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DiAlessandra Zarone

Curarsi con le piante: le proprietà dell’Astragalo

Curarsi con le piante presuppone la conoscenza approfondita delle proprietà delle stesse. L’ Astragalo è una pianta perenne, alta fino 1,5 metri, originaria del nord della Cina e di alcune zone a grande altitudine come il Tibet.

 

Nonostante sia praticata la raccolta delle piante spontanee, viene ampiamente coltivata sia in Cina che negli Stati Uniti.
Le radici sono raccolte da piante di 4-7 anni, in primavera o in autunno dolce, simile al fagiolo.
Il nome cinese dell’ Astragalo, huang qi, significa ”energia gialla” e suggerisce il suo importante ruolo nella stimolazione dell’organismo debilitato o affaticato.

In Cina si crede che esso riscaldi e dia tono al Wei qi, l’energia di protezione superficiale che circola al di sotto della pelle, aiutando il corpo ad adattarsi alle influenze esterne, specialmente al freddo. L’Astragalo, infatti, innalza l’immunoresistenza e, manifestamente, migliora le difese dell’organismo contro agenti virali e batterici, prevenendo le malattie da raffreddamento e l’ influenza, abbreviandone il decorso ed evitando le ricadute.

 

Curarsi con le piante: la radice di Astragalo

Le radici di Astragalo contengono numerosi principi attivi, quali saponine triterpeniche (astragalosidi I-VIII, acetilastragaloside, soyasaponina I, isoastragalosidi I-II ecc.), polisaccaridi (astragalani IIII,AG1, AG2, AH1 e AH2 ecc.), flavonoidi (canferolo, quercetina, isoramnetina, calicosina, formonetina, cumatachenina ecc.), aminoacidi liberi (asparagina, acido glutamico, canavanina, prolina,arginina, acido β aminobutirrico, acido aspartico ecc.) e più di 20 minerali in tracce (magnesio, ferro, rame, zinco, rubidio, cromo ecc.).

I componenti coinvolti nella stimolazione del sistema immunitario sembrano essere soprattutto alcuni polisaccaridi e anche delle saponine.

 

 

L’ Astragalo stimola la produzione di interferone, una proteina che ostacola la moltiplicazione dei virus, attraverso il blocco della loro capacità di riprodursi all’interno delle cellule dell’ospite.

Gli estratti a base di Astragalo fanno aumentare il numero delle cellule Natural Killer (NK), che circolano nel sangue e nella linfa, col compito di distruggere un.ampia gamma di invasori, comprese le cellule tumorali e quelle infettate dai virus. E stato osservato che gli astragalani determinano un aumento della citotossicità dei NK di circa sei volte rispetto al controllo.
In Cina l’Astragalo viene somministrato a pazienti anziani per migliorarne le difese immunitarie. La pianta sembra attivare la funzione delle cellule B e aumentare i livelli di IgM, che generalmente tendono a diminuire con l”età.

 

Le proprietà anticancerogene dell’Astragalo

Ricerche preliminari suggeriscono che l’Astragalo possiede anche proprietà anticancerogene. Alcuni studi, condotti su pazienti affetti da cancro, dimostrano che un estratto acquoso della radice della pianta è in grado di ripristinare o incrementare l’attività delle cellule T e di far crescere la velocità di maturazione dei linfociti.

L’Astragalo stimola anche l’attività delle cellule T-helper, che coordinano la risposta immunitaria, attraverso la riduzione dei livelli eccessivi di soppressori, quindi con una modalità di azione simile a quella di alcuni chemioterapici, ma priva di pericolosi effetti collaterali.

Dosaggio:

4-7 g al giorno di radice essiccata o la dose corrispondente delle varie preparazioni, per un trattamento non eccedente le 8 settimane consecutive.Il trattamento può essere ripetuto dopo un breve periodo di pausa.

Controindicazioni:

L’Astragalo è considerato una pianta sicura e ben tollerata, e non se ne conoscono effetti mutageni. Non è raccomandata la somministrazione di questa droga in gravidanza o durante l’allattamento, perché non sono disponibili dati riguardanti i suoi effetti sulla donna, sul feto e sul lattante.

DiAlessandra Zarone

Proprietà terapeutiche del Biancospino

Innumerevoli proprietà terapeutiche sono riconosciute al biancospino.

Il biancospino comune (Crataegus monogyna) è un arbusto, ramificato e dotato di spine, appartenente alla famiglia delle Rosaceae.

Proprietà terapeutiche e disturbi che possono essere curati con il biancospino

Il biancospino è indicato per la cura dei seguenti disturbi:

  • Disturbi funzionali del cuore, dovuti allo stress; per questi disturbi, il biancospino è più efficace della stessa digitale.
  • Disturbi cardiaci dovuti alla vecchiaia.
  • La miocardite.
  • L’arteriosclerosi.
  • Disturbi cardiaci di origine nervosa (pseudoangina pectoris).
  • Vizi valvolari.
  • Edema polmonare.
  • Coronaropatie.
  • Cardiodilatazione.
  • Cuore adiposo.

 

 

 

Proprietà terapeutiche della miscela

Per questi disturbi, il biancospino può essere preso da solo, come indicato sopra, oppure in una miscela, assieme alla cardiaca e alla melissa, secondo i seguenti rapporti ponderali: biancospino 50 gr., cardiaca 25 gr.,melissa 25 gr.. Fate bollire mezzo litro d’acqua, spegnete, aggiungete 2 cucchiaini della miscela, filtrate dopo 3 minuti. Bevetene un quarto nella mattinata, e un quarto nel pomeriggio, a sorsi. Se volete addolcire, aggiungete un cucchiaino abbondante di miele alla tisana, quando ha raggiunto la temperatura ambiente.

DiAlessandra Zarone

Antichi rimedi erboristici e moderna floriterapia

In questo articolo vedremo venti antichi rimedi erboristici, come la Borragine e altri rimedi seicenteschi.

Borage – Borragine:

Era chiamata anche “lingua di bue”, pianta dominata da Giove, sotto il segno del Leone, le foglie erano utilizzate per dissipare umori putrescenti, febbri pestilenziali, era un tonico cardiaco, rimedio anti-veleno. I semi aumentavano il latte materno. Le foglie fresche allontanavano la malinconia, purificavano il sangue, dissipavano le febbri, raffreddavano il sangue. Usata per ittero, pruriti, vermi, eczema.

I fiori canditi erano un ricostituente per i convalescenti, dopo lunghe malattie, per lenire i “tormenti del cuore”. L’acqua distillata con tale erba, leniva il bruciore oculare. Non si usava mai la pianta essiccata. Le ceneri bollite con acqua e miele curavano le infiammazioni, le ulcerazioni della bocca, condensavano il flegma, riducendo l’eccesso d’acqua, diminuivano reumatismi e infiammazioni polmonari.

 

Gli antichi rimedi erboristici sotto forma di essenza: l’essenza floreale di Borragine

Essenza floreale di Borage :

Promuove l’ottimismo e l’entusiasmo di una persona che ha sofferto oneri sperimentato nel cuore.

La borragine è un rimedio per la pesantezza del cuore, portando leggerezza e flessibilità. Dioscoride stesso nella sua” Materia Medica” dice che la Borragine “rallegra il cuore e aiuta gli spiriti cadenti ‘.

 

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Una pianta per curare i problemi dello stomaco

Bugloss – Anchusa azurea o Echium plantagineum:

Utilizzata oggi come antitosse, depurativa, diaforetica e diuretica. Se ne usa la pianta secca,nella cura delle infiammazioni. Era indicato per problematiche connesse allo stomaco, quali inappetenza, difficoltà digestive, si indicava innanzitutto di eliminare l’eccesso di flegma nero, ossia le moderne tossine e scorie .

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Essenza floreale di Bugloss, PURPLE VIPER’S BUGLOSS – Echium plantagineum:

Questa essenza consente di affrontare dolcemente tempi di grandi sconvolgimenti, di transizione e di cambiamento spirituale. Mentre le foglie e gambo sono grezzi, grossolani e coperto di punte delicati, i fiori stessi sono morbido e delicato con i colori che sono caldi e solidale. Questa essenza è simbolicamente “un abbraccio sicuro”. Si prende cura della persona e la avvolge amorevolmente quando si sente disorientata e tutto attorno sembra capovolto.

 

Il rimedio erboristico dominato da Venere: l’Artemisia

Mugwort – Artemisia :

Dominata da Venere, governa i segni Toro e Bilancia, era utilizzata in decotto facilitare il ciclo mestruale, il parto, in caso di infiammazioni dell’utero, calcoli alle vie urinarie. La polvere essiccata, mescolata a grasso d’oca veniva utilizzata per sciogliere noduli tiroidei, cisti al collo. Il succo di Artemisia era considerato un antidolorifico migliore dell’oppio.La polvere essiccata e mescolata a vino, si utilizzava nei rimedi della sciatica, era dunque un antidolorifico,ed antinevralgico.
Un decotto molto efficace per crampi e dolori nevralgici era composto da Artemisia, Camomilla, Agrimonia.

Olio di Artemisia e polvere di Pistacia (P. Lentiscus):

Per purificare il fegato si indicava l’utilizzo di olio di Artemisia e polvere di Pistacia, chiamata in Inglese seicentesco, Mastich.
L’uso farmacologico e medicinale di Pistacia è vario. La resina è stata utilizzata nel cancro, infezioni, ferite chirurgiche adesione, e ulcere. Gli studi documentano anche il suo uso come un antiossidante e un insetticida, e per il trattamento del colesterolo alto, malattia di Crohn, il diabete, ipertensione.

 

Rimedi erboristici per l’emotività: l’essenza di Mugwort

Essenza floreale di Mugwort:

E’ indicata per chi ha tendenza a isterismo o emotività, per chi ha una vita psichica eccessivamente attiva senza contatto con il mondo fisico
L’essenza riporta equilibrio psichico, ricettività, consapevolezza dei sogni, maggior comprensione riguardo alle questioni della vita quotidiana.

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Due ottimi rimedi erboristici: Timo e Angelica

Timo:

Timo, pianta di Venere, domina il segno dell’Ariete. Era utile per coliche epatiche, rafforzava i polmoni, era indicato per la crescita dei bambini, per l’asma, purificava dall’eccesso di catarri corporei, flegma nero, parassiti intestinali, aiutava nel parto, riduceva i dolori di sciatica, le infiammazioni della milza, dovute ad eccesso di umidità, la gotta, crampi, dolori, cefalee, era utilizzato per disperdere l’eccesso di vento corporeo e rinforzare i reni, espellere i calcoli .

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Essenza floreale di Timo: Thymus citriodorus argentea:

Aiuta a intensificare i nostri sensi ad essere più ricettivi alle informazioni che ci circondano, migliora le nostre scelte e le risposte alla vita ogni qualvolta i nostri sensi superiori sono state disattivati o diminuiti. Timo ci ricorda quei sensi e ci porta ad un nuovo livello di conoscenza. Aiuta a connetterci con nuovi regni e dimensioni e scoprire nuovi talenti

Angelica:

Pianta che fioriva in ogni giardino seicentesco inglese, è sotto il dominio di Sole e Leone, si consigliava di raccoglierla con la luna piena, nell’ora di Giove. Veniva utilizzata per tutte le epidemie saturnine, per gli avvelenamenti, come tonico cardiaco e sanguigno, pestilenze, si indicava di assumerne la polvere di radice, in dose 4 dracme, con acqua. La radice candita si utilizzava nei periodi di epidemie. Era indicata anche come pianta stomachica, per aumentare il fuoco digestivo, si utilizzava la polvere mescolata a vino, anche in caso di mal di stomaco, colpi di freddo, in caso di eccesso di umidità corporea, che nella Medicina Cinese si colloca nelle patologie della Quinta Stagione, in cui l’organo più esposto è la Milza.
L’Angelica veniva utilizzata in sciroppo ( steli) anche per problematiche polmonari: pleurite, tosse, tisi, asma, coliche, per provocare il mestruo e facilitare il parto, espellere i calcoli urani e ridurre i bruciori, gonfiori intestinali. Il succo di tale pianta migliorava la vista e la sordità,veniva applicato su ferite ulcerose. Il cataplasma di Angelica curava i morsi di cani rabbiosi e serpenti. La radice ridotta in polvere rimarginava le ferite profonde.

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Essenza floreale di Angelica :

Offre la forza divina di connettersi con il mondo fisico portando equilibrio per l’anima. L’essenza ancora l’individuo alla terra, radica, dà energia ai primi chakra, grazie alla compattezza e robustezza delle sue radici. È usato per coloro che sono demoralizzati.
Sintomi di squilibrio: cuore contratto per dolore, pesantezza del vivere, tristezza, scoraggiamento, sconforto.
Equilibrio: energie del cuore vivaci, ottimismo, coraggio, entusiasmo a causa di alte frequenze nel loro corpo, o per coloro che desiderano trovare una guida pratica attraverso la pratica spirituale.

DiAlessandra Zarone

Le proprietà della Graviola – Annona muricata

In  questo articolo vedremo le proprietà della Graviola.

La Graviola, pianta indigena delle regioni della foresta pluviale, è una latifoglia, albero sempreverde che produce fiori e frutti. Gli alberi crescono in zone con elevata umidità e inverni temperati caldi, tra cui Cuba, Messico, Sud America, America Centrale e Caraibi. latino, Annona Muricata. I nomi comuni associati con Graviola includono: Soursop ,Guanzate, Corossol, zampa zampa brasiliano, Guanavana.

 

 

La Graviola appartiene alla specie muricata di alberi, che è classificato nella suddivisione Annona della famiglia albero Annonaceae. La designazione Soursop è in realtà il nome del frutto prodotto dalla Graviola. Il frutto appare in grandi forme, a forma di cuore con un giallo-verde, la pelle bianca e appuntita interno carnoso. Proprio come dice il nome del frutto è piuttosto acida con un gusto che ricorda un mix di fragola e ananas. Non diversamente da altri tipi di frutta, Soursop contiene vitamine e minerali essenziali che rendono un sano aggiunta alla dieta di nessuno.

 

 

Le proprietà della Graviola

Il principio attivo di questa frutto guarisce in caso di infezioni fungine, infezioni batteriche e parassiti intestinali. Abbassa la pressione sanguigna e nel trattamento della depressione e lo stress. Ciò è dimostrato in esperimento scientifico pubblicato nel dicembre 2008 del “Journal of Dietary Supplements” condotto dai ricercatori statunitensi Lana Dvorkin-Camiel e Julia S. Whelan, è emerso che la Graviola è efficace contro i parassiti Leishmania braziliensis, Leishmania panamensis, Nippostrongylus braziliensis, Artemia salina e Trichomonas vaginalis, così come contro il virus Herpes simplex.

 

La Graviola ha proprietà antinfiammatorie, è utile in caso di diabete, come dimostra uno studio pubblicato sulJournal of traditional Alternative African Medicine del 2008 Nel test su ratti diabetici, gli autori dello studio hanno determinato che la Graviola può aiutare a controllare il diabete abbassando i livelli di zucchero nel sangue.
La Graviola può aiutare a combattere l’herpes simplex virus -1 (il virus che causa l’herpes labiale), secondo uno studio di laboratorio pubblicato nelJournal of Ethnofarmacology nel 1998.
La Graviola è un rimedio naturale per depressione e febbre, favorisce il rilassamento, stimola la digestione, è utile nel trattamento dell’artrite.

 

 

Contiene un alto livello di carboidrati e fruttosio, che è uno zucchero naturale. Livelli significativi di vitamine B1, B2 e C .

 

Proprietà benefiche dei semi, dei decotti e del succo di Graviola e loro utilizzo nel mondo

Le popolazioni indigene fanno uso da sempre di questa pianta:
I semi di Graviola polverizzati sono usati come astringenti della pelle, per uccidere cimici e pidocchi e per ridurre gli spasmi muscolari. Decotti a base di foglie di Graviola sono utilizzate per una vasta gamma di rimedi trattamento, alcuni dei quali comprendono: Alleviare il dolore da artrite, ridurre l’infiammazione delle articolazioni, ridurre l’infiammazione nei passaggi nasali e delle vie respiratorie nel suo complesso, come tranquillante o sedativo, per trattare la pelle in caso di eczema.
Il succo del frutto Graviola o Soursop è spesso usato come un diuretico. Le persone che risiedono all’interno del Sud America, le regioni America Centrale e Messico utilizzano anche il succo per lo scorbuto e la dissenteria.
In Messico, la Colombia, il Venezuela, e Harar (Etiopia), è spesso utilizzato per dessert come unico ingrediente, o come Agua Fresca, una bevanda; in Colombia e Venezuela, è un frutto per fare succhi,mescolato con il latte.
In Indonesia sirsak, la Graviola è l’ingrediente base per un dolce. Graviola è anche un ingrediente comune per la produzione di succhi di frutta freschi che vengono venduti dai venditori di cibo di strada.
Nelle Filippine, si chiama guyabano, e deriva dallo spagnoloGuanabana. Si mangia maturo, o viene usato per fare succhi di frutta, frullati o gelati. A volte, usano la foglia per intenerire la carne. In Vietnam questo frutto è chiamatoMang Cau Xiemnel sud, o Mang CAU a nord, ed è usato per fare frullati, o mangiato fresco.
In Cambogia, questo frutto è chiamato tearb barung, letteralmente “crema di frutto di mella occidentale.”In Malesia, è conosciuto durian Belanda e in Malesia orientale in particolare tra i Dusun, popolo di Sabah, è conosciuto localmente comelampun.Comunemente si mangia crudo, quando maturo, o utilizzato come uno degli ingredienti in Ais Kacang o Ais Batu Campur. Di solito i frutti sono presi dall’albero quando maturano e vengono lasciati maturare in un angolo buio.Ha un fiore bianco con un profumo molto gradevole, soprattutto al mattino.
Per le persone in Brunei Darussalam questo frutto è popolarmente conosciuto come “Durian Salat”, ampiamente disponibile e facilmente piantato.

 

 

 

Controindicazioni della Graviola

Gli studi dimostrano che gli alcaloidi presenti nella Graviola potrebbero avere effetti nocivi sul sistema nervoso. Una classe di sostanze chimiche presenti naturalmente, alcaloidi sono per lo più costituito da atomi di azoto.
In un rapporto pubblicato nel Movement Disorders Journal nel 2002, per esempio, gli scienziati hanno determinato che gli alcaloidi estratti da graviola possono alterare la funzione e la sopravvivenza delle cellule nervose e – a sua volta – forse contribuire allo sviluppo di disturbi del movimento simile al morbo di Parkinson.
Dati gli effetti potenzialmente nocivi del consumo di graviola, è fondamentale consultare il proprio medico prima di utilizzare gli integratori che contengono questa erba.

DiAlessandra Zarone

Come curarsi con i rimedi naturali: ortaggi e decotti antitumorali

In questo articolo vedremo come curarsi con i rimedi naturali, nel dettaglio con ortaggi e decotti antitumorali.

Le Crocifere, crude e centrifugate, quali:

Brassica oleracea (Cavolo), Brassica oleracea capitata (Cavolo Cappuccio), Brassica oleracea bullata (Cavoletti di Bruxelles), Brassica oleracea botrytis (Cavolfiore), Brassica oleracea botrytis aut italica (Broccoli), Brassica rapa (Rapa), Raphanus sativus parvus (Ravanello), possiedono particolari sostanze anti-neoplastiche, in particolare gli Isotiocianati-vit. B17 (inibizione di crescita e sviluppo di tumori), Indoli, Glucosinolati, Ditioltioni. E’ una famiglia di piante curative verso molte patologie, non solo nei confronti dei tumori umani.

 

 

Valnet enumerava, per questa famiglia di piante, fino ad 80 patologie diverse, e in particolare consigliava di assumere centrifugati di cavolo crudo biologico. Interessante anche l’impiego delle foglie di Cavolo in modalità di cura che richiamano in particolare l’impiego delle foglie di Aloe arborescens. Le stesse terapie di Gerson e di Breuss facevano ampio ricorso a queste piante. Sempre in merito alle Brassicacee, Plinio il Vecchio giunse ad affermare che grazie a queste piante, i Romani poterono fare a meno dell’opera dei medici per almeno 6 secoli di guerre…

 

Preparazione di un decotto (il decotto d’erbe di rene Caisse)

Il decotto d’erbe di Rene Caisse:

Radice di Arctium lappa, Rumex acetosa, corteccia di Ulmus rubra, radice di Rheum palmatum.
Le proporzioni di questi 4 ingredienti sono in multipli di 4 : 1 parte di radice di Rheum
palmatum, 4 parti di Ulmus rubra, 16 parti di Rumex acetosa, 24 parti di radice di Arctium lappa.Secondo l’autore del presente lavoro, si potrebbe sostituire l’Ulmus rubra con la Betula alba.

Preparazione :

1) Si prendono 100 grammi TOTALI di queste erbe e si immergono in 5 litri di acqua in una pentola d’acciaio inox di almeno 10 litri di capienza.

2) Si porta ad ebollizione facendo bollire il tutto per 12 minuti, con la pentola chiusa.
3) Si spegne il fuoco e si immergono le erbe che fossero rimaste attaccate alle pareti della pentola.
4) Si rimette il coperchio e si lascia riposare per almeno 6 ore o per tutta la notte.
5) Si rimuove il coperchio e si dà una rimescolata.
6) Si riporta sul fuoco fin quasi alla bollitura ma senza far bollire di nuovo la tisana.
7) Si aspetta che le erbe si depositino sul fondo e si versa il contenuto ancora caldo in 4-5 bottiglie da un litro ciascuna, possibilmente sterilizzate in precedenza.
8) Analogamente all’Aloe arborescens, conservare i preparati al buio e in frigorifero.

Le dosi consigliate sono le seguenti:

8 cucchiai grandi da minestra 3 volte al giorno, a digiuno, da aggiungere in bicchiere con acqua calda per rendere tiepida la bevanda. Se viene indotta la risposta immunitaria, iniziare la fase di mantenimento con 4 cucchiai grandi da minestra al giorno, a digiuno.

Nota: per digiuno si intende: 1 ora prima dei pasti, oppure due ore dopo i pasti.

 

 

 

Come curarsi con i rimedi naturali con le migliorie apportate da De Sylva

La formula di Renè Caisse è stata in seguito migliorata da De Sylva (definita “Caisse Formula”), aggiungendo in questo preparato altre tre piante:
corteccia di Xantoxilum fraxineum, foglie di Plantago major e fiori di Trifolium rubeus: essa sembrerebbe più efficace di quella basata sulle sole 4 erbe.
Si prepara in piccole boccette, da versare poi con un cucchiaino da The in tazza, aggiungendo acqua bollente, attendendo 15 minuti (contro i tre minuti del The verde), trascorsi i quali si filtra (o si lascia il deposito sul fondo) e si assume come un normalissimo The.
Una boccettina dura dai 15 giorni ai due mesi, a seconda delle dosi assunte; le dosi consigliate sono di un cucchiaino raso da The quattro volte al giorno per forme gravi di tumore.
Per il mantenimento dell’eventuale stato di remissione dalla malattia, le dosi da dare sono di due volte al giorno.

 

Gli effetti antitumorali di alcune piante: l’Arctium Iappa

La formula di Hoxsey:

Arctium lappa,Glycyrrhiza glabra, Berberis vulgaris, Xanthoxilum fraxineuem, Trifolium rubeus, Alchimilla vulgaris, Larrea mexicana, Rhamnus sagrada o purshiana, Ioduro di Potassio.

Le più recenti ricerche sulla Arctium lappa hanno permesso d’isolare importanti principi attivi aventi azione inibitrice nei confronti delle cellule tumorali, e con azione antimutagena.
Grazie alla presenza di Inulina (fino al 45%) e di mucillagini, la radice di Arctium lappa agisce a livello intestinale, favorendo nel colon la crescita del Bifidobacterium, saprofita ad azione antimicotica. La pianta ha inoltre un potente effetto detossificante e depurativo sia a livello ematico che epatico; ciò avviene per la quantità dei principi amari contenuti nelle radici, che stimolano i processi di demolizione e di assimilazione degli alimenti, promuovendo l’eliminazione delle scorie metaboliche. I principi attivi inoltre agiscono sul fegato attraverso una migliorata secrezione e un maggior deflusso di bile, svolgendo quindi un’importante azione coleretica e colagoga.
La Glycyrrhiza glabra abbassa notevolmente la produzione di perossido d’Idrogeno, di Superossido e di radicali idrossili da parte dei neutrofili (effetto anti-infiammatorio, antiulcerogenico,anti-microbico e anti-ossidante); essa è anche in grado d’inibire l’insorgenza di tumori cutanei in animali da esperimento; tra i suoi composti è stato individuato un potente stimolatore della secrezione d’Interferone, denominato SNMC; Infine, l’acido glicirrizico e gli acidi 18a- e 18b-glicirretinico hanno dimostrato proprietà anti-mutagena.

 

 

Il Trifolium species (Trifolium rubeus, repens, pratensae) è oggi inquinato da Trifolium species OGM, arricchite con tutti e 9 gli aminoacidi essenziali : ciò rende addirittura controindicato il suo impiego in terapia anti-cancro.

Formula di Rudolf Breuss:

3 etti di Beta vulgaris cruenta (Barbabietola rossa), 1 etto di Carote crude biologiche (Daucus carota), 1 etto di tubero di Meum mutellina (Sedano di Monte, Levistico) o di Sedano selvatico (Apium graveolens), 30 grammi di Rafano (Cochlearia armoracia), 1 etto di decotto di bucce di Patate (Solanum tuberosum bevute fredde; secondo l’autore tedesco è necessario durante tutto il periodo di cura evitare di mangiare altro cibo e le stesse componenti del suo preparato devono essere bevute, cioè devono essere prive di residui solidi: pertanto le Verdure devono essere centrifugate, filtrate attraverso un filtro fine o un telo di lino.
E’ preferibile, secondo l’autore tedesco, usare una manciata di scorze crude di Patata, fatte bollire per 4 minuti in 2 tazze d’acqua, piuttosto che usare un etto di Patata intera. Egli, infine, raccomanda l’uso d’insalivare bene prima d’inghiottire: fatto quest’ultimo di riconosciuto valore medico data l’importanza degli enzimi salivari nella digestione.

Nota: non consumare l’Apium graveolens (Sedano selvatico, Appio dolce, Appio palustre) se fresco Salvia officinalis , Hypericum perforatum, Mentha piperita e Melissa officinalis.

 

Altri rimedi naturali: la Salvia officinalis e la Melissa officinalis

Salvia officinalis:

Viene lasciata in infusione in acqua bollente per non oltre 3 minuti (come il The verde), mettendo 1-2 cucchiaini in mezzo litro di acqua bollente; trascorsi i 3 minuti, si aggiunge Hypericum perforatum, Mentha piperita, Melissa officinalis e si lascia in infusione per altri 10 minuti. Mischiare ancora e poi bere, con dosaggi decisi in base a criterio medico.
Dalle foglie di Salvia officinalis sono stati isolati Flavonoidi, Fenoli, acidi ossitriterpenici, Diterpeni, Tannini catechici, alfa e beta-Pinene, Canfene, beta-Mircene, alfa-Terpiene, Limonene, Eucaliptolo, gamma-Terpinene, Linalolo, etc..Induce apoptosi (caspasi 3) in epatocarcinoma e altri tumori .
Dalla Melissa officinalis sono state isolate essenze, alcoli, acidi fenolici, Triperpeni, Flavonoidi,Tannini catechinici, vitamine B1 e B2, sali minerali; svolge anche un’interessante azione antiormonale (inibizione del TSH); sospettata anche induzione di apoptosi selettiva in cellule di glioma.
L’Hypericum perforatum, secondo recenti lavori, sembrerebbe indurre apoptosi selettiva in cellule di Linfoma umano a cellule T.

Tisana di Maria Treban:

Equisetum arvense, Calendula officinalis, Achillea millefolium aut filipendulina, Urtica dioica,Rumex acetosa.

Tisana di Melisse (Melissa monarda e Melissa officinalis):

Salvo parere medico contrario, lasciare in infusione in acqua bollente per 10 minuti una dose da mezzo cucchiaio grande. Sembrerebbe efficace su gliomi.

 

Altri infusi con proprietà antitumorali

Infuso misto di Calendula officinalis e di Achillea millefolium aut filipendulina con Amaro svedese.

Infuso di Alchimilla alpina e Alchimilla vulgaris con Urtica dioica e Lamium album (Ortica bianca):salvo parere medico contrario, lasciare in infusione in acqua bollente per 10 minuti una dose complessiva da 1 cucchiaio grande.

Preparato di Pimpinella major (Tragosellino, Pimpinella):

Per gargarismi (sospettata di agire su tumori del cavo orale): salvo parere medico contrario, lasciare in infusione in acqua bollente per 3 minuti una dose complessiva da 1 cucchiaio grande. Ingoiare comunque dopo il gargarismo.

Macerato di Acorus calamus (Calamo aromatico, Acoro): sembrerebbe agire su carcinomi gastrici; è una tisana a freddo (macerazione in acqua fredda).

Tisana di Salvia officinalis (circa 1 litro), mista a fiori di Equisetum arvense (bolliti per 10 minuti) e/o fiori di Trigonella foenum graecum (dati per sola infusione): sembrerebbe agire su linfomi,leucemie e tumore del pancreas. E’ comunque certo che l’Equisetum arvense stimola l’ematopoiesi,e che agisce efficacemente quasi quanto la cartilagine di Squalo sui processi degenerativi della cartilagine e delle ossa (artrite, artorsi, etcc); potrebbe forse indurre un controllo angiogenico sui vasi neoformati, analogamente a quanto già dimostrato dalla cartilagine di squalo.

 

Altre piante utili contro i tumori

Tisana di fiori di Epilobium parviflorum: sembrerebbe agire su tumori della vescica, prostata e,forse, testicoli.

Impacchi caldi di foglie di Plantago major per i melanomi (preferibile comunque l’impiego alternativo dell’Aloe arborescens, sia per impacco che, soprattutto, per assimilazione orale, data l’azione di Apoptosi indotta dall’Emodina).

L’Euspongia officinalis (Spugna di Mare): viene raccolta nel Mediterraneo, nel Mar Rosso, nell’Atlantico; sembrerebbe efficace nei confronti di Linfomi e di tumori tiroidei; contiene comunque Iodio, pertanto non può essere somministrata in pazienti a rischio di tireotossicosi, o comunque in soggetti in attesa di essere sottoposti a radioterapia metabolica con Iodio 131.

 

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Infuso di un cucchiaino (5 grammi) di sommità fiorite di Cnicus benedictus in una tazza bollente per 10 minuti. Dosaggio deciso in base a valutazione medica.

Decotto di radice (20 grammi) di Carlina acaulis per 1 litro d’acqua.

Stellaria media: Viene cucinata in maniera analoga agli spinaci

Decotto di radici (30 grammi) di Polygonum bistorta in 1 litro d’acqua. Portare a bollitura e lasciare bollire per 5 minuti. Dosaggio deciso in base a criterio medico.

Infuso Stachys Officinalis (Lavanda):

5-15 grammi di foglie di Stachys officinalis per mezzo litro d’acqua bollente .

Infuso di 20 grammi di Alliaria officinalis (tutta la pianta) per 1 litro d’acqua bollente.

Infuso di foglie di Hesperis matronalis per 1 litro d’acqua.10 minuti d’infusione.

Infuso di 10-12 grammi di Agrimonia eupatoria.

Decotto di radice di Enula campana; da 10 a 20 grammi per 1 litro di acqua.

Decotto di Ononis repens con infuso di semi di Foeniculum vulgare, salvo parere medico contrario:

20 grammi di radice di Ononis repens; 5 grammi di semi di Foeniculum vulgare; 1 litro d’acqua. Far bollire la radice di Ononis repens finché l’acqua si riduca ad ¼ del volume originario millilitri); quindi mettere in infusione i semi di Foeniculum vulgare nell’acqua bollente per 5 minuti. Scolare tutto e dare da bere 1 tazza ogni 2-3 ore.

Infuso di 1 cucchiaio di fiori freschi di Calendula officinalis lasciati per 10 minuti in una tazza d’acqua bollente, salvo parere medico contrario:

Far macerare 15 grammi di radice tagliata fine di Marasdenia condurango in 300 millilitri d’acqua. Bollire fino a ridurre l’acqua a 200 millilitri. Passare a caldo spremendo. 2-3 cucchiai grandi prima dei pasti, salvo parere medico contrario.

Infuso di radice di Polygonum aviculare :

Un cucchiaio da dessert per tazza d’acqua. Bollire 2 minuti, tenere in infusione 20 minuti.
Dosaggio deciso in base a criterio medico.

Decotto in 2 tempi di Triticum repens con aggiunta anche di radice di Rubia tinctorium (salvo parere medico contrario) e radice di Glycirrhiza glabra:

Far bollire 30 grammi di Triticum repens per 1 minuto. Buttare via l’acqua. Schiacciare il Triticum repens e farlo nuovamente bollire in 1.200 millilitri di acqua, fino a farla ridurre ad 1 litro. Aggiungere 60 grammi di radice di Glycirrhiza glabra e 15 grammi di radice di Rubia tinctorium.
Lasciare così in infusione per 20 minuti. Dosaggio deciso in base a criterio medico.

Drosera rotundifolia : si prende tutta la pianta. 15 grammi per 1 litro d’acqua (Infuso).

Infuso di 60 grammi di Marchantia polymorpha (pianta essicata), tritata in un litro di acqua. 2 bicchieri al giorno, salvo parere medico contrario.

Steli o pianta intera di Equisetum arvense:

Decotto di pianta intera FRESCA: 50-100 grammi / litro di acqua: bollire 30 minuti
Decotto di pianta intera SECCA: 10-20 grammi / litro di acqua: bollire 30 minuti

Infuso di Tanacetum balsamita e Chrysanthemum balsamita:

1 cucchiaio da dessert per tazza per 10 minuti, salvo parere medico contrario. Bere dopo i pasti.

Macerazione in 1 litro di aceto di Malus communis di : 10 grammi di Salvia officinalis, 10 grammi di Menta piperita:

Lasciare macerare 24 ore. Filtrare. Un sorso da 4 a 6 volte al giorno, salvo parere medico contrario. Infuso di 15 grammi di Lippia citriodora per 1 litro d’acqua (simile alla Melissa officinalis)

Decotto di Erica cinerea e Cullana vulgaris:

Una manciata di sommità fiorite per 1 litro d’acqua.
Bollire 3 minuti e tenere in infusione 10 minuti. Bere in 2 ore, salvo parere medico contrario.

Estratto fluido : 60 gocce di Erica cinerea + 50 gocce di Solidago virgaurea + 1 cucchiaio grande da minestra di : Estratto molle di stimmi di Zea mais (3 grammi); Estratto fluido di Rasperella (10 grammi); Sciroppo di Rubus idaeus (100 grammi), 300 millilitri di acqua.

Decotto di radici (una manciata) di Eryngium campestre in 1 litro d’acqua. Bollire 5 minuti. Bere in 2 giorni.

Decotto di radici (una manciata) di Eryngium maritimum in 1 litro d’acqua. Bollire 5 minuti

Infuso di Sysymbrium officinalis:

Un cucchiaio da dessert di pianta intera fresca per 10 minuti in tazza. 3-4 tazze al giorno;

Un cucchiaio da minestra ogni 2 ore di :

1) estratto fluido di Primula officinalis (50 gocce).

2) Sciroppo di Sysymbrium officinalis composto.

3) Idrolato di Tilia cordata, europaea, platyphilla, o vulgaris : 200 ml.

Sciroppo di Sysymbrium officinalis composto:

Una manciata di foglie e una manciata di fiori di Sysymbrium officinalis; 10 grammi di Glycirrhiza glabra, 1 litro d’acqua. Bollire e ridurre di 1/3. Passare. Aggiungere 200 grammi di Miele. Bollire a bagnomaria fino a consistenza di sciroppo. Prenderne alcuni cucchiai da minestra durante la giornata.

Per Leucemia:

20 grammi di Veronica officinalis
25 grammi di Filipendula ulmaria e Spiraea ulmaria
25 grammi di Galium aparine
30 grammi di Sambucus nigra (fiori)
25 grammi of Achillea millefolium
15 grammi di Hypericum perforatum
20 grammi di Artemisia abrotanum
15 grammi di Urtica dioica
30 grammi di Taraxacum officinalis
30 grammi di Calendula officinalis

Altre piante:

Aloe arborescens, piante brasiliane come: Simaruba amara, Physalis angulata, Scoparia dulcis, Petiveria alliacea, Schinus molle, Uncaria tomentosa.

Per altri tumori, una famosa pianta brasiliana è l’Annona muricata , spesso è associata ad altre erbe mediche (Mormodica charantia, Maytenus illicifolia, Physalis angulata,Scoparia dulcis, Guazuma ulmifolia, Uncaria tomentosa). L’Annona muricata è ancora sotto studio.

DiAlessandra Zarone

Come curarsi senza farmaci: le numerose proprietà del Faggio

Come curarsi senza farmaci utilizzando il Faggio.

Originario dal centro d’Europa, l’ovest della Russia e la zona del Caucaso, questo albero fiero, che può raggiungere i 30 metri, in Inghilterra veniva chiamato “madre della foresta”. ll Deus Fagus , “il divino faggio”, Beech, Sex Arbor , nelle iscrizioni dei Pirenei, e un dio anonimo rappresentato da una conifera su un altare a Tolosa, probabilmente scelto fra gli alberi liguri di culto, tale culto continuato dai Celti in epoca romana.

 

 

Eamhancholl, Beech, faggio, era conosciuto per la sua generosità, dava protezione e nutrimento, le sue ghiande erano mangiate e per non morire di fame, si facevano amuleti di buon auspicio da portare con sé. Era connesso al tempo, alla saggezza e al sapere scritto, con questa pianta si facevano legnetti con cui scrivere, chiamata dagli anglosassoni “Boc”, difatti i primi libri books furono scritti con i legnetti di faggio. Tutto ciò che veniva scritto acquisiva il potere magico degli dei, si scrivevano desideri o incantesimi su un pezzetto di corteccia e si bruciava il tutto, si credeva che ciò avrebbe realizzato il desiderio.

Mattioli riconosceva alle foglie del faggio proprietà astringenti. Queste, comuni a tutte le fagacee, sono in relazione alla presenza di tannini che si trovano in buona quantità nelle piante di questa famiglia.

 

Virtù benefiche del faggio

Legato al pianeta Saturno, stimola la concentrazione e lo sviluppo interiore.
Il faggio possiede molte virtù benefiche che influenzano positivamente sia la nostra psiche sia la nostra salute fisica.

 

La sua sola presenza è infatti in grado di trasmettere vibrazioni positive, una carica energetica che dona pacere e calma a chi gli sta intorno.

Queste vibrazioni pare abbiano anche effetti vivacizzanti sulla nostra creatività.

 

Come curarsi senza farmaci: infusi e decotti di faggio e gemme

La corteccia, il legno le foglie e i semi hanno proprietà astringenti, antisettiche, depurative e disinfettanti.

Sono ottimi infatti per impacchi depurativi per la pelle del viso o come astringenti per gli eccessi di sebo. Volendo preparare un infuso, troveremo molto gradita la sensazione rinfrescante, tonificante e calmante che è in grado di offrire. Ottima per le calde giornate estive.

Gli infusi di foglie di faggio venivano utilizzati per alleviare le scottature o le infiammazioni, così come per gli orzaioli o le infezioni alle vie respiratorie. Il decotto di corteccia serviva in caso di febbre mentre dal carbone e dalle ceneri del suo legno si ricavavano unguenti utili contro le infiammazioni, con particolari proprietà balsamiche ed espettoranti.

I frutti potevano essere tostati e utilizzati per ottenere una bevanda calda con un processo simile a quello del nostro caffè.

 

Il faggio è ricco di ferro, calcio, potassio, tannini, flavonoidi, creosoli e fenoli, minerali e elementi essenziali al nostro organismo e come aiuto nella lotta ai radicali liberi .

Le gemme hanno proprietà stimolanti le cellule epatiche, come coadiuvanti nella riduzione del colesterolo, come diuretici e stimolanti renali,difatti è indicata insufficienza renale, litiasi renale, ed anche obesità da ritenzione idrica, frena la produzione d’istamina e quindi è adatto per le allergie.

 

 

Il Faggio in floriterapia

Il faggio è un albero raffinato e quasi perfetto: possiede un legno con grandi venature e senza nodi che può essere lucidato con ottimi risultati, la corteccia è liscia, le foglie sono eleganti, pieghettate, di un verde intenso. Tuttavia, la tendenza al perfezionismo può a volte trasformarsi in un atteggiamento critico o intollerante, come quello che caratterizza il soggetto Beech nello stato disarmonico. Bach disse in merito a questa pianta:
”Per coloro che sentono il bisogno di vedere più bontà e più bellezza in tutto quanto li circonda, e, sebbene molte cose appaiono sbagliate, riescono a cogliere quello che c’è di buono in esse. Questo, al fine di essere più tolleranti, più comprensivi e più miti nei confronti di ogni creatura e dei modi in essa sta lavorando per arrivare alla sua perfezione finale”.

DiAlessandra Zarone

Le malattie tiroidee secondo la Spagyria

In questo articolo analizzeremo le malattie tiroidee secondo la Spagyria.

Vengono definite sotto influsso di Marte, pianeta della forza che nel mondo gestisce l’azione, il Fuoco, forza che si dirige verso uno scopo ben preciso sia a livello fisico che psichico. Marte è dunque presente nell’organo tiroideo e paratiroideo, la cui importanza è fondamentale per il tono dell’organismo, per il sistema nervoso e muscolare.
Le paratiroidi hanno il compito di coagulare il sangue, di trasmettere gli impulsi nervosi, di garantire durezza alle ossa, di mantenere l’equilibrio tra calcio e fosforo al’interno del sangue.

Le paratiroidi possono essere iperattive o ipoattive. Le iperattive si manifestano nel corpo con ipersensibilità, pizzicore agli arti, fragilità delle unghie, denti che si cariano facilmente, pelle rugosa o che si squama, difatti il paratormone darà in questo caso fragilità ossea, mentre il calcio ,riversandosi nel sangue, si depositerà nei reni, formando i calcoli. Di conseguenza, la persona si sentirà stanca, avrà difficoltà digestive e turbe della psiche.
Saranno necessarie piante stomachiche, diuretiche e del sistema nervoso.

Il ruolo essenziale della tiroxina

La tiroxina, un ormone rilasciato dlala tiroide, assume un’importanza fondamentale nell’equilibrio psiche-soma, poiché:

  • Agisce sul cuore accelerando le pulsazioni e facendo scorrere più velocemente il sangue.
  • Assicura una produzione equilibrata di globuli rossi.
  • Permette la contrazione dei muscoli.
  • Stimola la muscolatura liscia intestinale.
  • Garantisce la buona funzionalità delle ghiandole surrenali.

 

 

Le malattie tiroidee: le caratteristiche dell’Ipotiroidismo

Frequente stanchezza, eccesso di mixedema con conseguente alterazione tra cellule e capillari sanguigni,cattiva ossigenazione cellulare.
Affaticamento cardiaco, contrazioni indebolite, ridotta quantità di sangue nelle arterie.
Pallore cutaneo, fragilità dei capelli, collo taurino, secchezza della cute, pressione bassa,bradicardia,poca resistenza al freddo,aumento del colesterolo.

 

Le malattie tiroidee: le caratteristiche dell’Ipertiroidismo

 

Caratteristiche dell’ Ipertiroidismo:

Ansia, sudorazione abbondante, capelli sottili e diradati, riduzione della massa muscolare, magrezza, gozzo, esoftalmo.

Le piante marziane agiscono per analogia e sono cardiotoniche, equilibrano la pressione arteriosa, curano le dermatiti, riducono il colesterolo nel sangue, hanno azione tonificante .

DiAlessandra Zarone

Utilizzi della Lavanda in Floriterapia e Spagyria

La sua spiga è considerata un amuleto che protegge da disgrazie, ossessioni e demoni ed è anche un talismano che propizia,si dice, prosperità e fecondità grazie alle numerosissime punte terminali.
In Cabilia le donne le attribuiscono la proprietà di preservarle dalle sevizie del marito: «Salute, lavanda» cantano. «Gli uomini ti hanno chiamato lavanda (amezzir); io ti chiamo il caid vizir. Chiedo che mio marito non mi batta, non possa farmi niente di male.»

A Roma nella magica notte giovannea ci si muniva della spighetta per allontanare le streghe che, se avessero avuto l’ingenuità di avvicinarsi a una persona munita di questo amuleto, sarebbero state costrette a contarne i fili e i chicchi e – come accadeva con le scope di saggina poste di fronte agli usci di casa – prima di finire quella lunghissima conta sarebbero state sorprese dall’aurora, per loro nefasta,che le avrebbe costrette alla fuga.
La lavanda è l’essenza astrale del segno dell’Ariete: tende ad addolcirne il carattere impulsivo e irruente, e quindi a eliminare i contrasti e ad allontanare i pericoli. Crea intorno al soggetto un’aura dolcemente luminosa, attraendo energie esterne favorevoli.

 

Utilizzi della Lavanda in Floriterapia

La Lavanda ha funzionalità mercuriana e lunare, è un analgesico e calma l’eccitabilità .E’ utile nei casi di irritabilità, spasmi, insonnia, malinconia, nevrastenia, aiuta le digestioni lente, si utilizza in caso di meteorismo e atonia intestinale. Combatte mercurianamente le affezioni respiratorie, tossi, bronchiti, tubercolosi, parassiti intestinali, è un antisettico naturale anche in caso di pidocchi, eczemi, piaghe, ulcere, scottature,dermatiti.
Nel linguaggio dei fiori può significare due sentimenti opposti secondo il contesto: da un lato dice: «Il tuo ricordo è la mia unica, serena felicità», dall’altro, per motivi che poco si addicono alla piantina: «Diffido di te».

 

 

L’essenza floreale di Lavanda

Sintomi di squilibrio: nervosismo, tensione al collo, emicranie, iperstimolazione delle energie spirituali che provoca uno svuotamento del corpo fisico, insonnia, malattie nervose.
Equilibrio: sensibilità spirituale, consapevolezza altamente raffinata.
Nervosismo e iperstimolazione provocano stanchezza e senso di svuotamento. Sono persone che non riescono a staccare la spina, hanno energia fisica che non riescono a scaricare. Sono “tesi come una corda” e questo provoca insonnia, mal di testa, tensione nel collo e nelle spalle, malattie nervose. Il fiore dona la pace dell’anima e insegna a moderare e regolare le proprie energie.