aveva ripreso anche etimologicamente il nome.
L’alberello, detto botanicamente Punica granatum, proviene in realtà da una zona che si estendeva dal Punjab, in India, ai territori a sud del Caucaso; ma fin dall’antichità si era diffuso in Asia Minore e poi nei Paesi mediterranei.

Attributo della Grande Madre, regina del Cosmo, nel suo duplice ruolo di Colei che dà la vita e Colei che la toglie, la melagrana era simbolo sia di Fecondità sia di Morte, tant’è vero che si sono trovate melegrane di argilla nelle tombe greche dell’Italia meridionale.
Secondo un mito greco il primo melograno nacque dalle stille di sangue di Dioniso. Quando uscì dal rifugio che era stata la coscia del padre Zeus, il piccolo, come s’è raccontato più diffusamente nel capitolo dedicato alla vite, fu catturato dai Titani che, ispirati dalla gelosissima Era, lo fecero a pezzi e poi lo misero a bollire in un paiolo. Dal sangue che si era sparso spuntò un albero, il melograno;
Ma in epoca arcaica il melograno era associato a un essere femminile,
Rhoió, uno dei nomi greci della pianta: era figlia di Stàfylos, il Tralcio d’uva, a sua volta figlia di Dioniso. Il padre irato l’aveva rinchiusa in una larnax, un recipiente di argilla, e gettata in mare. Dopo un fortunoso viaggio era approdata sull’isola di Deio dove aveva generato Anios, che a sua volta aveva generato Oinó, Spermó, Elaìs,ovvero Vino, Grano e Ulivo.
L’iconografia classica ritrae spesso Core con il fiore o il frutto del melograno per simboleggiare la sua funzione di Signora dei morti. Con la melagrana appare in una serie di terrecotte provenienti dalle isole di Rodi, Cos, Melos e dalla Sicilia e dall’Italia meridionale.
Da Locri, dove un santuario extraurbano era dedicato a Persefone, proviene una figura di dea giovinetta, con il fiore e il frutto del melograno,che è stata interpretata come Core.

Anche nell’Antico Testamento, pur in un contesto teologico totalmente diverso, il frutto del melograno ha simboleggiato la Femminilità.
(«Come specchio di melagrana la tua gota attraverso il velo», dice ce il Diletto all’Amata nel Cantico dei Cantici), ma anche la Fecondità e la Prosperità.

Il Melograno,  segno della Benedizione divina:

Nell’Esodo il Signore ordina ad Aronne di far ricamare sul bordo dell’ Yefod, che indosserà nelle funzioni sacerdotali, «melegrane di porpora viola, di porpora rossa e di scarlatto» intorno al suo lembo,e in mezzo sonagli d’oro. A sua volta Salomone fece scolpire melegrane sui capitelli della sua reggia, evocandovi non soltanto il simbolo della Benedizione divina ma anche quello della Regalità a causa della sua coroncina.
Nel Rinascimento la granata, che sotto la sua scorza raccoglie armonicamente i grani color del rubino, era considerata sacra a Giunone come «conservatrice dell’unione dei popoli», visti come tanti
chicchi, e suscitatrice di concordia nella grande famiglia sociale.

Proprietà curative del Melograno:

E’ buona fonte di vitamina C, fornendo tra il 10-20% della dose giornaliera raccomandata. Le proprietà antiossidanti potenti del frutto sono state attribuite al suo alto contenuto di polifenoli solubili.

Studi scientifici hanno dimostrato che l’attività antiossidante dei fiori di melograno è superiore di due o tre volte a tè o vino rosso. Il succo è cardioprotettivo, riduce l’accumulo di colesterolo, riduce la pressione arteriosa, l’ossidazione delle LDL, e la progressione delle lesioni carotidee.

In uno studio controllato con placebo in doppio cieco randomizzato presso l’Istituto di Medicina Preventiva Research a Sausalito, CA, ibevitori di succo di melograno con malattia coronarica hanno avuto un miglioramento del 17% del flusso ematico a fronte di un peggioramento del 18% nel gruppo di controllo. Il gruppo di studio ha concluso che gli antiossidanti del succo di Melograno può aiutare a prevenire la formazione di depositi di grasso sulle pareti delle arterie. Negli studi sugli effetti antitumorali del frutto, è stato scoperto che può prevenire il cancro al seno e quello prostatico, la leucemia.

Essenza floreale di Melograno:

Nei sintomi di squilibrio: scissione della donna tra la devozione ai valori della famiglia e l’ impegno sociale/ lavorativo, crisi della femminilità nelle diverse fasi della vita come menopausa, gravidanza.
Equilibrio: riallineamento con l’Io femminile, si sceglie il proprio percorso di donna e le proprie scelte in modo chiaro e in armonia con la propria essenza, gioia del ruolo femminile.

L’essenza di Melograno è indicata per  risolvere conflitti femminili tra vita professionale e privata e per esprimere femminilità, armonia ed equilibrio anche durante gli ultimi mesi di gravidanza.

TI è piaciuto questo articolo e desideri approfondire le tematiche trattate?Scrivimi o prenota una consulenza naturopatico-floreale.

 

DiAlessandra Zarone

Calendula Arvensis: rimedio naturale per patologie epatiche e biliari

Calendula Arvensis: rimedio naturale per patologie epatiche e biliari:

La Calendula, Calendula arvensis è un antico  rimedio naturale:

Di questa pianta si usa le infiorescenze. Si tratta di un antico rimedio erboristico dalle proprietà cheratolitiche, cicatrizzanti di cui si usano le foglie fresche, che vengono contuse ed applicate localmente per eliminare dai piedi calli e duroni.
Il succo fresco delle infiorescenze si applica sulle scottature.
Si usa l’infuso delle infiorescenze per impacchi a scopo cicatrizzante.

Possiede un’azione generale colereticaemmenagoga, antidismenorroica.
Localmente è molto valida come antiinfiammatoria, antisetticacicatrizzante. E’ inoltre decongestionante, lenitiva ed idratante. Per uso interno contro amenorrea, irregolarità mestruale, dismenorrea. Utilizzata per le patologie epatiche e delle vie biliari. 

La Calendula, antico rimedio presso Romani ed Aztechi:

, dal momento che questo era molto costoso e più raro. I fiori, inoltre, venivano spremuti freschi per trarne un succo per tinture gialle.

Tra gli Aztechi era viva la leggenda che la Calendula fosse nata dal sangue dei guerrieri caduti nella battaglia contro Fernando Cortez.

La Calendula, fra Oriente e Occidente:

In India la Calendula adornava il tridente di Mahadeva .

Grazie al suo fiore, la calendula ha riscosso da sempre molto successo come pianta ornamentale ma nei secoli passati fu coltivata anche per la sua funzione di “barometro” naturale.

Già nel Medioevo, infatti, era stato notato che il fiore si apriva all’alba solo quando l’aria era perfettamente asciutta (e quindi probabilmente non avrebbe piovuto).

Secondo invece un’antica usanza germanica, le ragazze erano solite piantare la calendula nelle orme lasciate dall’amato: siccome la pianta ha una fioritura assai prolungata, si riteneva che così facendo l’affetto tra i due innamorati non si sarebbe mai spento.
Da tempo immemorabile detiene una grande importanza come pianta medicinale, ma è stata apprezzata dai Greci e nella cultura indiana e araba come erba medicinale e tintura anche per tessuti più delicati di seta e di lana, i capelli, gli alimenti e i cosmetici.

Calendula,”la pianta dai fiori d’oro”:

Gli scrittori greci parlavano di “una pianta dai fiori d’oro”.

Nella mitologia greca la pianta è associata a Afrodite che addolorata per la morte del giovane amante Adone pianse lacrime, che toccando terra, si trasformarono in calendule. Per questo motivo nel periodo ottocentesco il fiore veniva sempre associato a simbologie tristi originate da pene d’amore o da gelosia e inganni. 

 

La Calendula nella tradizione popolare:

Le streghe ponevano i fiori sotto la testa durante la notte per indurre sogni profetici. Fu l’emblema di Margherita d’Orléans, una calendula che girava intorno al sole con il motto: “Je ne veux suivre que lui seul”. Nei giochi di Tolosa si offriva al vincitore una calendula modellata in argento. 

Anche William Shakespeare decanta il fiore nel sonetto xxv “I favoriti dei grandi principi schiudono i loro bei petali come la calendula sotto l’occhio del sole“.

Una leggenda inglese narra che alcune ragazze, impazzite per la gelosia e l’invidia morendo furono trasformate in calendula.

Impacchi locali decongestionanti:

Una manciata di fiori di Calendula infusi nell’acqua molto calda del bagno
(oppure in decotto) esercita in effetto decongestionante, addolcente, idratante. Le mani screpolate traggono giovamento dall’immersione, per 10 minuti, nel decotto (ovviamente tiepido).

Impiego della Calendula nelle manifestazioni neoplastiche:

La Calendula è indicata per il trattamento di tutte le manifestazioni neoplastiche – cioè per la terapia dei tumori – da parte di illustri medici, quali il dott. W. Bohn, il dott. Halenser, il dott. Stäger, il docente universitario dott. H. Seel di Berlino, il dott. Flamm di Bad Wörishofen, il professore universitario F. Eckstein di Freiburg.

La Calendula in cucina:

Budino alla Calendula

Ingredienti per 4-6 persone

• 10 g di fiori di calendula
• 8 dl di panna
• 160 g di zucchero semolato
• 6 fogli di gelatina

Ponete i fogli di gelatina ad ammollare in acqua fredda.
Raccogliete la panna e lo zucchero in una piccola casseruola e portate a ebollizione. Spegnete la fiamma e poco dopo unite la gelatina. Lasciate raffreddare leggermente, quindi unite i petali di metà delle calendule e mescolate. Distribuite la preparazione in uno stampo da budino, lasciate raffreddare e passate in frigorifero per almeno 3 ore.
Trascorso questo tempo, immergete parzialmente lo stampo in acqua bollente, sformate la panna cotta su un piatto da portata e servite guarnendo con i petali rimasti e un fiore intero a piacere.

 

Se vuoi avere altre informazioni o approfondire le tematiche trattate rispondi a questo articolo oppure contattami in privato.

Prenota il tuo consulto anche comodamente da casa tua tramite Skype.

 

 

 

DiAlessandra Zarone

Prevenire i problemi di prostata

Rimedi naturali per la Prostata :

I rimedi naturali preventivi per le problematiche della Prostata, consistono innanzitutto nel seguire alcune indicazioni.

Si consigliano integratori di Zinco  utili in generale per problematiche maschili sessuali, da evitare latticini per le problematiche circolatorie legate alla minuta rete sanguigna che irrora la ghiandola prostatica, che tenderebbero ad ostruirla peggiorandone il funzionamento e ingrandendola ulteriormente.

Un malfunzionamento della prostata può dipendere anche da colesterolo alto da un intestino da cui fuggono tossine, vista l’estrema vicinanza con questo, quindi molto utile potrebbe essere una disintossicazione intestinale.

 

E’ consigliato assumere 1 cucchiaio 2 volte al giorno di olio di lino perché si è visto che il liquido seminale ed il secreto prostatico hanno valori anormali di acidi grassi essenziali, ripristinabile con tale olio, e i sintomi legati all’ingrossamento della prostata sono migliorati dopo tale trattamento.

Qualche consiglio pratico per la Prostata:

E’ consigliato anche evitare di portare indumenti stretti come i pantaloni attillati che premono sulla prostata e rendono più difficoltoso il fluire di sangue e linfa, peggiorando il processo di smaltimento di tossine particolarmente critico per la vicinanza con l’intestino.

mentre tenere un livello basso di colesterolo aiuta a migliorare o a prevenire il problema.

E’ importante riequilibrare i livelli degli estrogeni, tenendoli bassi, in quanto l’assorbimento di zinco a livello intestinale, per poter poi agire sulla prostata, è inibito da alti livelli di estrogeni, mentre è facilitato dalla presenza di androgeni.

Alcuni esempi di rimedi naturali:

Vi suggerisco di assumere Serenoa Repens .

 

Altri rimedi erboristici  a base di erbe ad azione diuretica ed emolliente, in grado di attenuare la tensione ed il dolore che si instaura a livello della prostata, sono la  Sassifraga e Violacciocca .
I semi di zucca sono utilizzati da medici tedeschi per trattare la minzione difficile, accompagnata da un ingrossamento della prostata non cancerogeno. I semi contengono proprietà diuretiche e zinco in abbondanza, il quale aiuta a riparare e rafforzare il sistema immunitario. Il modo più gustoso per assaporare i semi di zucca è di mangiarli crudi. Basta eliminare i gusci e non è necessario aggiungere sale.

Alimenti consigliati:

Il pesce è un eccellente rimedio per combattere il cancro alla prostata e la crescita tumorale. Si consiglia di assumere 2 porzioni alla settimana di pesce ad alto contenuto di oli omega-3, come il tonno, lo sgombro, il salmone.

La soia riduce i problemi della prostata, fino a stroncali sul nascere. Gli alimenti a base di soia contengono fitoestrogeni, che si pensa possano contribuire a ridurre la produzione di testosterone, il quale potrebbe aggravare la crescita del cancro alla prostata. Si ritiene che i fitoestrogeni possano limitare la crescita di capillari sanguigni che si formano attorno i tumori della prostata.

Attenzione: il Peperoncino fa male alla prostata!

In Floriterapia sono indicate le essenze di Bluebell, Sturt Desert Pea, Sturt Desert Rose,Easter Lily, Queen Annes LaceFireweed.

Se vuoi approfondire questa tematica o avere informazioni per la prevenzione e la risoluzione di questi problemi, rispondi a questo articolo, rispondo in poche ore, oppure contattami in privato per organizzare un consulto comodamente da casa tua tramite skype. 

DiAlessandra Zarone

Rimedi naturali per il morbo di Crohn

Rimedi naturali,  cause e suggermenti:

Il morbo di Crohn e’ provocato dal fumo, infezioni virali e batteriche, alterazioni della flora intestinale e possono influire fattori psicosomatici, come stress, traumi, allergie alimentari. La malattia può essere gestita modificando le abitudini errate e adottando un giusto regime alimentare per cui: non fumate, limitate il consumo di alcol, mangiate una grande quantità di frutta e verdura che sono facilmente digeribili e sono delicati per il colon e l’intestino; consumare molte fibre, in modo da contrastare la stitichezza e consentire alle viscere di funzionare correttamente; seguire una dieta povera di grassi, ridurre lo zucchero, rimanere attivi, praticando un regolare esercizio fisico che mantiene il corpo bilanciato, brucia le calorie, aumenta l’energia e aiuta la digestione.

 

Alcuni esempi di rimedi naturali:

 

 

La vite comune o vite euroasiatica (Vitis vinifera L., 1753). In Oceania in Australia e Nuova Zelanda. Oltre alle note proprietà diuretiche, rinfrescanti, dietetiche e antinfiammatorie, le foglie e i viticci raccolti durante l’estate sono ritenuti un ottimo depurativo del sangue, particolarmente adatto ai sofferenti di gotta e artrosi, mentre i fiori e i frutti spesso sono utilizzati per aromatizzare le tisane.

 

La liquirizia (Glycyrrhiza glabra L., 1758). La tradizione popolare attribuisce alla radice di liquirizia diverse proprietà digestive, antinfiammatorie, depurative, diuretiche e protettive della mucosa. Le foglie dalle proprietà cicatrizzanti, antibatteriche e antinfiammatorie vanno usate fresche.

La cipolla (Allium cepa L.). Nel medioevo le cipolle avevano grande importanza come cibo, tanto che erano usate per pagare gli affitti e come doni. I medici prescrivevano le cipolle per alleviare il mal di capo, per curare i morsi di serpente e la perdita dei capelli. Il suo contenuto in quercetina , aiuta a ridurre l’infiammazione.

L’altea comune (Althaea officinalis L., 1753).La sua ricchezza di mucillagini la rende adatta per trattare le mucose irritate.

  • Olio di Primula: È stato verificato che gli acidi grassi essenziali hanno la capacità di ridurre i livelli di prostaglandina. L’olio di Primula è ricco di questo acido linoleico.

 

Se ti interessa approfondire questo argomento o chiedere informazioni rispondi a questo articolo, oppure contattami comodamente anche da casa tua tramite skype per un consulto naturopatico nel quale possiamo prevenire e risolvere il tuo problema.

 

DiAlessandra Zarone

Dermatite e rimedi naturali

Dermatite e rimedi naturali:

E’ possibile trovare una soluzione a questo problema, attraverso i rimedi naturali.

La dermatite atopica viene classificata tra quei disturbi psicocutanei che, dipendenti da fattori genetici e/o ambientali, possono tuttavia essere, scatenati, aggravati e perpetuati nella loro evoluzione da fattori psicoemozionali.

E’ stato ampiamente dimostrato che

, tramite i mediatori neuroendocrini dell’asse ipotalamo-ipofisi-surrene, sicché è possibile che meccanismi psicoemozionali possano scatenare e/o aggravare dermatosi infiammatorie in soggetti geneticamente predisposti. Fattori emozionalmente importanti nei vissuti dei pazienti, agiscono come potenti “stressors” a livello neuropsichico modificando la risposta immunitaria: entrano in gioco così complessi fenomeni psico-neuro-endocrino-immunologici.

Dermatite e pelle:

La dermatite è una patologia che riguarda la pelle e che solitamente consiste in una reazione infiammatoria che si manifesta sotto forma di irritazione. La dermatite può essere o meno di natura contagiosa (se non lo è si parla anche di eczema). Le cause possono essere molto varie e diversificate e, in base ad esse, la dermatite assume una differente natura e, conseguentemente, richiede diversi tipi di trattamento:

  • microbica (batterica, virale, micoica, protozoica)
  • fisica (come quella conseguente a bruciature)
  • chimica (provocata da sostanze esterne, come detersivi o diluenti)
  • parassitaria (causata da parassiti specifici)

La dermatite può anche essere il risultato di uno stato di sofferenza interno all’organismo, quindi avere cause:

  • allergiche
  • autoimmunitarie

 

Il fattore psicosomatico e psicologico:

Sebbene sia determinata soprattutto da una predisposizione di tipo genetico,

.

Diversi studi hanno infatti evidenziato come tenda a comparire con particolare virulenza soprattutto nei periodi in cui il soggetto è sottoposto a forti stress emotivi (lutti, separazioni o anche semplicemente esami o nuovi lavori da affrontare). Questo vale anche per i bambini, visto che la l’irritazione di tipo atopico tende ad insorgere per la prima volta soprattutto in età infantile.

Le osservazioni cliniche effettuate dall’Istituto di psicosomatica di Parigi rilevano come, in più di un terzo di bambini sofferenti di eczema, siano emersi, a partire dalla fase di latenza, i tratti caratteristici della personalità detta allergica.

Si evidenzia una particolare tipologia di relazione oggettuale caratterizzata da: un bisogno permanente di aggrapparsi  alle persone e all’ambiente, una mancanza di personalizzazione dell’attaccamento (relazione oggettuale indifferenziata), l’evitare situazioni conflittuali, che si realizza attraverso l’annullamento della propria aggressività e la negazione di essa negli altri e la sostituzione rapida di un oggetto di attaccamento con un altro .

Il ruolo chiave dell’alimentazione:

Come per la maggior parte dei disturbi cutanei di bassa entità, l’alimentazione gioca un ruolo importante: un regime alimentare ricco di grassi saturi e zuccheri potrebbe, in qualche modo, potenziare la condizione, se la dermatite seborroica è già in atto.
È buona abitudine consumare pesce azzurro, ricco di acidi grassi polinsaturi (omega 3), che concorrono, in parte, ad alleviare il problema.

Qualche esempio di rimedio naturale:

 

  • Fiori di camomilla
    Il primo suggerimento per dare sollievo ai sintomi della dermatite è usare la camomilla. Semplicemente bollite l’acqua ed immergetevi fiori di camomilla. Fate freddare l’acqua aggiungendo anche qualche cubetto di ghiaccio. Immergi la parte interessata o tamponala con l’acqua ottenuta. In questo modo darete molto sollievo alla pelle e se ripeterete l’operazione una volta al giorno risolverete ben presto il problema. Se non avete i fiori di camomilla potete utilizzare anche le bustine in commercio, non daranno lo stesso effetto dei fiori ma sicuramente lo avrete già disponibile dal momento che è un alimento che tutti abbiamo in casa.
  • Mirtilli
    I mirtilli sono un efficace rimedio contro la dermatite. Prendete 50 gr di mirtilli metteli in un contenitore di ferro e aggiungete un litro d’acqua, riscaldate il tutto e poi lasciate riposare il composto per un’ora. Poi ribollite di nuovo per venti minuti e poi lasciate raffreddare a temperatura ambiente. A questo punto potete usare il composto per lavare la parte interessata dalla dermatite. Potete usarla anche più volte al giorno, vi aiuterà a disinfettare la parte e la manterrà in salute.
  • Olio di borragine

 

L’Olio di borragine  può essere applicato con un batuffolo di cotone sulla parte interessata. L’olio di borragine serve infatti a rivitalizzare la pelle danneggiata dalla dermatite. Inoltre calma l’irritazione ed evita quindi il fastidioo prurito legato specialmente alla dermatite seborroica.

 

Dermatite e rimedi floreali:

 

Fra i rimedi floreali  di Edward Bach , indicati per le dermatiti si utilizza  Beech ,  adatto per lo stato di irritazione e l’intolleranza che si manifesta anche a livello della pelle; Agrimony quando è presente prurito o tormento; Impatiens quando l’irritazione della pelle si manifesta in seguito ad un episodio particolare che ci ha irritato o infastidito.

Per l’eczema da contatto può risultare utile Mimulus quando la patologia esprime un modo di “prendere le distanze” da situazioni che vengono vissute come pericolose o minacciose.
Per tutti gli eczemi infetti o trasudanti, Crab Apple disinfetta, drena e purifica sia fisicamente che psichicamente.

Si utilizza anche Green Green Essence _ fra i fiori australiani Bush _ associato a SpinifexPeach Flowered Tea Tree e Bottlebrush (fiori australiani Bush) .

 

Se desideri approfondire questa tematica  commenta questo mio articolo, rispondo sempre, o prenota una consulenza anche comodamente da casa tua tramite skype.

 

 

 

DiAlessandra Zarone

Capelli e i rimedi naturali

I rimedi naturali efficaci :

Gli alimenti stessi che producono effetti positivi nel corpo e nella salute in generale sono altrettanto validi rimedi naturali per i capelli.Fra questi suggerisco  cibi   ricchi di proteine, poiché hanno basso contenuto di carboidrati e  un ridotto contenuto di grassi.

Ciò che si mette nel piatto non può essere messo sui capelli o sulla testa, ma può aiutare i capelli a rimanere sani più a lungo.

 

Rimedi naturali e alimentazione:

Gli alimenti corretti sono da considerare fondamentali  per la prevenzione dei capelli. Vi suggerisco  di assumere  acidi grassi essenziali, contenuti  in alimenti come noci, olio di canola, pesce e soia.

Gli acidi grassi omega 3 sono considerati grassi “buoni” poiche’ presentano proprietà anti-infiammatorie e possono effettivamente svolgere un ruolo importante nella salute dei capelli.

Nelle donne vi è un deficit potenziale, cioè una carenza di ferro che si verifica spesso durante gli anni riproduttivi e che può portare ad anemia, ad una riduzione dei globuli rossi, spesso non  diagnosticata come una delle cause di perdita di capelli nelle donne. La carenza può essere così lieve che si può notare appena, ma può svolgere un ruolo nella caduta dei capelli nel sesso femminile.

Un ulteriore suggerimento, fra i rimedi naturali, è costituito dall’aggiunta di cibi più ricchi di ferro nella dieta quotidiana – come broccoli o lievito di birra.Ciò  può realmente contribuire a invertire alcune forme di perdita di capelli.

Anche la vitamina B12   è molto importante per la crescita e la salute dei capelli.

Essa è contenuta in alimenti come cui uova, carne e pollame. E’ un tipo di vitamina di cui non si può fare senza e le donne possono facilmente svilupparne una carenza. Spesso, gli integratori di vitamina B12 si rendono necessari per ripristinare gli equilibri che regolano la perdita e la nascita dei capelli. 

Anche la biotina è un componente essenziale per la salute dei capelli. E’ così importante che gli integratori di biotina sono spesso prescritti in abbinamento a trattamenti medici di perdita dei capelli. La biotina è una componente importante nel processo di produzione naturale dei capelli – ma gioca anche un ruolo importante nella salute generale della pelle e delle unghie. La biotina è presente in alimenti come fegato e tuorlo d’uovo, ma in dosi talmente basse che dovremmo consumare migliaia di calorie al giorno per ottenere quello di cui i nostri capelli hanno esigenza. Questa è una ragione per cui gli integratori giocano un ruolo fondamentale nell’assunzione di biotina per via esterna.

Proteiche fonti di biotina sono il pollo, i reni, il formaggio magro, i fagioli, la frutta e la verdura.

Si consiglia l’assunzione di oligoelementi quali lo Zinco,insieme al consumo di verdure a foglia verde, per l’alto contenuto di ferro.

Una buona abitudine consiste nel bere il the verde, dalle proprietà anti-cancro, è  consigliato anche a chi  perde i capelli. 

Impacchi locali:

 

L ‘estratto di liquirizia, equiseto , aceto di sidro di mela e infuso di salvia applicati direttamente sul cuoio capelluto, semi di Psoralea e lo zenzero. 

Rimedi ayurvedici:

 

Secondo l’Ayurveda, le cause della caduta dei capelli sono  da attribuire ad un eccesso di Pitta, consiglia di eliminare cibi fritti o grassi, di ridurre notevolmente cibi acidi e piccanti, alcolici e fumo eccessivo .

TI interessa approfondire questa tematica o sei direttamente coinvolto in questo problema? contattami per una consulenza Ayurvedica anche comodamente da casa tua attraverso skype.

 

DiAlessandra Zarone

Gastrite e rimedi naturali

Gastrite e rimedi naturali.

 

E’possibile prevenire la gastrite con rimedi naturali ma prima di entrare nell’argomento, mi soffermerò sulle cause:
Diversi fattori possono predisporre al reflusso gastroesofageo: il sovrappeso, l’ernia iatale , il mangiare in fretta o in modo disordinato, i pasti copiosi, gli alimenti pesanti, troppo conditi o ricchi di spezie, il bere alcolici, il caffè, lo stress, l’ansia, ecc.

I sintomi connessi alla gastrite:

I sintomi più comuni della gastrite acuta sono rappresentati da fastidio e dalla necessità di eruttazioni frequenti, crampi o dolore.Spesso, il dolore è localizzato nella parte superiore sinistra dell’addome e in genere viene descritto come una sensazione di bruciore. A volte, il dolore avvertito allo stomaco può irradiarsi anche verso la schiena.
La gastrite cronica  può essere di tipo atrofico, per cui si evidenzia una riduzione dello spessore della parete gastrica, oppure di tipo ipertrofico, in cui certe zone della mucosa risultano ispessite.

Rimedi naturali e alimentazione:

Vi suggerisco di aumentare il consumo di alimenti contenenti vitamina A, B2, acido folico, Zinco, succo fresco di cavolo, adatto in caso di reflusso.

 

Tisane :

Ingredienti: 40 g. di pianta di meliloto, 35 g. di foglie di passiflora, 25 g. di fiori di Escolzia.
Preparazione: versate un cucchiaio di miscela d’erbe in 250 ml d’acqua; portate a ebollizione per 5 minuti, lasciatela riposare per 25 minuti e filtrate con un colino.
Basta una tazza di questa tisana al mattino per contrastare la sensazione di ansia latente delle giornate invernali, adatto per tipologia Vata; se, invece, il problema è l’insonnia, bevetene una tazza la sera mezz’ora prima di andare a dormire.

Tisana di Alloro:

Prendete una foglia grande o due piccole se volete più principio attivo, e immergetela, dopo averla ben lavata, in un pentolino di acqua. Accendete il gas e togliete dal fuoco appena vedete le bollicine venire su (non deve bollire, ma se vi scordate e bolle pazienza!). Poi togliete la foglia, mettete in una tazza e bevete. Se non avete la gastrite e volete usare la tisana come digestivo, aggiungete anche dello zucchero, vi aiuterà a fare eruttazioni.
Va benissimo per gonfiore, mal di stomaco, nausea, vomito.

Alcuni esempi di rimedi naturali per la gastrite:

  • Liquirizia,Glycyrrhiza glabra
    Antinfiammatoria, antisecretiva, cicatrizzante, protettiva delle mucose.
  • Olmaria,Spirea ulmaria
    Normalizzante l’acidità gastrica, lenitiva e protettiva delle mucose.
  • Altea, Althaea officinalis
    Lenitiva, emolliente, antinfiammatoria, cicatrizzante.

La visione ayurvedica:

 

La gastrite è un ristagno di Pitta con conseguente accumulo di collera,stress, impazienza. E’altresì causata da di eccesso di Vata, che provoca ansia,dolore e secrezioni acide, da un un eccesso di Kapha che provoca un accumulo di catarro, pesantezza e sentimenti negativi quali l’avidità.

Se desideri avere più informazioni o approfondire questa tematica rispondi all’articolo o contattami in privato.

Per un consulto via skype comodamente da casa tua oppure per un’appuntamento lasciami un messaggio privato, ti risponderò in brevissimo tempo.

 

DiAlessandra Zarone

Artrosi e rimedi naturali

Come affrontare l’artrosi attraverso i rimedi naturali:

Esistono svariati rimedi naturali per affrontare i disagi causati  dall’artrosi, ma vediamo innanzitutto di cosa si tratta: è una malattia degenerativa non infiammatoria che colpisce la cartilagine, quest’ultima viene danneggiata e compaiono i dolori.

Negli stadi avanzati di artrosi, la superficie della cartilagine articolare finisce per scomparire. Spesso ne consegue uno sviluppo o proliferazione ossea sotto la cartilagine.
L’artrosi di solito si verifica al livello del ginocchio (si parla in questo caso di gonartrosi ), dell’anca (coxartrosi ) o delle dita (poliartrosi digitale), ma può verificarsi anche in tutte le articolazioni vertebrali (spondilosi).
Si tratta di una malattia che non può essere curata, ma grazie ad alcuni rimedi naturali trattamenti può rallentare notevolmente il suo corso e alleviare i sintomi. Ecco perché si parla di un trattamento soprattutto sintomatico.
L’artrosi è caratterizzata da un’origine meccanica in cui il dolore aumenta con l’attività, mentre a riposo il dolore scompare (si veda la sezione sintomi dell’artrosi).

Le cause dell’artrosi possono essere:

  •  L’età, questo fattore sembra avere un ruolo molto importante nello sviluppo dell’artrosi.
  • Un problema ereditario (genetico)
  •  Una uso eccessivo delle articolazioni, per esempio quando si praticano sport ad alto livello o intensi (calcio, tennis, sci,…) o se si ha un lavoro stancante fisicamente.
  • Sovrappeso
  • Gotta

Per quanto riguarda il ginocchio e l’anca, l’artrosi è caratterizzata da un dolore al livello articolare, aumentato con la messa in movimento, il dolore può essere piuttosto intenso la sera e il giorno dopo. Spesso il volume dell’articolazione aumenta.

Un sintomo particolare dell’artrosi della anca è un dolore che segue la guida di un veicolo o la salita di uno scalino o i movimenti dovuti alle faccende domestiche, il dolore può anche irradiare al livello del ginocchio.

Per quanto riguarda l’artrosi delle dita, questa é caratterizzata da un dolore nel caso di compiti svolti con le dita.

Alcuni esempi di terapie naturali:

 

  •  L‘arpagofito (artiglio del diavolo, arpagofito), da prendere in generale sotto forma di compresse.
  • La rosa canina, da prendere sotto forma di polvere di rosa canina. L’arnica, da prendere in generale sotto forma topica (gel, crema, pomate).
  • L’erba di S. Lorenzo (consolida), da prendere in generale sotto forma di gel.
  • Il salice, da prendere in generale sotto forma di compresse, pillole, capsule.
  • Il capsicum frutescens, da prendere in generale sotto forma di crema o compresse. Il frassino, da prendere in generale sotto forma di capsule o pillole.

La Consolida, Symphytum officinale:

Nel passato si supponeva potessero contribuire a far risaldare le ossa fratturate. La Consolida, infatti, gode di una lunga tradizione popolare risalente ai tempi degli antichi greci i quali impiegavano, per uso esterno, proprio le radici della pianta per curare le ferite e, negli antichi campi di battaglia, spesso si immergevano delle garze nella pasta ricavata dai rizomi, per poi avvolgerle intorno alle ossa fratturate.
Il  nome deriva da una “cattiva” traduzione del termine greco originale (saldare = consolidare), ma anche dal fatto che essendo una pianta mucillaginosa durante la cottura dei cibi favorisce la loro adesione.

Elenco dei nomi più comuni italiani per la specie Symphytum officinale:

Consolidata maggiore o comune
Sinfito (o Simfito)
Orecchia d’asino
Alo
Erba di San Lorenzo
Naro
Borrana selvatica (o Borragina selvatica)
Erba pedocchiara
Erba del cardinale
L’azione antinfiammatoria della Consolida, dovuta in parte alla presenza di acidi fenolici (soprattutto acido rosmarinico) e in parte alla presenza di allontoina, la rende un ottimo rimedio per il riassorbimento di ematomi, azione che può essere rafforzata con l’associazione ad altre piante ad azione simile quali ArnicaSpirea e Artiglio del diavolo, per quanto riguarda l’azione antinfiammatoria, oppure Ippocastano, Centella asiatica e Iperico per completare l’azione cicatrizzante e favorire la circolazione a livello connettivale.

Se soffri di questo disturbo dolorose e vuoi più informazioni rispondi a questo articolo oppure contattami per un consulto direttamente da casa tramite videoconsulenza whatsapp

 

 

 

DiAlessandra Zarone

Le numerose proprietà curative del Vischio

Il vischio, rimedio naturale dalle numerose proprietà curative, è una pianta cespugliosa che appartiene alla famiglia Viscaceae.
Al vischio sono riconducibili leggende e tradizioni molto antiche: per le popolazioni celtiche, che lo chiamavano oloaiacet, era, assieme alla quercia, considerato pianta sacra e dono degli dei; secondo una leggenda nordica teneva lontane disgrazie e malattie; continua in molti paesi a essere considerato simbolo di buon augurio durante il periodo natalizio: diffusa è infatti l’usanza, originaria dei paesi scandinavi, di salutare l’arrivo del nuovo anno baciandosi sotto uno dei suoi rami.

 

 

A questo proposito il mito di Baldur (raccontato nel Gylfaginning), figlio del dio Odino e signore della luce (per questo sovrapponibile a Cristo), che muore ucciso da una bacchetta di vischio da cui, idealmente e simbolicamente, proviene, in quanto il padre Odino è identificato con l’albero cosmico Yggdrasill su cui nasce il vischio: come era accaduto a Cristo per il legno della croce.

 

 

Proprietà curative del Vischio

Le funzioni del vischio sono particolarmente attive su tutte le ghiandole endocrine, stimolandone e regolandone la sintesi e la liberazione degli ormoni, la cui azione armonica è alla base della buona salute dell’intero organismo. Una volta accertata empiricamente la sicura attività di stimolo dell’apparato endocrino da parte del vischio, è da ipotizzare che il bersaglio numero uno dei principi attivi di questa pianta medicinale sia il sistema ipotalamo ipofisario, da cui dipende la normalità dell’orchestrazione ormonale.

 

 

 

 

Organi su cui agisce Il Vischio

  • La tiroide, per la normalizzazione e la stimolazione dell’attività metabolica generale; il vischio è indicato in tutte le malattie della ghiandola tiroidea;
  • il pancreas, per cui si consiglia il vischio per combattere tutte le forme di diabete;
  • le ovaie, ed ecco quindi l’attività del vischio nel normalizzare tutte le funzioni esercitate dall’apparato genitale femminile; esso è indicato per aiutare la donna nel delicato periodo premenopausale e postmenopausale, nella malattie o nelle semplici disfunzioni di utero ed ovaie, nelle alterazioni della normalità del ciclo ovarico, e di quello mestruale tutti i disturbi dell’apparato cardiocircolatorio; esercita una funzione normotensiva, importantissima, ed è consigliato sia nei casi di ipertensione, che in quelli di ipotensione; è un’ottima pianta del cuore, il quale viene potenziato nella sua funzione, normalizzato quanto ad eventuali disturbi, sanato da eventuali malattie non strettamente di natura organica; il vischio normalizza il battito cardiaco, agendo quale regolatore sia delle tachicardie, che delle bradicardie, e delle aritmie in genere; naturalmente, è indicato anche per le angine pectoris, e per le coronaropatie.
  • le vertigini, le cefalee vasomotorie, le emicranie, e tutti i disturbi a carico della regione della testa, che dipendano da alterazioni circolatorie;le vene varicose;
  • l’arteriosclerosi, l’aterosclerosi, le dislipidemie; tutte le forme di emorragie interne.

 

DiAlessandra Zarone

Le proprietà curative della camomilla e le sue molteplici virtù

La camomilla, fiore dalle molteplici proprietà curative, è un prezioso rimedio naturale appartenente alla famiglia delle Asteracee (conosciuta un tempo anche come Compositae), una vasta famiglia di piante dicotiledoni dell’ordine delle Asterales. Nel dettaglio appartiene alla specie Matricaria camomilla L. e il suo sinonimo è Camomilla recutita (L.) Rausch.

Pianta erbacea annuale originaria dell’Asia sudorientale; si è diffusa in tutto il mondo; in Italia è comune nei luoghi incolti, specialmente presso gli abitati, dal piano a circa gli 800 metri.
Il nome deriva dal greco χαμαίμηλον (chamáimēlon), parola formata da χαμαί (chamái), “del terreno” + μήλον (mḗlon), “mela” per l’odore che somiglia a quello della mela renetta; questa derivazione è conservata nel nome spagnolo manzanilla, da manzana, che significa “mela”. Il nome del genere, Matricaria, proviene dal latino mātrīx, mātrīcis, che significa “utero”, con riferimento al potere calmante nei disturbi mestruali.

Proprietà terapeutiche della camomilla

Proprietà terapeutiche: stomachiche, toniche, antispasmodiche, diaforetiche, analgesiche, emmenagoghe, digestive. Per uso esterno come lenitivo e detergente di pelle e mucose arrossate e decongestionante per bagni oculari.

Impacchi locali:

Applicazioni locali con stoffa, oppure ovatta, imbevute con tisana di camomilla calda, fanno guarire tutte le lesioni cutanee, sia quelle con cui si associa un processo infiammatorio, sia quelle che assumono una espressione patologica particolare, del tipo delle lesioni tumorali, foruncoli, ascessi, ulcere a carico degli arti inferiori, processi suppurativi del letto ungueale. Sono stati segnalati ottimi risultati nel trattamento locale di forme anche gravi di eczema e di scabbia. Le forme catarrali della congiuntivite, le otiti, le cistiti, la minzione dolorosa, lesioni anali, le emorroidi, trovano negli impacchi locali con camomilla un rimedio di primissimo ordine.

 

Altre proprietà curative della camomilla

Osservazioni cliniche, eseguite a Friburgo dal professore universitario dott. Franz Eckstein, hanno evidenziato l’alto potere germicida della camomilla; tanto è vero che, applicazioni locali su formazioni purulente, associate a lesioni neoplastiche – carcinomi – hanno posto termine alla fuoriuscita di pus, ed al caratteristico maleodore, associato a questo stato patologico.

Sciacqui e gargarismi: il medico primario dott. H. Brenner garantisce una totale guarigione dall’afta epizootica, se il paziente fa degli sciacqui continui della bocca con la tisana di camomilla, per tutta la giornata, ogni quarto d’ora; confermando, così, la grande capacità della camomilla di uccidere i germi patogeni.

 

Trattenere in bocca, per qualche momento, un po’ di tisana calda di camomilla, è il primo soccorso contro il fastidiosissimo mal di denti. L’infiammazione della mucosa orale, la tonsillite, la faringite, possono essere trattate con sciacqui e gargarismi con la tisana calda di camomilla; naturalmente in associazione con altre opportune misure terapeutiche. In caso di stitichezza, per ammorbidire il contenuto intestinale dell’ultimo tratto dell’intestino, è utilissimo usare la tisana di camomilla, sotto forma di clistere.

 

Le tisane di camomilla

Intanto, va detto che è sempre opportuno associare all’uso locale della camomilla, sotto forma di impacchi e di sciacqui, l’assunzione di tisane, preparate nella maniera indicata sopra.

Inoltre, l’uso della camomilla per via interna, bevuta a sorsi distanziati, lontano dai pasti, è vivamente consigliato nei seguenti stati patologici:

  • Esaurimenti nervosi, ipersensibilità, iperreattività, facile irritabilità, nevralgie, nevralgia del trigemino, colpo della strega, stati di agitazione, insonnia, tensioni psichiche, stati di affaticamento, ecc.
  • Tutte le malattie a carico dell’apparato digerente. A tal proposito va ricordato che, secondo le osservazioni cliniche fatte dal docente universitario dott. Hans Seel di Berlino, la camomilla è capace di guarire anche le ulcere gastriche e quelle gastroduodenali. Tra le altre patologie, vanno citate la colite, la diarrea, le enteriti, la gastrite, le flatulenze, il meteorismo, l’iperacidità, le epatopatie, la colecistite.
  • Le sofferenze renali, la cistite, le altre malattie a carico dell’apparato urinario.
  • Le malattie dell’apparato genitale femminile.
  • Tutte le malattie dei bambini, Nel qual caso è opportuno aggiungere un po’ di miele alla tisana, quando questa non sia più bollente, ma solo tiepida.

 

La camomilla è indicata per favorire gli stati di rilassamento

L’essenza floreale induce calma, equilibrio tra Yin e Yang, riportando armonia fra maschile e femminile.

Per le persone iperattive che non trovano tempo per sé stesse.

Espressione armonica

Atteggiamento solare

Calma equilibrata

Affievolisce le tensioni,il nervosismo,le preoccupazioni

Adatta per tutti coloro che non riescono a rilassarsi e divertirsi.

 

DiAlessandra Zarone

Curarsi con le piante: le proprietà dell’Astragalo

Curarsi con le piante presuppone la conoscenza approfondita delle proprietà delle stesse. L’ Astragalo è una pianta perenne, alta fino 1,5 metri, originaria del nord della Cina e di alcune zone a grande altitudine come il Tibet.

 

Nonostante sia praticata la raccolta delle piante spontanee, viene ampiamente coltivata sia in Cina che negli Stati Uniti.
Le radici sono raccolte da piante di 4-7 anni, in primavera o in autunno dolce, simile al fagiolo.
Il nome cinese dell’ Astragalo, huang qi, significa ”energia gialla” e suggerisce il suo importante ruolo nella stimolazione dell’organismo debilitato o affaticato.

In Cina si crede che esso riscaldi e dia tono al Wei qi, l’energia di protezione superficiale che circola al di sotto della pelle, aiutando il corpo ad adattarsi alle influenze esterne, specialmente al freddo. L’Astragalo, infatti, innalza l’immunoresistenza e, manifestamente, migliora le difese dell’organismo contro agenti virali e batterici, prevenendo le malattie da raffreddamento e l’ influenza, abbreviandone il decorso ed evitando le ricadute.

 

Curarsi con le piante: la radice di Astragalo

Le radici di Astragalo contengono numerosi principi attivi, quali saponine triterpeniche (astragalosidi I-VIII, acetilastragaloside, soyasaponina I, isoastragalosidi I-II ecc.), polisaccaridi (astragalani IIII,AG1, AG2, AH1 e AH2 ecc.), flavonoidi (canferolo, quercetina, isoramnetina, calicosina, formonetina, cumatachenina ecc.), aminoacidi liberi (asparagina, acido glutamico, canavanina, prolina,arginina, acido β aminobutirrico, acido aspartico ecc.) e più di 20 minerali in tracce (magnesio, ferro, rame, zinco, rubidio, cromo ecc.).

I componenti coinvolti nella stimolazione del sistema immunitario sembrano essere soprattutto alcuni polisaccaridi e anche delle saponine.

 

 

L’ Astragalo stimola la produzione di interferone, una proteina che ostacola la moltiplicazione dei virus, attraverso il blocco della loro capacità di riprodursi all’interno delle cellule dell’ospite.

Gli estratti a base di Astragalo fanno aumentare il numero delle cellule Natural Killer (NK), che circolano nel sangue e nella linfa, col compito di distruggere un.ampia gamma di invasori, comprese le cellule tumorali e quelle infettate dai virus. E stato osservato che gli astragalani determinano un aumento della citotossicità dei NK di circa sei volte rispetto al controllo.
In Cina l’Astragalo viene somministrato a pazienti anziani per migliorarne le difese immunitarie. La pianta sembra attivare la funzione delle cellule B e aumentare i livelli di IgM, che generalmente tendono a diminuire con l”età.

 

Le proprietà anticancerogene dell’Astragalo

Ricerche preliminari suggeriscono che l’Astragalo possiede anche proprietà anticancerogene. Alcuni studi, condotti su pazienti affetti da cancro, dimostrano che un estratto acquoso della radice della pianta è in grado di ripristinare o incrementare l’attività delle cellule T e di far crescere la velocità di maturazione dei linfociti.

L’Astragalo stimola anche l’attività delle cellule T-helper, che coordinano la risposta immunitaria, attraverso la riduzione dei livelli eccessivi di soppressori, quindi con una modalità di azione simile a quella di alcuni chemioterapici, ma priva di pericolosi effetti collaterali.

Dosaggio:

4-7 g al giorno di radice essiccata o la dose corrispondente delle varie preparazioni, per un trattamento non eccedente le 8 settimane consecutive.Il trattamento può essere ripetuto dopo un breve periodo di pausa.

Controindicazioni:

L’Astragalo è considerato una pianta sicura e ben tollerata, e non se ne conoscono effetti mutageni. Non è raccomandata la somministrazione di questa droga in gravidanza o durante l’allattamento, perché non sono disponibili dati riguardanti i suoi effetti sulla donna, sul feto e sul lattante.

DiAlessandra Zarone

Proprietà terapeutiche del Biancospino

Innumerevoli proprietà terapeutiche sono riconosciute al biancospino.

Il biancospino comune (Crataegus monogyna) è un arbusto, ramificato e dotato di spine, appartenente alla famiglia delle Rosaceae.

Proprietà terapeutiche e disturbi che possono essere curati con il biancospino

Il biancospino è indicato per la cura dei seguenti disturbi:

  • Disturbi funzionali del cuore, dovuti allo stress; per questi disturbi, il biancospino è più efficace della stessa digitale.
  • Disturbi cardiaci dovuti alla vecchiaia.
  • La miocardite.
  • L’arteriosclerosi.
  • Disturbi cardiaci di origine nervosa (pseudoangina pectoris).
  • Vizi valvolari.
  • Edema polmonare.
  • Coronaropatie.
  • Cardiodilatazione.
  • Cuore adiposo.

 

 

 

Proprietà terapeutiche della miscela

Per questi disturbi, il biancospino può essere preso da solo, come indicato sopra, oppure in una miscela, assieme alla cardiaca e alla melissa, secondo i seguenti rapporti ponderali: biancospino 50 gr., cardiaca 25 gr.,melissa 25 gr.. Fate bollire mezzo litro d’acqua, spegnete, aggiungete 2 cucchiaini della miscela, filtrate dopo 3 minuti. Bevetene un quarto nella mattinata, e un quarto nel pomeriggio, a sorsi. Se volete addolcire, aggiungete un cucchiaino abbondante di miele alla tisana, quando ha raggiunto la temperatura ambiente.

DiAlessandra Zarone

Antichi rimedi erboristici e moderna floriterapia

In questo articolo vedremo venti antichi rimedi erboristici, come la Borragine e altri rimedi seicenteschi.

Borage – Borragine:

Era chiamata anche “lingua di bue”, pianta dominata da Giove, sotto il segno del Leone, le foglie erano utilizzate per dissipare umori putrescenti, febbri pestilenziali, era un tonico cardiaco, rimedio anti-veleno. I semi aumentavano il latte materno. Le foglie fresche allontanavano la malinconia, purificavano il sangue, dissipavano le febbri, raffreddavano il sangue. Usata per ittero, pruriti, vermi, eczema.

I fiori canditi erano un ricostituente per i convalescenti, dopo lunghe malattie, per lenire i “tormenti del cuore”. L’acqua distillata con tale erba, leniva il bruciore oculare. Non si usava mai la pianta essiccata. Le ceneri bollite con acqua e miele curavano le infiammazioni, le ulcerazioni della bocca, condensavano il flegma, riducendo l’eccesso d’acqua, diminuivano reumatismi e infiammazioni polmonari.

 

Gli antichi rimedi erboristici sotto forma di essenza: l’essenza floreale di Borragine

Essenza floreale di Borage :

Promuove l’ottimismo e l’entusiasmo di una persona che ha sofferto oneri sperimentato nel cuore.

La borragine è un rimedio per la pesantezza del cuore, portando leggerezza e flessibilità. Dioscoride stesso nella sua” Materia Medica” dice che la Borragine “rallegra il cuore e aiuta gli spiriti cadenti ‘.

 

pixabay

 

 

Una pianta per curare i problemi dello stomaco

Bugloss – Anchusa azurea o Echium plantagineum:

Utilizzata oggi come antitosse, depurativa, diaforetica e diuretica. Se ne usa la pianta secca,nella cura delle infiammazioni. Era indicato per problematiche connesse allo stomaco, quali inappetenza, difficoltà digestive, si indicava innanzitutto di eliminare l’eccesso di flegma nero, ossia le moderne tossine e scorie .

pixabay

Essenza floreale di Bugloss, PURPLE VIPER’S BUGLOSS – Echium plantagineum:

Questa essenza consente di affrontare dolcemente tempi di grandi sconvolgimenti, di transizione e di cambiamento spirituale. Mentre le foglie e gambo sono grezzi, grossolani e coperto di punte delicati, i fiori stessi sono morbido e delicato con i colori che sono caldi e solidale. Questa essenza è simbolicamente “un abbraccio sicuro”. Si prende cura della persona e la avvolge amorevolmente quando si sente disorientata e tutto attorno sembra capovolto.

 

Il rimedio erboristico dominato da Venere: l’Artemisia

Mugwort – Artemisia :

Dominata da Venere, governa i segni Toro e Bilancia, era utilizzata in decotto facilitare il ciclo mestruale, il parto, in caso di infiammazioni dell’utero, calcoli alle vie urinarie. La polvere essiccata, mescolata a grasso d’oca veniva utilizzata per sciogliere noduli tiroidei, cisti al collo. Il succo di Artemisia era considerato un antidolorifico migliore dell’oppio.La polvere essiccata e mescolata a vino, si utilizzava nei rimedi della sciatica, era dunque un antidolorifico,ed antinevralgico.
Un decotto molto efficace per crampi e dolori nevralgici era composto da Artemisia, Camomilla, Agrimonia.

Olio di Artemisia e polvere di Pistacia (P. Lentiscus):

Per purificare il fegato si indicava l’utilizzo di olio di Artemisia e polvere di Pistacia, chiamata in Inglese seicentesco, Mastich.
L’uso farmacologico e medicinale di Pistacia è vario. La resina è stata utilizzata nel cancro, infezioni, ferite chirurgiche adesione, e ulcere. Gli studi documentano anche il suo uso come un antiossidante e un insetticida, e per il trattamento del colesterolo alto, malattia di Crohn, il diabete, ipertensione.

 

Rimedi erboristici per l’emotività: l’essenza di Mugwort

Essenza floreale di Mugwort:

E’ indicata per chi ha tendenza a isterismo o emotività, per chi ha una vita psichica eccessivamente attiva senza contatto con il mondo fisico
L’essenza riporta equilibrio psichico, ricettività, consapevolezza dei sogni, maggior comprensione riguardo alle questioni della vita quotidiana.

pixabay

 

Due ottimi rimedi erboristici: Timo e Angelica

Timo:

Timo, pianta di Venere, domina il segno dell’Ariete. Era utile per coliche epatiche, rafforzava i polmoni, era indicato per la crescita dei bambini, per l’asma, purificava dall’eccesso di catarri corporei, flegma nero, parassiti intestinali, aiutava nel parto, riduceva i dolori di sciatica, le infiammazioni della milza, dovute ad eccesso di umidità, la gotta, crampi, dolori, cefalee, era utilizzato per disperdere l’eccesso di vento corporeo e rinforzare i reni, espellere i calcoli .

pexels

Essenza floreale di Timo: Thymus citriodorus argentea:

Aiuta a intensificare i nostri sensi ad essere più ricettivi alle informazioni che ci circondano, migliora le nostre scelte e le risposte alla vita ogni qualvolta i nostri sensi superiori sono state disattivati o diminuiti. Timo ci ricorda quei sensi e ci porta ad un nuovo livello di conoscenza. Aiuta a connetterci con nuovi regni e dimensioni e scoprire nuovi talenti

Angelica:

Pianta che fioriva in ogni giardino seicentesco inglese, è sotto il dominio di Sole e Leone, si consigliava di raccoglierla con la luna piena, nell’ora di Giove. Veniva utilizzata per tutte le epidemie saturnine, per gli avvelenamenti, come tonico cardiaco e sanguigno, pestilenze, si indicava di assumerne la polvere di radice, in dose 4 dracme, con acqua. La radice candita si utilizzava nei periodi di epidemie. Era indicata anche come pianta stomachica, per aumentare il fuoco digestivo, si utilizzava la polvere mescolata a vino, anche in caso di mal di stomaco, colpi di freddo, in caso di eccesso di umidità corporea, che nella Medicina Cinese si colloca nelle patologie della Quinta Stagione, in cui l’organo più esposto è la Milza.
L’Angelica veniva utilizzata in sciroppo ( steli) anche per problematiche polmonari: pleurite, tosse, tisi, asma, coliche, per provocare il mestruo e facilitare il parto, espellere i calcoli urani e ridurre i bruciori, gonfiori intestinali. Il succo di tale pianta migliorava la vista e la sordità,veniva applicato su ferite ulcerose. Il cataplasma di Angelica curava i morsi di cani rabbiosi e serpenti. La radice ridotta in polvere rimarginava le ferite profonde.

pixabay

Essenza floreale di Angelica :

Offre la forza divina di connettersi con il mondo fisico portando equilibrio per l’anima. L’essenza ancora l’individuo alla terra, radica, dà energia ai primi chakra, grazie alla compattezza e robustezza delle sue radici. È usato per coloro che sono demoralizzati.
Sintomi di squilibrio: cuore contratto per dolore, pesantezza del vivere, tristezza, scoraggiamento, sconforto.
Equilibrio: energie del cuore vivaci, ottimismo, coraggio, entusiasmo a causa di alte frequenze nel loro corpo, o per coloro che desiderano trovare una guida pratica attraverso la pratica spirituale.

DiAlessandra Zarone

Le proprietà della Graviola – Annona muricata

In  questo articolo vedremo le proprietà della Graviola.

La Graviola, pianta indigena delle regioni della foresta pluviale, è una latifoglia, albero sempreverde che produce fiori e frutti. Gli alberi crescono in zone con elevata umidità e inverni temperati caldi, tra cui Cuba, Messico, Sud America, America Centrale e Caraibi. latino, Annona Muricata. I nomi comuni associati con Graviola includono: Soursop ,Guanzate, Corossol, zampa zampa brasiliano, Guanavana.

 

 

La Graviola appartiene alla specie muricata di alberi, che è classificato nella suddivisione Annona della famiglia albero Annonaceae. La designazione Soursop è in realtà il nome del frutto prodotto dalla Graviola. Il frutto appare in grandi forme, a forma di cuore con un giallo-verde, la pelle bianca e appuntita interno carnoso. Proprio come dice il nome del frutto è piuttosto acida con un gusto che ricorda un mix di fragola e ananas. Non diversamente da altri tipi di frutta, Soursop contiene vitamine e minerali essenziali che rendono un sano aggiunta alla dieta di nessuno.

 

 

Le proprietà della Graviola

Il principio attivo di questa frutto guarisce in caso di infezioni fungine, infezioni batteriche e parassiti intestinali. Abbassa la pressione sanguigna e nel trattamento della depressione e lo stress. Ciò è dimostrato in esperimento scientifico pubblicato nel dicembre 2008 del “Journal of Dietary Supplements” condotto dai ricercatori statunitensi Lana Dvorkin-Camiel e Julia S. Whelan, è emerso che la Graviola è efficace contro i parassiti Leishmania braziliensis, Leishmania panamensis, Nippostrongylus braziliensis, Artemia salina e Trichomonas vaginalis, così come contro il virus Herpes simplex.

 

La Graviola ha proprietà antinfiammatorie, è utile in caso di diabete, come dimostra uno studio pubblicato sulJournal of traditional Alternative African Medicine del 2008 Nel test su ratti diabetici, gli autori dello studio hanno determinato che la Graviola può aiutare a controllare il diabete abbassando i livelli di zucchero nel sangue.
La Graviola può aiutare a combattere l’herpes simplex virus -1 (il virus che causa l’herpes labiale), secondo uno studio di laboratorio pubblicato nelJournal of Ethnofarmacology nel 1998.
La Graviola è un rimedio naturale per depressione e febbre, favorisce il rilassamento, stimola la digestione, è utile nel trattamento dell’artrite.

 

 

Contiene un alto livello di carboidrati e fruttosio, che è uno zucchero naturale. Livelli significativi di vitamine B1, B2 e C .

 

Proprietà benefiche dei semi, dei decotti e del succo di Graviola e loro utilizzo nel mondo

Le popolazioni indigene fanno uso da sempre di questa pianta:
I semi di Graviola polverizzati sono usati come astringenti della pelle, per uccidere cimici e pidocchi e per ridurre gli spasmi muscolari. Decotti a base di foglie di Graviola sono utilizzate per una vasta gamma di rimedi trattamento, alcuni dei quali comprendono: Alleviare il dolore da artrite, ridurre l’infiammazione delle articolazioni, ridurre l’infiammazione nei passaggi nasali e delle vie respiratorie nel suo complesso, come tranquillante o sedativo, per trattare la pelle in caso di eczema.
Il succo del frutto Graviola o Soursop è spesso usato come un diuretico. Le persone che risiedono all’interno del Sud America, le regioni America Centrale e Messico utilizzano anche il succo per lo scorbuto e la dissenteria.
In Messico, la Colombia, il Venezuela, e Harar (Etiopia), è spesso utilizzato per dessert come unico ingrediente, o come Agua Fresca, una bevanda; in Colombia e Venezuela, è un frutto per fare succhi,mescolato con il latte.
In Indonesia sirsak, la Graviola è l’ingrediente base per un dolce. Graviola è anche un ingrediente comune per la produzione di succhi di frutta freschi che vengono venduti dai venditori di cibo di strada.
Nelle Filippine, si chiama guyabano, e deriva dallo spagnoloGuanabana. Si mangia maturo, o viene usato per fare succhi di frutta, frullati o gelati. A volte, usano la foglia per intenerire la carne. In Vietnam questo frutto è chiamatoMang Cau Xiemnel sud, o Mang CAU a nord, ed è usato per fare frullati, o mangiato fresco.
In Cambogia, questo frutto è chiamato tearb barung, letteralmente “crema di frutto di mella occidentale.”In Malesia, è conosciuto durian Belanda e in Malesia orientale in particolare tra i Dusun, popolo di Sabah, è conosciuto localmente comelampun.Comunemente si mangia crudo, quando maturo, o utilizzato come uno degli ingredienti in Ais Kacang o Ais Batu Campur. Di solito i frutti sono presi dall’albero quando maturano e vengono lasciati maturare in un angolo buio.Ha un fiore bianco con un profumo molto gradevole, soprattutto al mattino.
Per le persone in Brunei Darussalam questo frutto è popolarmente conosciuto come “Durian Salat”, ampiamente disponibile e facilmente piantato.

 

 

 

Controindicazioni della Graviola

Gli studi dimostrano che gli alcaloidi presenti nella Graviola potrebbero avere effetti nocivi sul sistema nervoso. Una classe di sostanze chimiche presenti naturalmente, alcaloidi sono per lo più costituito da atomi di azoto.
In un rapporto pubblicato nel Movement Disorders Journal nel 2002, per esempio, gli scienziati hanno determinato che gli alcaloidi estratti da graviola possono alterare la funzione e la sopravvivenza delle cellule nervose e – a sua volta – forse contribuire allo sviluppo di disturbi del movimento simile al morbo di Parkinson.
Dati gli effetti potenzialmente nocivi del consumo di graviola, è fondamentale consultare il proprio medico prima di utilizzare gli integratori che contengono questa erba.

DiAlessandra Zarone

Come curarsi con i rimedi naturali: ortaggi e decotti antitumorali

In questo articolo vedremo come curarsi con i rimedi naturali, nel dettaglio con ortaggi e decotti antitumorali.

Le Crocifere, crude e centrifugate, quali:

Brassica oleracea (Cavolo), Brassica oleracea capitata (Cavolo Cappuccio), Brassica oleracea bullata (Cavoletti di Bruxelles), Brassica oleracea botrytis (Cavolfiore), Brassica oleracea botrytis aut italica (Broccoli), Brassica rapa (Rapa), Raphanus sativus parvus (Ravanello), possiedono particolari sostanze anti-neoplastiche, in particolare gli Isotiocianati-vit. B17 (inibizione di crescita e sviluppo di tumori), Indoli, Glucosinolati, Ditioltioni. E’ una famiglia di piante curative verso molte patologie, non solo nei confronti dei tumori umani.

 

 

Valnet enumerava, per questa famiglia di piante, fino ad 80 patologie diverse, e in particolare consigliava di assumere centrifugati di cavolo crudo biologico. Interessante anche l’impiego delle foglie di Cavolo in modalità di cura che richiamano in particolare l’impiego delle foglie di Aloe arborescens. Le stesse terapie di Gerson e di Breuss facevano ampio ricorso a queste piante. Sempre in merito alle Brassicacee, Plinio il Vecchio giunse ad affermare che grazie a queste piante, i Romani poterono fare a meno dell’opera dei medici per almeno 6 secoli di guerre…

 

Preparazione di un decotto (il decotto d’erbe di rene Caisse)

Il decotto d’erbe di Rene Caisse:

Radice di Arctium lappa, Rumex acetosa, corteccia di Ulmus rubra, radice di Rheum palmatum.
Le proporzioni di questi 4 ingredienti sono in multipli di 4 : 1 parte di radice di Rheum
palmatum, 4 parti di Ulmus rubra, 16 parti di Rumex acetosa, 24 parti di radice di Arctium lappa.Secondo l’autore del presente lavoro, si potrebbe sostituire l’Ulmus rubra con la Betula alba.

Preparazione :

1) Si prendono 100 grammi TOTALI di queste erbe e si immergono in 5 litri di acqua in una pentola d’acciaio inox di almeno 10 litri di capienza.

2) Si porta ad ebollizione facendo bollire il tutto per 12 minuti, con la pentola chiusa.
3) Si spegne il fuoco e si immergono le erbe che fossero rimaste attaccate alle pareti della pentola.
4) Si rimette il coperchio e si lascia riposare per almeno 6 ore o per tutta la notte.
5) Si rimuove il coperchio e si dà una rimescolata.
6) Si riporta sul fuoco fin quasi alla bollitura ma senza far bollire di nuovo la tisana.
7) Si aspetta che le erbe si depositino sul fondo e si versa il contenuto ancora caldo in 4-5 bottiglie da un litro ciascuna, possibilmente sterilizzate in precedenza.
8) Analogamente all’Aloe arborescens, conservare i preparati al buio e in frigorifero.

Le dosi consigliate sono le seguenti:

8 cucchiai grandi da minestra 3 volte al giorno, a digiuno, da aggiungere in bicchiere con acqua calda per rendere tiepida la bevanda. Se viene indotta la risposta immunitaria, iniziare la fase di mantenimento con 4 cucchiai grandi da minestra al giorno, a digiuno.

Nota: per digiuno si intende: 1 ora prima dei pasti, oppure due ore dopo i pasti.

 

 

 

Come curarsi con i rimedi naturali con le migliorie apportate da De Sylva

La formula di Renè Caisse è stata in seguito migliorata da De Sylva (definita “Caisse Formula”), aggiungendo in questo preparato altre tre piante:
corteccia di Xantoxilum fraxineum, foglie di Plantago major e fiori di Trifolium rubeus: essa sembrerebbe più efficace di quella basata sulle sole 4 erbe.
Si prepara in piccole boccette, da versare poi con un cucchiaino da The in tazza, aggiungendo acqua bollente, attendendo 15 minuti (contro i tre minuti del The verde), trascorsi i quali si filtra (o si lascia il deposito sul fondo) e si assume come un normalissimo The.
Una boccettina dura dai 15 giorni ai due mesi, a seconda delle dosi assunte; le dosi consigliate sono di un cucchiaino raso da The quattro volte al giorno per forme gravi di tumore.
Per il mantenimento dell’eventuale stato di remissione dalla malattia, le dosi da dare sono di due volte al giorno.

 

Gli effetti antitumorali di alcune piante: l’Arctium Iappa

La formula di Hoxsey:

Arctium lappa,Glycyrrhiza glabra, Berberis vulgaris, Xanthoxilum fraxineuem, Trifolium rubeus, Alchimilla vulgaris, Larrea mexicana, Rhamnus sagrada o purshiana, Ioduro di Potassio.

Le più recenti ricerche sulla Arctium lappa hanno permesso d’isolare importanti principi attivi aventi azione inibitrice nei confronti delle cellule tumorali, e con azione antimutagena.
Grazie alla presenza di Inulina (fino al 45%) e di mucillagini, la radice di Arctium lappa agisce a livello intestinale, favorendo nel colon la crescita del Bifidobacterium, saprofita ad azione antimicotica. La pianta ha inoltre un potente effetto detossificante e depurativo sia a livello ematico che epatico; ciò avviene per la quantità dei principi amari contenuti nelle radici, che stimolano i processi di demolizione e di assimilazione degli alimenti, promuovendo l’eliminazione delle scorie metaboliche. I principi attivi inoltre agiscono sul fegato attraverso una migliorata secrezione e un maggior deflusso di bile, svolgendo quindi un’importante azione coleretica e colagoga.
La Glycyrrhiza glabra abbassa notevolmente la produzione di perossido d’Idrogeno, di Superossido e di radicali idrossili da parte dei neutrofili (effetto anti-infiammatorio, antiulcerogenico,anti-microbico e anti-ossidante); essa è anche in grado d’inibire l’insorgenza di tumori cutanei in animali da esperimento; tra i suoi composti è stato individuato un potente stimolatore della secrezione d’Interferone, denominato SNMC; Infine, l’acido glicirrizico e gli acidi 18a- e 18b-glicirretinico hanno dimostrato proprietà anti-mutagena.

 

 

Il Trifolium species (Trifolium rubeus, repens, pratensae) è oggi inquinato da Trifolium species OGM, arricchite con tutti e 9 gli aminoacidi essenziali : ciò rende addirittura controindicato il suo impiego in terapia anti-cancro.

Formula di Rudolf Breuss:

3 etti di Beta vulgaris cruenta (Barbabietola rossa), 1 etto di Carote crude biologiche (Daucus carota), 1 etto di tubero di Meum mutellina (Sedano di Monte, Levistico) o di Sedano selvatico (Apium graveolens), 30 grammi di Rafano (Cochlearia armoracia), 1 etto di decotto di bucce di Patate (Solanum tuberosum bevute fredde; secondo l’autore tedesco è necessario durante tutto il periodo di cura evitare di mangiare altro cibo e le stesse componenti del suo preparato devono essere bevute, cioè devono essere prive di residui solidi: pertanto le Verdure devono essere centrifugate, filtrate attraverso un filtro fine o un telo di lino.
E’ preferibile, secondo l’autore tedesco, usare una manciata di scorze crude di Patata, fatte bollire per 4 minuti in 2 tazze d’acqua, piuttosto che usare un etto di Patata intera. Egli, infine, raccomanda l’uso d’insalivare bene prima d’inghiottire: fatto quest’ultimo di riconosciuto valore medico data l’importanza degli enzimi salivari nella digestione.

Nota: non consumare l’Apium graveolens (Sedano selvatico, Appio dolce, Appio palustre) se fresco Salvia officinalis , Hypericum perforatum, Mentha piperita e Melissa officinalis.

 

Altri rimedi naturali: la Salvia officinalis e la Melissa officinalis

Salvia officinalis:

Viene lasciata in infusione in acqua bollente per non oltre 3 minuti (come il The verde), mettendo 1-2 cucchiaini in mezzo litro di acqua bollente; trascorsi i 3 minuti, si aggiunge Hypericum perforatum, Mentha piperita, Melissa officinalis e si lascia in infusione per altri 10 minuti. Mischiare ancora e poi bere, con dosaggi decisi in base a criterio medico.
Dalle foglie di Salvia officinalis sono stati isolati Flavonoidi, Fenoli, acidi ossitriterpenici, Diterpeni, Tannini catechici, alfa e beta-Pinene, Canfene, beta-Mircene, alfa-Terpiene, Limonene, Eucaliptolo, gamma-Terpinene, Linalolo, etc..Induce apoptosi (caspasi 3) in epatocarcinoma e altri tumori .
Dalla Melissa officinalis sono state isolate essenze, alcoli, acidi fenolici, Triperpeni, Flavonoidi,Tannini catechinici, vitamine B1 e B2, sali minerali; svolge anche un’interessante azione antiormonale (inibizione del TSH); sospettata anche induzione di apoptosi selettiva in cellule di glioma.
L’Hypericum perforatum, secondo recenti lavori, sembrerebbe indurre apoptosi selettiva in cellule di Linfoma umano a cellule T.

Tisana di Maria Treban:

Equisetum arvense, Calendula officinalis, Achillea millefolium aut filipendulina, Urtica dioica,Rumex acetosa.

Tisana di Melisse (Melissa monarda e Melissa officinalis):

Salvo parere medico contrario, lasciare in infusione in acqua bollente per 10 minuti una dose da mezzo cucchiaio grande. Sembrerebbe efficace su gliomi.

 

Altri infusi con proprietà antitumorali

Infuso misto di Calendula officinalis e di Achillea millefolium aut filipendulina con Amaro svedese.

Infuso di Alchimilla alpina e Alchimilla vulgaris con Urtica dioica e Lamium album (Ortica bianca):salvo parere medico contrario, lasciare in infusione in acqua bollente per 10 minuti una dose complessiva da 1 cucchiaio grande.

Preparato di Pimpinella major (Tragosellino, Pimpinella):

Per gargarismi (sospettata di agire su tumori del cavo orale): salvo parere medico contrario, lasciare in infusione in acqua bollente per 3 minuti una dose complessiva da 1 cucchiaio grande. Ingoiare comunque dopo il gargarismo.

Macerato di Acorus calamus (Calamo aromatico, Acoro): sembrerebbe agire su carcinomi gastrici; è una tisana a freddo (macerazione in acqua fredda).

Tisana di Salvia officinalis (circa 1 litro), mista a fiori di Equisetum arvense (bolliti per 10 minuti) e/o fiori di Trigonella foenum graecum (dati per sola infusione): sembrerebbe agire su linfomi,leucemie e tumore del pancreas. E’ comunque certo che l’Equisetum arvense stimola l’ematopoiesi,e che agisce efficacemente quasi quanto la cartilagine di Squalo sui processi degenerativi della cartilagine e delle ossa (artrite, artorsi, etcc); potrebbe forse indurre un controllo angiogenico sui vasi neoformati, analogamente a quanto già dimostrato dalla cartilagine di squalo.

 

Altre piante utili contro i tumori

Tisana di fiori di Epilobium parviflorum: sembrerebbe agire su tumori della vescica, prostata e,forse, testicoli.

Impacchi caldi di foglie di Plantago major per i melanomi (preferibile comunque l’impiego alternativo dell’Aloe arborescens, sia per impacco che, soprattutto, per assimilazione orale, data l’azione di Apoptosi indotta dall’Emodina).

L’Euspongia officinalis (Spugna di Mare): viene raccolta nel Mediterraneo, nel Mar Rosso, nell’Atlantico; sembrerebbe efficace nei confronti di Linfomi e di tumori tiroidei; contiene comunque Iodio, pertanto non può essere somministrata in pazienti a rischio di tireotossicosi, o comunque in soggetti in attesa di essere sottoposti a radioterapia metabolica con Iodio 131.

 

FOTO

 

Infuso di un cucchiaino (5 grammi) di sommità fiorite di Cnicus benedictus in una tazza bollente per 10 minuti. Dosaggio deciso in base a valutazione medica.

Decotto di radice (20 grammi) di Carlina acaulis per 1 litro d’acqua.

Stellaria media: Viene cucinata in maniera analoga agli spinaci

Decotto di radici (30 grammi) di Polygonum bistorta in 1 litro d’acqua. Portare a bollitura e lasciare bollire per 5 minuti. Dosaggio deciso in base a criterio medico.

Infuso Stachys Officinalis (Lavanda):

5-15 grammi di foglie di Stachys officinalis per mezzo litro d’acqua bollente .

Infuso di 20 grammi di Alliaria officinalis (tutta la pianta) per 1 litro d’acqua bollente.

Infuso di foglie di Hesperis matronalis per 1 litro d’acqua.10 minuti d’infusione.

Infuso di 10-12 grammi di Agrimonia eupatoria.

Decotto di radice di Enula campana; da 10 a 20 grammi per 1 litro di acqua.

Decotto di Ononis repens con infuso di semi di Foeniculum vulgare, salvo parere medico contrario:

20 grammi di radice di Ononis repens; 5 grammi di semi di Foeniculum vulgare; 1 litro d’acqua. Far bollire la radice di Ononis repens finché l’acqua si riduca ad ¼ del volume originario millilitri); quindi mettere in infusione i semi di Foeniculum vulgare nell’acqua bollente per 5 minuti. Scolare tutto e dare da bere 1 tazza ogni 2-3 ore.

Infuso di 1 cucchiaio di fiori freschi di Calendula officinalis lasciati per 10 minuti in una tazza d’acqua bollente, salvo parere medico contrario:

Far macerare 15 grammi di radice tagliata fine di Marasdenia condurango in 300 millilitri d’acqua. Bollire fino a ridurre l’acqua a 200 millilitri. Passare a caldo spremendo. 2-3 cucchiai grandi prima dei pasti, salvo parere medico contrario.

Infuso di radice di Polygonum aviculare :

Un cucchiaio da dessert per tazza d’acqua. Bollire 2 minuti, tenere in infusione 20 minuti.
Dosaggio deciso in base a criterio medico.

Decotto in 2 tempi di Triticum repens con aggiunta anche di radice di Rubia tinctorium (salvo parere medico contrario) e radice di Glycirrhiza glabra:

Far bollire 30 grammi di Triticum repens per 1 minuto. Buttare via l’acqua. Schiacciare il Triticum repens e farlo nuovamente bollire in 1.200 millilitri di acqua, fino a farla ridurre ad 1 litro. Aggiungere 60 grammi di radice di Glycirrhiza glabra e 15 grammi di radice di Rubia tinctorium.
Lasciare così in infusione per 20 minuti. Dosaggio deciso in base a criterio medico.

Drosera rotundifolia : si prende tutta la pianta. 15 grammi per 1 litro d’acqua (Infuso).

Infuso di 60 grammi di Marchantia polymorpha (pianta essicata), tritata in un litro di acqua. 2 bicchieri al giorno, salvo parere medico contrario.

Steli o pianta intera di Equisetum arvense:

Decotto di pianta intera FRESCA: 50-100 grammi / litro di acqua: bollire 30 minuti
Decotto di pianta intera SECCA: 10-20 grammi / litro di acqua: bollire 30 minuti

Infuso di Tanacetum balsamita e Chrysanthemum balsamita:

1 cucchiaio da dessert per tazza per 10 minuti, salvo parere medico contrario. Bere dopo i pasti.

Macerazione in 1 litro di aceto di Malus communis di : 10 grammi di Salvia officinalis, 10 grammi di Menta piperita:

Lasciare macerare 24 ore. Filtrare. Un sorso da 4 a 6 volte al giorno, salvo parere medico contrario. Infuso di 15 grammi di Lippia citriodora per 1 litro d’acqua (simile alla Melissa officinalis)

Decotto di Erica cinerea e Cullana vulgaris:

Una manciata di sommità fiorite per 1 litro d’acqua.
Bollire 3 minuti e tenere in infusione 10 minuti. Bere in 2 ore, salvo parere medico contrario.

Estratto fluido : 60 gocce di Erica cinerea + 50 gocce di Solidago virgaurea + 1 cucchiaio grande da minestra di : Estratto molle di stimmi di Zea mais (3 grammi); Estratto fluido di Rasperella (10 grammi); Sciroppo di Rubus idaeus (100 grammi), 300 millilitri di acqua.

Decotto di radici (una manciata) di Eryngium campestre in 1 litro d’acqua. Bollire 5 minuti. Bere in 2 giorni.

Decotto di radici (una manciata) di Eryngium maritimum in 1 litro d’acqua. Bollire 5 minuti

Infuso di Sysymbrium officinalis:

Un cucchiaio da dessert di pianta intera fresca per 10 minuti in tazza. 3-4 tazze al giorno;

Un cucchiaio da minestra ogni 2 ore di :

1) estratto fluido di Primula officinalis (50 gocce).

2) Sciroppo di Sysymbrium officinalis composto.

3) Idrolato di Tilia cordata, europaea, platyphilla, o vulgaris : 200 ml.

Sciroppo di Sysymbrium officinalis composto:

Una manciata di foglie e una manciata di fiori di Sysymbrium officinalis; 10 grammi di Glycirrhiza glabra, 1 litro d’acqua. Bollire e ridurre di 1/3. Passare. Aggiungere 200 grammi di Miele. Bollire a bagnomaria fino a consistenza di sciroppo. Prenderne alcuni cucchiai da minestra durante la giornata.

Per Leucemia:

20 grammi di Veronica officinalis
25 grammi di Filipendula ulmaria e Spiraea ulmaria
25 grammi di Galium aparine
30 grammi di Sambucus nigra (fiori)
25 grammi of Achillea millefolium
15 grammi di Hypericum perforatum
20 grammi di Artemisia abrotanum
15 grammi di Urtica dioica
30 grammi di Taraxacum officinalis
30 grammi di Calendula officinalis

Altre piante:

Aloe arborescens, piante brasiliane come: Simaruba amara, Physalis angulata, Scoparia dulcis, Petiveria alliacea, Schinus molle, Uncaria tomentosa.

Per altri tumori, una famosa pianta brasiliana è l’Annona muricata , spesso è associata ad altre erbe mediche (Mormodica charantia, Maytenus illicifolia, Physalis angulata,Scoparia dulcis, Guazuma ulmifolia, Uncaria tomentosa). L’Annona muricata è ancora sotto studio.

DiAlessandra Zarone

Come curarsi senza farmaci: le numerose proprietà del Faggio

Come curarsi senza farmaci utilizzando il Faggio.

Originario dal centro d’Europa, l’ovest della Russia e la zona del Caucaso, questo albero fiero, che può raggiungere i 30 metri, in Inghilterra veniva chiamato “madre della foresta”. ll Deus Fagus , “il divino faggio”, Beech, Sex Arbor , nelle iscrizioni dei Pirenei, e un dio anonimo rappresentato da una conifera su un altare a Tolosa, probabilmente scelto fra gli alberi liguri di culto, tale culto continuato dai Celti in epoca romana.

 

 

Eamhancholl, Beech, faggio, era conosciuto per la sua generosità, dava protezione e nutrimento, le sue ghiande erano mangiate e per non morire di fame, si facevano amuleti di buon auspicio da portare con sé. Era connesso al tempo, alla saggezza e al sapere scritto, con questa pianta si facevano legnetti con cui scrivere, chiamata dagli anglosassoni “Boc”, difatti i primi libri books furono scritti con i legnetti di faggio. Tutto ciò che veniva scritto acquisiva il potere magico degli dei, si scrivevano desideri o incantesimi su un pezzetto di corteccia e si bruciava il tutto, si credeva che ciò avrebbe realizzato il desiderio.

Mattioli riconosceva alle foglie del faggio proprietà astringenti. Queste, comuni a tutte le fagacee, sono in relazione alla presenza di tannini che si trovano in buona quantità nelle piante di questa famiglia.

 

Virtù benefiche del faggio

Legato al pianeta Saturno, stimola la concentrazione e lo sviluppo interiore.
Il faggio possiede molte virtù benefiche che influenzano positivamente sia la nostra psiche sia la nostra salute fisica.

 

La sua sola presenza è infatti in grado di trasmettere vibrazioni positive, una carica energetica che dona pacere e calma a chi gli sta intorno.

Queste vibrazioni pare abbiano anche effetti vivacizzanti sulla nostra creatività.

 

Come curarsi senza farmaci: infusi e decotti di faggio e gemme

La corteccia, il legno le foglie e i semi hanno proprietà astringenti, antisettiche, depurative e disinfettanti.

Sono ottimi infatti per impacchi depurativi per la pelle del viso o come astringenti per gli eccessi di sebo. Volendo preparare un infuso, troveremo molto gradita la sensazione rinfrescante, tonificante e calmante che è in grado di offrire. Ottima per le calde giornate estive.

Gli infusi di foglie di faggio venivano utilizzati per alleviare le scottature o le infiammazioni, così come per gli orzaioli o le infezioni alle vie respiratorie. Il decotto di corteccia serviva in caso di febbre mentre dal carbone e dalle ceneri del suo legno si ricavavano unguenti utili contro le infiammazioni, con particolari proprietà balsamiche ed espettoranti.

I frutti potevano essere tostati e utilizzati per ottenere una bevanda calda con un processo simile a quello del nostro caffè.

 

Il faggio è ricco di ferro, calcio, potassio, tannini, flavonoidi, creosoli e fenoli, minerali e elementi essenziali al nostro organismo e come aiuto nella lotta ai radicali liberi .

Le gemme hanno proprietà stimolanti le cellule epatiche, come coadiuvanti nella riduzione del colesterolo, come diuretici e stimolanti renali,difatti è indicata insufficienza renale, litiasi renale, ed anche obesità da ritenzione idrica, frena la produzione d’istamina e quindi è adatto per le allergie.

 

 

Il Faggio in floriterapia

Il faggio è un albero raffinato e quasi perfetto: possiede un legno con grandi venature e senza nodi che può essere lucidato con ottimi risultati, la corteccia è liscia, le foglie sono eleganti, pieghettate, di un verde intenso. Tuttavia, la tendenza al perfezionismo può a volte trasformarsi in un atteggiamento critico o intollerante, come quello che caratterizza il soggetto Beech nello stato disarmonico. Bach disse in merito a questa pianta:
”Per coloro che sentono il bisogno di vedere più bontà e più bellezza in tutto quanto li circonda, e, sebbene molte cose appaiono sbagliate, riescono a cogliere quello che c’è di buono in esse. Questo, al fine di essere più tolleranti, più comprensivi e più miti nei confronti di ogni creatura e dei modi in essa sta lavorando per arrivare alla sua perfezione finale”.

DiAlessandra Zarone

Le malattie tiroidee secondo la Spagyria

In questo articolo analizzeremo le malattie tiroidee secondo la Spagyria.

Vengono definite sotto influsso di Marte, pianeta della forza che nel mondo gestisce l’azione, il Fuoco, forza che si dirige verso uno scopo ben preciso sia a livello fisico che psichico. Marte è dunque presente nell’organo tiroideo e paratiroideo, la cui importanza è fondamentale per il tono dell’organismo, per il sistema nervoso e muscolare.
Le paratiroidi hanno il compito di coagulare il sangue, di trasmettere gli impulsi nervosi, di garantire durezza alle ossa, di mantenere l’equilibrio tra calcio e fosforo al’interno del sangue.

Le paratiroidi possono essere iperattive o ipoattive. Le iperattive si manifestano nel corpo con ipersensibilità, pizzicore agli arti, fragilità delle unghie, denti che si cariano facilmente, pelle rugosa o che si squama, difatti il paratormone darà in questo caso fragilità ossea, mentre il calcio ,riversandosi nel sangue, si depositerà nei reni, formando i calcoli. Di conseguenza, la persona si sentirà stanca, avrà difficoltà digestive e turbe della psiche.
Saranno necessarie piante stomachiche, diuretiche e del sistema nervoso.

Il ruolo essenziale della tiroxina

La tiroxina, un ormone rilasciato dlala tiroide, assume un’importanza fondamentale nell’equilibrio psiche-soma, poiché:

  • Agisce sul cuore accelerando le pulsazioni e facendo scorrere più velocemente il sangue.
  • Assicura una produzione equilibrata di globuli rossi.
  • Permette la contrazione dei muscoli.
  • Stimola la muscolatura liscia intestinale.
  • Garantisce la buona funzionalità delle ghiandole surrenali.

 

 

Le malattie tiroidee: le caratteristiche dell’Ipotiroidismo

Frequente stanchezza, eccesso di mixedema con conseguente alterazione tra cellule e capillari sanguigni,cattiva ossigenazione cellulare.
Affaticamento cardiaco, contrazioni indebolite, ridotta quantità di sangue nelle arterie.
Pallore cutaneo, fragilità dei capelli, collo taurino, secchezza della cute, pressione bassa,bradicardia,poca resistenza al freddo,aumento del colesterolo.

 

Le malattie tiroidee: le caratteristiche dell’Ipertiroidismo

 

Caratteristiche dell’ Ipertiroidismo:

Ansia, sudorazione abbondante, capelli sottili e diradati, riduzione della massa muscolare, magrezza, gozzo, esoftalmo.

Le piante marziane agiscono per analogia e sono cardiotoniche, equilibrano la pressione arteriosa, curano le dermatiti, riducono il colesterolo nel sangue, hanno azione tonificante .

DiAlessandra Zarone

Utilizzi della Lavanda in Floriterapia e Spagyria

La sua spiga è considerata un amuleto che protegge da disgrazie, ossessioni e demoni ed è anche un talismano che propizia,si dice, prosperità e fecondità grazie alle numerosissime punte terminali.
In Cabilia le donne le attribuiscono la proprietà di preservarle dalle sevizie del marito: «Salute, lavanda» cantano. «Gli uomini ti hanno chiamato lavanda (amezzir); io ti chiamo il caid vizir. Chiedo che mio marito non mi batta, non possa farmi niente di male.»

A Roma nella magica notte giovannea ci si muniva della spighetta per allontanare le streghe che, se avessero avuto l’ingenuità di avvicinarsi a una persona munita di questo amuleto, sarebbero state costrette a contarne i fili e i chicchi e – come accadeva con le scope di saggina poste di fronte agli usci di casa – prima di finire quella lunghissima conta sarebbero state sorprese dall’aurora, per loro nefasta,che le avrebbe costrette alla fuga.
La lavanda è l’essenza astrale del segno dell’Ariete: tende ad addolcirne il carattere impulsivo e irruente, e quindi a eliminare i contrasti e ad allontanare i pericoli. Crea intorno al soggetto un’aura dolcemente luminosa, attraendo energie esterne favorevoli.

 

Utilizzi della Lavanda in Floriterapia

La Lavanda ha funzionalità mercuriana e lunare, è un analgesico e calma l’eccitabilità .E’ utile nei casi di irritabilità, spasmi, insonnia, malinconia, nevrastenia, aiuta le digestioni lente, si utilizza in caso di meteorismo e atonia intestinale. Combatte mercurianamente le affezioni respiratorie, tossi, bronchiti, tubercolosi, parassiti intestinali, è un antisettico naturale anche in caso di pidocchi, eczemi, piaghe, ulcere, scottature,dermatiti.
Nel linguaggio dei fiori può significare due sentimenti opposti secondo il contesto: da un lato dice: «Il tuo ricordo è la mia unica, serena felicità», dall’altro, per motivi che poco si addicono alla piantina: «Diffido di te».

 

 

L’essenza floreale di Lavanda

Sintomi di squilibrio: nervosismo, tensione al collo, emicranie, iperstimolazione delle energie spirituali che provoca uno svuotamento del corpo fisico, insonnia, malattie nervose.
Equilibrio: sensibilità spirituale, consapevolezza altamente raffinata.
Nervosismo e iperstimolazione provocano stanchezza e senso di svuotamento. Sono persone che non riescono a staccare la spina, hanno energia fisica che non riescono a scaricare. Sono “tesi come una corda” e questo provoca insonnia, mal di testa, tensione nel collo e nelle spalle, malattie nervose. Il fiore dona la pace dell’anima e insegna a moderare e regolare le proprie energie.