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DiAlessandra Zarone

Le malattie del cane anziano e i rimedi naturali

Le malattie del cane anziano e i rimedi naturali

I nostri amati cagnolini, manifestano l’avanzare dell’età senile con un manto brizzolato e un lento ritmo nell’incedere .

Man mano che invecchiano, i nostri cani spesso soffrono di un deterioramento del funzionamento.
Memoria, capacità di apprendere, consapevolezza, vista e udito si deteriorano. Tutto ciò può causare disturbi nei loro cicli sonno-veglia, che li rende inquieti durante la notte, ma assonnati durante il giorno. Alcuni, ad esempio durante le loro attività quotidiane, fissano gli oggetti, vagano senza meta o abbaiano di più, hanno meno cura di sé e scarso appetito. Dimenticano comandi o abitudini che una volta conoscevano bene.Può aumentare la loro ansia e la tendenza a reagire in modo aggressivo. Le loro relazioni sociali con voi e altri animali domestici in casa possono mutare. Alcuni animali possono diventare più appiccicosi o eccessivamente dipendenti, mentre altri diventano meno interessati a ricevere coccole e affetto.

Vorrei aggiungere, però, come nota confortante, che è normale per i cani anziani perdere parte della vista e dell’udito,così come accade agli esseri umani. I cani più anziani possono sviluppare cataratte ( alternare Betula pubescens, Juglans regia, Mg 1 Dh 10 gocce per due volte al giorno. Cicli di 10 giorni, ripetibili con pause di 10 giorni).

L’ Artrite si sviluppa sovente nei cani anziani, ciò potrebbe anche causare depressione ( Alternare Verbena officinalis, Hypericum perforatum, Rodhiola rosea, Sequoia gigantea, Mg 1 Dh 10 gocce per due volte al giorno. Cicli di 10 giorni, ripetibili con pause di 10 giorni.Oligolemento Rame -Oro-Argento( 1 fiala a settimana) per 10 giorni, irritazione (essenze floreali di Beech e Holly) quando si tenta di accarezzarlo.
Va detto che, una serie di cambiamenti nel comportamento, potrebbero essere un indicatore di invecchiamento. Questi cambiamenti potrebbero essere collegati sia a dolori artritici, sia una perdita della vista o dell’udito. Alcune modifiche di comportamentali possono essere il risultato di una disfunzione cognitiva, simile alla senilità nelle persone.

In età senile, si riscontra anche:

Un aumento di peso che aumenta il rischio di artrite.

Problemi respiratori : Alternare Echiancea, Allium sativum, Sambucus nigra, Origanum L., Mg 1 Dh 10 gocce per due volte al giorno. Cicli di 10 giorni, ripetibili con pause di 10 giorni.Integratori di Vit.C e D.

Diabete : Alternare Vaccinium myrtillus, Cynara scolymus, Ficus carica,Morus nigra, Silybum marianum , Solidago virgaurea,Galega officinalis, Juniperus communis, Matricaria recutita, Mg 1 Dh 10 gocce per due volte al giorno. Cicli di 10 giorni, ripetibili con pause di 10 giorni.

Inappetenza : Alternare Abies alba, Gentiana lutea, Mg 1 Dh 10 gocce per due volte al giorno.Cicli di 10 giorni, ripetibili con pause di 10 giorni.

Malattie cardiache: Alternare Cornus sanguinea, Zea mais, Syringa vulgaris, Amni visnaga,Mg 1 Dh 10 gocce per due volte al giorno.Cicli di 10 giorni, ripetibili con pause di 10 giorni.

Ipertensione: Oligoelemento Manganese – Rame , 1 fiala al giorno per 10 giorni,ripetibile con pause di 10 giorni.

Malattie del fegato : Alternare Cynara scolymus L, Silybum marianum (L.),Taraxacum officinale Mg 1 Dh 10 gocce per due volte al giorno.Cicli di 10 giorni, ripetibili con pause di 10 giorni.

Problemi della pelle: Alternare Juglans regia, Calenula officinalis, Taraxacum officinale, Mg 1 Dh 10 gocce per due volte al giorno.Cicli di 10 giorni, ripetibili con pause di 10 giorni. da abbinare a Oligolemento Manganese e Zolfo, da alternare, 1 fiala 1 volta a settimana, fino a milgioramento.
Riequilibrare l’alimentazione evitando conservanti. Prediligere alimenti con Omega 3 e Zinco,Vitamina E, A.

Problemi gastrointestinali: Alternare Hidrastis canadensis, Polygonum bistorta, Mg 1 Dh 10 gocce per due volte al giorno. Cicli di 10 giorni, ripetibili con pause di 10 giorni.

Incontinenza: Alternare Uva ursi, Cupressus sempervirens L., Mg 1 Dh 10 gocce per due volte al giorno.Cicli di 10 giorni, ripetibili con pause di 10 giorni.

Tosse persistente e Bronchite: Verbascum thapsus, Origanum L., Pinus montana, Plantago lanceolata, Ribes nigrum, Betula pubescens, Alnus glutinosa, Mg 1 Dh 10 gocce per due volte al giorno.Cicli di 10 giorni, ripetibili con pause di 10 giorni. Come prevenzione: Oligoelemento Manganese-Rame, e Rame -Oro – Argento, come prevenzione, trattamento in Autunno e Inverno, 1 fiala a settimana .

Ansia : Alternare Tilia tomentosa, Mg 1 Dh 10 gocce per due volte al giorno. Cicli di 10 giorni, ripetibili con pause di 10 giorni.

Demenza senile: Alternare integratori di vitamina B6, B 9, B12,Omega 3, Curcumina ( Estratto Spagyrico), Essenza Floreale di Convolvolo, Ginko biloba L., Mg 1 Dh 10 gocce per due volte al giorno. Cicli di 10 giorni, ripetibili con pause di 10 giorni.

Malattia vestibolare, tra cui :

Vertigini : Alternare Vinca minor, Yohimbe, Alnus glutinosa, Sequoia gigantea, Mg 1 Dh 10 gocce per due volte al giorno.Cicli di 10 giorni, ripetibili con pause di 10 giorni.Oligoelemento Manganese-Cobalto, 1 fiala al giorno per 10 giorini

Nausea : Ficus carica, Mg 1 Dh 10 gocce per due volte al giorno. Cicli di 10 giorni, ripetibile con pause di 10 giorni.

Osteoartrite: Alternare Harpagophytum procumbens, Urtica dioica, Equisetum arvense, Ribes Nigrum, Mg 1 Dh 10 gocce per due volte al giorno.Cicli di 10 giorni, ripetibili con pause di 10 giorni.

Morbo di Addison: Zingiber officinale (Estratto Spagyrico), Borago officinalis, Eleutherococcus senticosus Mg 1 Dh 1 Dh 10 gocce per due volte al giorno.Cicli di 10 giorni, ripetibile con pause di 10 giorni.

Malattia di Cushing : Alternare Taraxacum officinale, Arctium lappa L, Uritica dioica, Astragalus membranaceus, Eleutherococcus senticosus, Ocimum basilicum, L., Rhodiola rosea, Withania somnifera, Glycyrrhiza glabra L., Mg 1 Dh 10 gocce per due volte al giorno.Cicli di 10 giorni, ripetibili con pause di 10 giorni. Integratori di VIt. D, K, Magnesio,Omega 3.

Cancro : Alternare: Echinacea Moench, Hypericum perforatum, Mg 1 Dh 10 gocce per due volte al giorno.Cicli di 10 giorni, ripetibili con pause di 10 giorni. Uncaria tomentosa, (Estratto Spagyrico), Curcuma longa (Estratto Spagyrico):10 gocce per due volte al giorno.Cicli di 10 giorni, ripetibili con pause di 10 giorni.

Ipotiroidismo :

E’ caratterizzato da rinuncia e paura dell’autonomia.

Una sofferenza profonda che esprime un non sentirsi degni di amore.

Una vita che l’animale non accetta e si rifiuta, di conseguenza le funzioni vitali risultano bloccate.

Mancanza di forze, debolezza che indicano l’impossibilità ad agire nella vita, apatia e ritiro emotivo dalla realtà quotidiana

Insicurezza (Essenza floreale di Cerato, Mimulus).

Rimedi da alternare in cicli di 10 giorni, ripetibili con pause di 10 giorni :

Gemmoderivati o Estratti Spagyrici di Fucus vesciculosus, Urtica dioica, Avena sativa .

Malattie renali

Alternare : Astragalus, Apium Graveolens,Solidago virgaurea L., Equisetum arvense, Glycyrrhiza glabra L., Urtica dioica, Petroselinum sativum,Tanacetum balsamita, Ruta Graveolens, Uva ursi, Pausinystalia johimbe: Mg 1 Dh 10 gocce per due volte al giorno.Cicli di 10 giorni, ripetibili con pause di 10 giorni.Curcuma longa (Estratto Spagyrico):10 gocce per due volte al giorno.Cicli di 10 giorni, ripetibili con pause di 10 giorni.

I principali problemi derivanti da insufficienza renale sono:

  • Bere eccessivamente per più di un paio di giorni

  • Vomito : Ficus carica , Mg 1 Dh 10 gocce per due volte al giorno. Cicli di 10 giorni, ripetibili con pause di 10 giorni.Oligoelemento Manganese-Cobalto ( 1 fiala a settimana) da alternare a Oligoelemento Zolfo ( 1 fiala a settimana) .

  • Diarrea persistente: alternare Alchemilla vulgaris, Punica granatum, L. , Rubus fruticosus, Mg 1 Dh 10 gocce per due volte al giorno.Cicli di 10 giorni, ripetibili con pause di 10 giorni. Consiglio anche l’assunzione di probiotici .

Inspiegabile perdita di peso :Trigonella foenum-graecum L, Mg 1 Dh 10 gocce per due volte al giorno. Cicli di 10 giorni, ripetibili con pause di 10 giorni.

 

DiAlessandra Zarone

Le erbe nell’antichità

Le erbe nell’antichità

Fin dall’antichità l’uomo è stato affascinato dall’uso delle piante e erbe medicinali. Gli uomini, fin dalla preistoria, hanno potuto trarre dalle piante il loro cibo ma anche le loro medicine. L’etimologia si lega al mondo latino: ”Officina” erano gli antichi laboratori in cui si estraevano le droghe usate dalla medicina popolare. Le piante officinali attualmente, comprendono sia quelle medicinali che quelle aromatiche. Le radici di quest’arte si trovano anche nella saggezza della tradizione. Nell’antichità la conoscenza delle piante e delle loro virtù era spesso legata a figure particolari come gli stregoni che somministravano pozioni ritenute magiche.

Piante officinali usate dall’uomo di Neanderthal 60.000 anni fa, secondo la testimonianza archeologica di Shanidar, in Iraq Si racconta che nella sepoltura dell’uomo di Neanderthal, vissuto sessantamila anni fa, gli archeologi abbiano rinvenuto pollini di piante con virtù terapeutiche: Achillea, Altea, Centaurea e Malvone. Sono risalenti al Neolitico (età della pietra nuova: da 2.000.000 a 10.000 anni fa) alcuni semi di papavero e di cumino. Per altri studiosi le prime notizie risalirebbero a un periodo compreso tra 5000 e 8000 anni fa.Per identificare l’epoca giusta di raccolta si rifacevano ad esperienze empiriche: le piante non dovevano essere raccolte né troppo giovani né troppo vecchie .

Nella Genesi si parla dell’albero della conoscenza del bene e del male, un simbolo del potere e della forza che le piante possono avere. Le piante hanno svolto un ruolo fondamentale per l’alimentazione ma anche per la cura di molteplici patologie. Nel 2700 a.C. in Cina si era provveduto a compilare un erbario; successivamente se ne compilò un altro, molto ricco (52 volumi) in cui erano descritte in dettaglio le proprietà delle erbe e delle piante officinali. In Cina venivano usati il rabarbaro , l’olio di ricino, la canfora e la canapa.

 

Gli imperatori cinesi facevano largo uso di questi preparati. I Sumeri utilizzavano il cumino (Carum carvi L.) dei prati o il timo, come pianta. Gli ideogrammi dei Sumeri si possono far risalire in via presuntiva al 2500 a.C.; essi elencavano numerose medicine di origine vegetale includendo l’oppio, noto come pianta della felicità e gli Assiri annoveravano nella loro farmacopea almeno 200 specie di piante. Ancora una volta i papiri egiziani ci offrono interessanti spunti per comprendere un’epoca che sarebbe destinata all’oblio se non si fossero conservate queste testimonianze che ci offrono un interessante spaccato sugli usi e i costumi del tempo .

Un famoso egittologo e romanziere tedesco Georg Moritz Ebers ( 1837-1898) scoprì a Luxor un papiro medico egiziano risalente al 1850 a.C. In un bassorilievo del XIV secolo a.C., una regina d’Egitto è raffigurata con in mano un fiore di mandragola allora si riteneva che questa pianta avesse molte qualità medicinali. Gli Egizi, in particolar modo, conoscevano le proprietà delle erbe e piante officinali di tipo aromatico molto utili nel processo di mummificazione. Su alcuni reperti sono presenti donne egizie che raccolgono i gigli per spremerli e ricavarne i frutti.

Nei papiri egiziani sono raccolti un gran numero di ricette e di prescrizioni, si elencano: canapa, oppio, incenso, mirra, ginepro, finocchio, semi di lino, timo e henné. A Karnak, 1500 anni prima di Cristo, gli egiziani coltivarono un giardino per scopi medicinali. Pare che già in questa remota epoca molte spezie provenissero dall’india; nei ritrovamenti a seguito degli scavi risultano tracce di anice e cardamomo, cumino, aneto e zafferano .

Nel codice di Hammurabi, ( 1728 – 1686 a.C.) risalente al 1700 avanti Cristo, venivano trattate le piante medicinali: si tratta di una delle fonti scritte più importanti a livello storico. Si fa riferimento a: liquirizia, menta, cassia e giusquiamo. Nell’Antico e nel Nuovo Testamento si tratta dell’uso medicinale delle piante e tra le altre sono indicate: aglio, l’oleandro, il cumino, l’alloro, la mandragola, la menta e l’ ortica. Pare che gli ebrei utilizzassero meno le piante officinali rispetto agli altri popoli del Mediterraneo e del medio oriente .

L’apporto profuso della civiltà greca fu certamente notevole in ogni campo: dalla scienza, alla filosofia, dalla letteratura all’arte; anche nell’ambito delle erbe officinali e aromatiche i Greci svolsero un ruolo di rilevante importanza. Diocle di Caristo, allievo di Aristotele, medico greco e principale rappresentante della scuola dogmatica (384-383 A.C 322 a.C.) pubblicò il più antico erbario greco. Presso i Greci le conoscenze sulle erbe si mescolavano con quelle medico filosofiche. Aristotele (384 322 a.C. ) giunse a codificare le proprietà e le virtù di ciascuna pianta allora conosciuta. Un posto degno di nota, nella cucina greca antica, avevano le spezie e le erbe aromatiche, tanto che Sofocle le definisce “artumata”, “condimenti della nutrizione”.

Svolgevano una funzione importante nei rituali di iniziazione, nonché, nelle pratiche funebri. Con l’origano, la menta e il rosmarino si usava frizionare i cadaveri, per preservarli più a lungo. Una pratica, questa, mutuata dalla tecnica culinaria di aromatizzare le carni prima della cottura. L’uso delle erbe è una delle prerogative della cucina greca antica. Oltre a quelle sopra citate, ritroviamo il mirto caro ad Afrodite, il lauro apollineo, il timo sacrificale, l’odorosa maggiorana, il carvi dei prati, il sedano afrodisiaco, il digestivo finocchio, i semi di papavero, il costosissimo pepe, il raro terebinto e il lentisco. Mancavano dalle tavole greche il prezzemolo ed il basilico, usati per scopi ornamentali e per scacciare gli insetti. La malva e l’asfodelo, come ci ricorda Esiodo, venivano consumate in tempo di carestia. Nelle “Opere e giorni”, l’autore decanta “il beneficio della malva e dell’asfodelo” rispetto ad un tenore di vita artificioso, fatto di ingordi doni. Due erbe umili, dunque, emblema di una vita parca, semplice. Per questa ragione erano predilette da Pitagora che le mangiava bollite .

Omero nell’Odissea (Libro X, vv. 257-306), narra di una misteriosa “erba moly” identificata dai botanici come ruta, probabilmente; nel passato fiorirono le interpretazioni allegoriche e si giunse a dire che quest’erba fosse il simbolo stesso dell’uomo, dell’eterno Odisseo. Un’altra spezia amata dal filosofo per le stesse seducenti motivazioni della ruta, era lo zafferano. Ricavato dal fiore del croco, la sua polvere era alla base di un potente filtro d’amore. Legato alla sfera femminile, lo zafferano propiziava l’unione coniugale, tanto che la sua polvere veniva sparsa sul letto nuziale la prima notte di nozze. Il Dio Imeneo, protettore del matrimonio, della coppia, era raffigurato ammantato di una cappa giallo-zafferano.

In Grecia, Asclepio veniva venerato come il Dio della medicina, delle guarigioni e dei serpenti. Molti riferimenti ad Asclepio sono stati ritrovati anche in ambito “occulto”: la sua capacità di riportare in vita i morti lo rendeva difatti anche il dio invocato dai negromanti. Il suo culto aveva il suo centro a Epidauro, ma era onorato anche a Pergamo, è stato rinvenuto un affresco in cui egli scopre l’ “erba Vettonica” .

Gli autori antichi indicano l’alloro come pianta oracolare sacra ad Apollo, ma è probabile che fra i fumi inalati dalla profetessa Pizia vi fossero anche quelli del giusquiamo (Hyoscyamus). Nell’antichità i giardini non erano solo considerati tali (giardini sacri-oliveti) ma potevano svolgere un ruolo nell’ambito dell’erboristeria. I greci offrivano l’aglio alla dea Ecate, e gli antichi egizi usavano l’ aglio per il culto dei morti. Aezio, uno scrittore greco della prima metà del secolo sesto d.C. sosteneva che la salvia fosse un’erba sacra utile anche le donne incinte per facilitare il parto. In un giardino botanico ad Atene, il direttore Teofrasto, nel 350 a.C., introdusse molti semi “utili”, di cui alcuni medicinali.

Dioscoride Pedanio fu un grande medico del primo secolo d.C. e considerato il padre fondatore della farmacologia. Scrisse “De Materia Medica” (perí hyles iatrichès), una summa enciclopedica per l’epoca in cui raccolse lo scibile in ambito terapeutico traendo ispirazione dallo stato dell’arte egiziano, medio orientale e greco romano. Una versione pervenuta fino da noi è conservata nella Biblioteca nazionale di Napoli: si possono ammirare le fini miniature che illustrano, in forma di erbario, le proprietà e i relativi impieghi di 409 specie vegetali. Queste opere sono la prova che gli antichi, dovendo lottare contro la morte, affrontare le tribolazioni e le sofferenze, utilizzarono sostanze vegetali per la preparazione di utili medicamenti.

Nell’opera di Dioscoride dal titolo “ Trattato delle erbe e delle altre sostanze semplici aventi efficacia terapeutica”, egli implementò le sue conoscenze botaniche avendo avuto l’incarico di medico militare al seguito delle truppe che costituivano l’esercito. Dioscoride esercitò una notevole influenza fino al Rinascimento sia nella medicina che nella botanica; in un erbario del 1845 egli era rappresentato circondato dai grandi erboristi dell’antichità fino al Medioevo: si riconoscono Plinio e un medico erborista arabo .

In ambito di classificazione scientifica la medicina romana trasse i suoi insegnamenti dalle conoscenze greche aggiungendo capacità organizzative ed empirismo. Non si può quindi dimenticare Ippocrate (460 a.C. -377 a.C.) che classificò circa 400 specie di specialità medicinali,in base all’azione esercitata. Tra queste si annoverano il Basilico, la Ruta, la Salvia e la Menta. Egli riconobbe le proprietà digestive della menta; riteneva la Belladonna un buon analgesico, considerava la ruta utile per interrompere la gravidanza e l’issopo adatto a curare la tosse. Non erano però i rimedi naturali a rappresentare il fulcro del suo pensiero. In alcuni bassorilievi romani sono rappresentati delle farmacie, nelle quali si evince che la grandezza di recipienti è adatta contenere decotti e tisane, non certo per farmaci da assumere a gocce.

Gaio Plinio Cecilio Secondo (23-24 d.C. 79 d.C.), Plinio il Vecchio, scrisse la “Naturalis Historia”, che costituì la sua opera più importante. Orazio (65 a.C. – 8 a.C.) scrisse un’invettiva contro l’aglio in un epodo dedicato a Mecenate “ se mai qualcuno con empia mano la gola squarciasse al genitore, l’aglio mangi, più micidiale della cicuta”. I Romani incoronavano con rosmarino le statuette dei Lari, protettori della casa. Già in Cina, nel 2700 a.C., narra la leggenda, che un imperatore abbia redatto un grande erbario, e, per tale opera si meritò il nome di “Agricoltore Celeste”.Egli si occupò anche di botanica e descrisse le proprietà curative di numerosissime piante e alberi, sia coltivate che spontanee. Fu un acuto osservatore della realtà, lavorò a ritmi frenetici, con vigore e rigoroso metodo d’investigazione. Plinio si avvale di fonti romane e greche e ci permette la conoscenza di un mondo che sarebbe andato irrimediabilmente perduto senza la sua preziosa opera compilativa e divulgativa. Plinio fu una persona di smisurata cultura ma non fu uno scienziato. Sono interessanti alcuni riferimenti ad erbe allora comuni che l’autore realizza. L’achillea ricorda il nome di Achille, che avrebbe appreso le proprietà terapeutiche dell’erba dal centauro Chirone, che avrebbe utilizzato l’erba per medicare un compagno ferito (invenisse et Achilleus discipulus Chironis qua vulneribus mederetur). Plinio dedicò molto spazio alla trattazione dell’Alloro: le foglie giovano per la tosse e l’asma e sono utili contro le punture di insetti, la scorza delle radice scioglie i calcoli e giova al fegato.

Nel quarto secolo le conquiste di Alessandro Magno aprirono la via dell’India, incrementando gli scambi tra Occidente e Oriente: le spezie giungevano regolarmente ad Alessandria per essere poi smistate in tutto il Mediterraneo. Pepe, cannella, cardamomo, zenzero, curcuma, chiodi di garofano, noce moscata, vaniglia divennero condimenti richiesti da tutti coloro che potevano acquistarli a caro prezzo. Anche nel Medioevo continuarono ad essere apprezzate e si tentò di scoprire una via verso occidente per raggiungere più facilmente le Indie; questa ricerca portò alla scoperta dell’America e alla circumnavigazione dell’Africa. Il re delle spezie era il pepe e Teofrasto lo citò nel quarto secolo avanti Cristo; per i Romani veniva chiamato “Piper” era la droga più richiesta e più costosa e questo fatto portò alla diffusione del motto “caro come il pepe”.

Nel Medioevo, con il venire meno della capillare organizzazione romana, il flusso di informazioni sulle cure e sulle erbe si arrestò ma in Europa furono i monaci a coltivare i giardini di piante medicinali. Nel medioevo il fuoco di Sant’Antonio era il nome dato a una violenta manifestazione causata dall’ingestione della “segale cornuta” che a volte veniva accidentalmente macinata insieme alla farina causando una sorta di avvelenamento di massa. In questo periodo alcune piante come le solanacee, la belladonna, giusquiamo e la mandragola esercitarono una certa influenza anche nella stregoneria e nelle pratiche magiche. Vi sono pitture del periodo che testimoniano che il medioevo fu consumatore di erbe benefiche e malefiche e in cui vengono raffigurati alberi intrecciati e persone vestite con abiti di fattezze medievali che recano in mano arbusti, fronde e fiori. In altre pitture vengono rappresentate delle attrezzature usate in quell’epoca per la distillazione delle erbe e in un’erboristeria.

Durante le Crociate si conobbero gli scritti dello scienziato arabo Avicenna (980-1037 d.C.). Il suo testo suscitò anche nuova motivazione per gli studi, per giungere poi alla creazione della Scuola Salernitana, prima scuola medica in Europa. Si dice che l’Imperatore Carlo Magno abbia fatto compilare una lista di piante medicinali e aromatiche utile per scopi terapeutici e culinari. Con la costituzione dei conventi e l’istituzione degli ordini monastici, si determinò il proseguimento dell’arte fitoterapica. Nei monasteri si poteva accedere a vecchi testi greci e romani.

I monaci benedettini dedicarono particolare cura ed attenzione al trattamento fitoterapico di malattie, alla produzione di distillati e bevande. L’“Orto dei semplici” era un’area, all’interno del monastero, deputato alla cura e alla coltivazione delle erbe officinali (“medicamentum simplex” in latino medioevale era un’erba medicinale o un medicamento fatto con erba). Il “monacus medicus” dirigeva l’infermeria e la farmacia detta “armaria pigmentarium”, selezionava e coltivava sementi e si poneva in rapporto con altri conventi per la coltivazione di nuove piante.

All’inizio del ‘500 fanno la loro comparsa i primi erbari secchi che permettono l’identificazione delle piante. Paracelso (1493-1541), medico e alchimista svizzero che può essere considerato un primo erborista e farmacista moderno, si avvalse dell’uso sistematico di principi attivi delle piante e postulò una forma semplice di fitoterapia, scagliandosi contro “i ciarlatani” del tempo. Si deve ricordare che nei secoli XV e XVI, la “caccia alle streghe” era uno strumento di “pulizia” politica per proteggere le corporazioni di medicina tradizionale, contro l’uso delle erbe, di cui le “streghe” erano accusate di fare uso. Secondo la dottrina dei segni, che fu studiata nel XVI secolo, le caratteristiche di una pianta dovevano permettere la possibilità di capire le sue proprietà: ad esempio se una pianta era fatta a forma di coda di scorpione doveva essere utile per curare i morsi di questo animale.

Il Rinascimento per gli erboristi costituì un età dell’oro essendo un’epoca di grande risveglio, fervore culturale e creativo e quindi di innovazione anche in medicina ed in erboristeria .
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DiAlessandra Zarone

Come affrontare l’Autunno: Medicina Cinese e rimedi naturali

Come affrontare l’Autunno: Medicina Cinese e rimedi naturali

Nella Medicina Cinese, autunno e primavera sono considerati come  “cerniere” tra estate e inverno . Le stagioni sono una sorta di danza d’amore tra cielo e terra . In estate, Gaia ( Madre Terra ) si apre come un fiore, le sue energie sono al loro massimo, l’estate fiorisce e arriva fino ad abbracciare il suo amante cosmico . In inverno, si ritira, riportando le proprie energie nel nucleo del proprio essere . Dunque l’Autunno è ‘un momento di massimo Yin, mentre l’estate è un momento di massimo Yang .

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Simbologia delle stagioni in MTC

Da ciò emerge come la Medicina Cinese sia particolarmente attenta alle “energie” stagionali, cercando sempre di mantenere l’uomo in equilibrio con la natura. Se la primavera rappresenta la generazione e la rinascita, l’estate rappresenta l’energia della creazione rigogliosa e lussureggiante, mentre la tarda estate è il momento della trasformazione. L’autunno e l’inverno simboleggiano e racchiudono in sé il concetto di “raccolta” e “concentrazione” di questa energia, che sarà custodita dall’inverno, in preparazione della successiva primavera.

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L’Autunno è un buon periodo per completare i progetti iniziati in primavera e maturati in estate, ma non solo, esso costituisce il momento ideale per iniziare attività introspettive, ossia progetti interni.

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Durante l’estate, governata dall’elemento Fuoco, abbiamo a che fare più con il mondo esterno, mentre in Autunno, dobbiamo organizzare la nostra vita per la stagione invernale e riflettere.

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Gli antichi saggi suggerivano di andare a letto presto la sera e di alzarsi con il canto del gallo durante l’autunno ed aggiungevano: “L’anima e lo spirito dovrebbero essere tranquilli, mantenendo il loro polmone puro, senza dare sfogo ai desideri”.

Secondo la Medicina Cinese, soprattutto in autunno occorre potenziare la capacità del corpo di “tesaurizzare” le energie delle altre stagioni attraverso due organi che “rappresentano” nel corpo questa parte terminale dell’anno solare: i polmoni e i reni.

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Il ruolo chiave dei Polmoni in Autunno

I polmoni controllano la circolazione del Qi Wei , che è il Qi difensivo che ci protegge da influenza e raffreddori . Il Wei – Qi circola sulla superficie, tra la pelle ed i muscoli e lavora per riscaldare il corpo . Se il Wei-Qi è debole, la pelle ed i muscoli non saranno riscaldati in modo corretto. Questo è il motivo per cui le persone tendono a sentire freddo quando sono malate. Una debolezza nei polmoni può portare a una debolezza del Wei-Qi , rendendo una persona soggetta a frequenti raffreddori .

Prevenzione delle malattie invernali

Per prevenire le malattie invernali  è necessario tonificare le energie renali e polmonari attraverso la dietetica e i rimedi fitoterapici . L’autunno è la stagione nella quale tradizionalmente si fanno i raccolti di ciò che è cresciuto e maturato durante l’estate. La raccolta e l’immagazzinamento del cibo permette di affrontare l’inverno. Questa stagione per alcuni è legata alla tristezza, eppure un periodo di transizione è importante per avere modo di mettere insieme le proprie risorse, per raccogliere le proprie energie.

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Simbologia dei Polmoni 

L’elemento Metallo in MTC è connesso a polmoni e intestino. E’ necessario ripristinare le difese che sono state sopraffatte dall’energia nociva e attivare le vie di drenaggio del corpo per eliminare i muchi accumulati.

Secondo la MTC l’infiammazione è un accumulo di calore che va corretto, con una giusta alimentazione e l’utilizzo di specifici rimedi fitoterapici.

L’autunno è un momento in cui tendiamo ad allontanarci gradualmente dai cibi crudi e raffreddanti come frullati, insalate, ghiaccioli e anguria verso zuppe riscaldanti.

Consigli alimentari 

E’ ancora possibile bilanciare i vostri pasti con alimenti che sono leggeri e riduttori del muco, con un’alimentazione particolare, che vi libererà da tossine e vi disintossicherà, come funghi shitake, funghi champignon, daikon, cavolo cinese e cavolo cappuccio.

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Piatti cotti lentamente come la congee (zuppa di riso in stile asiatico) con alcune verdure fermentate, la zuppa di miso e le zuppe di legumi come ceci o la zuppa di fagioli azuki con zucca sono tutte ottime scelte per un pasto autunnale.

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Fitoterapia 

L’uso delle piante officinali può essere un ottimo mezzo per rinforzare l’organismo e metterlo nelle migliori condizioni per affrontare l’inverno. Una pianta importante nella prevenzione è l’echinacea, di cui recentemente è stata dimostrata la sua notevole capacità di potenziamento immunitario. Tuttavia, questo rimedio va utilizzato con cautela :

  1. Chi è allergico alle piante della famiglia delle Asteracee non può assumere questa pianta per nessun motivo,
  2. Chi soffre di malattie autoimmuni o sta assumendo farmaci immunosoppressori.
  3. Non utilizzare  in caso di gravidanza o allattamento.

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Altri rimedi possono essere Rosa Canina , Curcuma , Astragalo, Uncaria.

Se desideri seguire un Programma Naturopatico adeguato alla tua persona, per affrontare l’Autunno, in sinergia con rimedi floreali e fitoterapia, contattami:

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DiAlessandra Zarone

Rimedi naturali per la donna

Rimedi naturali per la donna

La parola frigidità è generalmente utilizzata per riferirsi ad un ridotto desiderio sessuale nelle donne. Questo termine viene utilizzato in modo  improprio per descrivere una donna che è fredda o non corrisponde alle avances del proprio partner.

La persona è spesso inconsapevole di non avere desiderio sessuale, ciò è connesso a problemi più grandi che devono essere discussi.

Le problematiche della sfera intima sono causate principalmente da fattori emotivi e fisici.

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Le cause emotive :

  • la paura della gravidanza
  • la violenza sessuale
  • problemi di comunicazione
  • depressione, nervosismo
  • la paura di malattie da trasmissione sessuale
  • la mancanza di fiducia
  • dolore durante il rapporto sessuale
  • stanchezza
  • secchezza vaginale
  • scarso rendimento sessuale maschile
  • effetti collaterali da assunzione di farmaci
  • alcol
  • insonnia
  • squilibrio ormonale e infezione

La mancanza di una equilibrata libido femminile, la mancanza di godimento durante l’amore, il dolore durante il rapporto e la secchezza vaginale sono alcuni dei sintomi principali che caratterizzano la frigidità femminile. Per riequlibrare la sessualità femminile,  il metodo migliore è quello di utilizzare trattamenti naturali.

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Alimentazione consigliata:

E’ utile integrare nella dieta ostriche, soia, avocado, semi di zucca, olio di sesamo, olio d’oliva, uova, noci e germogli . Prediligere un’alimentazione ricca di zinco e vitamina C .

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Le essenze floreali

Sono l’ideale per affrontare le questioni emotive legate al sesso e sentirsi a proprio agio con la sessualità . Le essenze floreali sono un ottimo balsamo per guarire il trauma sessuale e per migliorare la nostra confidenza con questo potente aspetto di noi stessi .

Una corretta alimentazione, abbinata a rimedi ayurvedici in sinergia con essenze floreali consentono alla donna di ritrovare equilibrio e serenità.

 

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