Archivio per Categoria CONSULTO NATUROPATICO – Alessandra Zarone

DiAlessandra Zarone

Fegato : il ruolo chiave secondo la Medicina Cinese

Il fegato e la Medicina Cinese:

In questo articolo cercherò di sintetizzare il ruolo fondamentale svolto dal Fegato nella Medicina Cinese.

  • Governa il flusso del Qi.
  • Il fegato equilibra il dinamismo del Qi di tutto.
    l’organismo, regolandone il flusso di ascesa, discesa, uscita ed ingesso.

A questa funzione fanno riferimento altre sub-funzioni, tra cui:

  • Regolarizza il Qi, prevenendo stagnazioni od ostruzioni.

 

  • Facilita la circolazione del sangue e i fluidi corporei.
  • Questi due elementi appartengono allo Yin, che per natura è fermo, la loro propulsione è attivata dal Qi che viene gestito dal fegato direttamente.
  •  Facilita le attività di sintesi e trasporto di milza e stomaco. Il fegato collabora con le funzioni di questi due organi perché il moto discendente e ascendente
    del Qi facilità le loro attività.
  • Influenza la secrezione biliare. La bile deriva dall‟eccesso di Qi epatico, quindi il controllo del Qi influisce anche su questo aspetto .
  •  Regolarizza gli stati emotivi dell’individuo.
  • Influenza i cicli mestruali e  eiaculazione, entrambe attività normalizzate dal
    flusso del Qi.
  • Accumula il sangue
  • Regola il volume del sangue e previene il sanguinamento. In questo modo regola la quantità di Qi afferente allo Yang prevenendo gli eccessi, contemporaneamente, attraverso il controllo del volume ematico, riesce a dare risposta alla domanda di sangue da parte dei tessuti.

Il fegato a livello organico pertiene allo Yin, a livello funzionale pertiene allo Yang:

  • Il fegato a livello organico pertiene allo Yin, a livello funzionale pertiene allo Yang.
  • Il fegato è associato ai tendini, che si riflette nel buono stato delle unghie. Il buono stato dei tendini dipende dal nutrimento apportato dal sangue epatico. Con buon nutrimento i tendini sono flessibili e resistenti, mentre con nutrimento scarso, i tendini si indeboliscono e le giunture vengono colpite da tremolii.

 

La rabbia è connessa la fegato:

Viene associato alla rabbia, provocando la sua ascesa e conseguente fuoriuscita, la funzione regolatrice del Qi da parte del fegato blocca questo problema e ne riporta i valori a livello di normalità.

Il fegato è associato agli occhi. Il meridiano regolare Jueyin ascende verso il capo fino a congiungersi nel bulbo oculare. Il Qi sale attraverso il canale epatico (meridiano epatico) per mantenere le funzionalità sensoriali.

In deficit di sangue epatico, l’occhio avvertirà secchezza, sovraesposizione visiva e offuscamenti.

Il fegato è associato alle lacrime:

Il fegato è associato alle lacrime, secrete dagli occhi. In condizioni di normalità epatica, le lacrime detergono e idratano l’occhio senza uscirne, mentre in condizioni anomale (deficit di sangue epatico), l’ occhio apparirà secco e insorgeranno pruriti.

La bile si origina dall’eccesso di Qi epatico:

La bile si origina dall’eccesso di Qi epatico, quindi la produzione in termini di qualità e volume della bile da parte della cistifellea viene regolata dal buon funzionamento del fegato.

 

Dietetica Cinese e riequilibrio dei cinque elementi:

La dietetica cinese è un aspetto del complesso terapeutico proprio della Medicina Tradizionale Cinese. La dietetica cinese si occupa dell’utilizzo a fini terapeutici degli alimenti siano essi assunti in forma unica o in combinazioni con altri alimenti o con rimedi propri della farmacologia cinese e nell’ambito della medicina tradizionale cinese, ha un’importanza fondamentale. Nelle corti imperiali dell’antichità il dietologo era di importanza inferiore solo al medico ed era tenuto nella massima considerazione tant’è vero che la scienza della quale era depositario venne trasmessa in forma scritta nei testi classici di M.T.C. (Medicina Tradizionale Cinese) a cominciare dal caposaldo Huang Di Nei Jing, scritto attorno al II secolo a.C. Di dietologia si parla anche nel testo di Zhang Zhong Jing, lo Shang Han Za Bing Lun (Trattato sulle malattie febbrili da penetrazione del freddo) nel quale vengono trattate le malattie determinate dalla penetrazione del Freddo e dove vengono descritti i corretti comportamenti alimentari per la soluzione dei quadri clinici descritti dal grande medico del III secolo d.C. Consigli dietetici vengono forniti anche nel testo Shennong Ben Cao Jing (Trattato di Farmacologia di Shennong) risalente al I secolo a.C. e nell’opera di Sun Si Miao, il Bei Ji Qian Jin Yao Fang apparsa alla fine del VII secolo a.C.

 

Se sei coinvolto in prima persona in problematiche epatiche, puoi prenotare una consulenza in Dietetica Cinese. Tale consulto e’ rivolto a tutti coloro che desiderano ripristinare l’equilibrio dei cinque elementi: legno  fuoco terra metallo acqua, attraverso l’assunzione di alimenti corretti, in sinergia prodotti erboristici adatti alla tipologia a cui appartengono. In base alle sintomatologie psicosomatiche, è possibile comprendere dove è insorto il disequilibrio .

DiAlessandra Zarone

Otite e rimedi naturali

Otite e rimedi naturali:

E’ possibile trattare l’otite con rimedi naturali. Ma vediamo ora come si manfesta :

L’otite è un processo infiammatorio dell’orecchio che, in base alla sede in cui si localizza, si distingue in: otite esterna (infiammazione del condotto uditivo, la parte più esterna dell’orecchio), che colpisce soprattutto i giovani d’estate, a causa dei germi e dei funghi presenti nelle piscine e nel mare. Questi, in un ambiente umido, hanno vita facile, causando l’infezione. L’otite esterna può essere causata anche da una pulizia non adeguata delle orecchie. A tal proposito, è sconsigliato l’utilizzo dei classici bastoncini di cotone che possono irritare l’orecchio. L’otite media, invece, colpisce soprattutto i bambini ed è la forma più grave di otite, poiché causata da batteri o virus. Il motivo per cui sono i più piccoli ad ammalarsi più frequentemente è fisiologico: la tromba di Eustachio, il condotto che collega l’orecchio medio alla faringe, è più corto nei bambini e, di conseguenza, batteri e virus si annidano più facilmente.

 

Le cause più frequenti di otite:

Infezioni delle alte vie respiratorie (riniti, adenoiditi, tonsilliti), in cui la tuba di Eustachio può chiudersi e le secrezioni dell’orecchio si accumulano favorendo la colonizzazione da parte di batteri, virus e funghi; uno stato allergico locale; le lesioni da grattamento del condotto uditivo (es. cotton-fioc), le malattie cutanee (es. eczema e psoriasi), le alterazioni della funzionalità della tuba (non funzionando il sistema ciliare che dovrebbe eliminare le secrezioni prodotte dal condotto uditivo, queste si accumulano), la scarsa igiene e la vita in comunità (soprattutto per quanto riguarda i bambini che, andando all’asilo o a scuola, sono più soggetti a varie infezioni di diverso genere).

La visione Psicosomatica:

L’ otite rappresenta un conflitto legato al tema dell’ascolto, bisogno di non sentire, conflitto e confusione.
La persona che ne soffre in maniera ricorrente é profondamente e inconsciamente infastidita perchè costretta ad ascoltare cose che la disturbano.
È un’individuo esposto ad opinioni, a critiche, a lamenti e rimproveri che a causa di una propria limitazione caratteriale e/o emotiva non riesce a distaccarsi e sottrarsi a questa limitante situazione.
Molte otiti nell’età adulta hanno infatti come fattore scatenante un forte stress lavorativo: sul luogo di lavoro spesso il soggetto non sopporta più toni e parole con cui altri gli si rivolgono (spesso da parte dei capi ma ancora piu spesso da parte dei colleghi).

 

Alcuni rimedi erboristici:

  • Collisonia canadensis T.M.
  • Ribes nigrum M.G .1 DH

L’olio di Verbasco è utile in caso di infezione, alleviando il dolore. Applicare localmente.
Melissa è un buon rimedio per le infezioni grazie alle proprietà antivirali e antisettiche che combattono l’infezione . Applicare melissa nell’orecchio. Mescolare un po ‘ di aglio o zenzero tritato finemente con il miele e consumare la miscela sia con acqua calda o tè per ottenere risultati migliori .

Le foglie di Basilico sono un ottimo rimedio rimedio . Il succo delle foglie di Basilico viene applicato nelle orecchie e serve come un detergente e disinfettante per combattere i batteri e virus presenti all’interno.

 

Se sei interessato a questa problematica, prenota il tuo consulto naturopatico.

DiAlessandra Zarone

Depurati con la Spagyria

Depurati con la Spagyria:

La Spagyria ha origini antichissime, difatti le Erbe e piante officinali hanno accompagnato l’uomo per tutto il corso della sua storia.
Il più antico documento medico occidentale, per ora rintracciato, è il Papiro di Ebers, risalente al 1500 a.C.

Cenni storici:

Gli Egizi facevano largo uso di rimedi vegetali, in particolar modo conoscevano le proprietà delle erbe e piante officinali di tipo aromatico, che impiegavano nel processo di mummificazione.
Nell’Antica Grecia, le conoscenze sulle erbe e piante officinali si mescolarono con le teorie medico-filosofiche e si basavano soprattutto sulle nozioni contenute nei testi medici scritti da Ippocrate (V secolo a.C.) e in quelli botanici di Teofrasto e successivamente di Dioscoride.

A quest’ultimo si deve il primo trattato di botanica farmacologica dell’antichità: l’opera De Materia Medica, ancora oggi, è preso a modello nella stesura degli erbari contemporanei.
Già nel I secolo d.C. vennero realizzati gli orti medicinali, dove si coltivavano piante sfruttate dalla Medicina Umorale di Ippocrate, perfezionata a Roma dal medico Galeno.

Le piante alleate per la purificazione del corpo, da iniziare con la Primavera,  sono il carciofo, l’ortica e il tarassaco, note per la loro attività depurativa la quale sostiene la funzionalità di organi emuntori come il fegato, i reni la pelle e l’intestino. Non dimentichiamo però betulla, pilosella e uva ursina piante alleate delle vie urinarie e della circolazione linfatica.

Rimedi su misura per te:

Non tutte le erbe posso andare bene per tutti. Difatti la Spagyria ha rivalutato uno dei principi di Ippocrate, secondo il quale l’organo umano può essere curato da ciò che più gli è simile, quindi meglio assimilabile. Pertanto si ritiene che gli organi dell’uomo si ritrovino nelle forme e nei colori di alcuni prodotti della natura e che la rassomiglianza fra gli uni e gli altri indichi la presenza del medesimo archetipo regolatore, il cui potere può essere estratto e introdotto nell’organo carente di tale potere, quindi malato, per ripristinarne le funzioni.

Il pensiero paracelsiano:

 

  • Paracelso afferma che vi è un “Liber naturae“in  cui occorre imparare a leggere il libro della natura per leggere in noi stessi. La base di ogni terapia consiste nella corrispondenza esatta di uomo interiore e di un uomo esteriore, poichè l’anatomia cosmica corrisponde all’anatomia umana.
  • Per Paracelso la natura aiuta se stessa, nel senso che essa è la tempo stesso origine e rimedio della malattia e conoscere la natura significa per Paracelso conoscere come essa opera nella malattia.

La natura è un insieme di forze in perpetua trasmutazione:

La natura è un insieme di forze in perpetua trasmutazione. La Spagyria svela gli occulti processi della Natura,definiti “mysteria” attraverso l’Arcanum, che Paracelso definisce un’entità leggera che “può essere trasportata dagli astri come una piuma al vento“,ossia è soggetta ai loro influssi. Attraverso la connessione astro e arcanum, si stabilisce il rapporto dell’astro con la malattia. La Spagyria opera come mediatrice cosciente fra uomo e natura.Cio’ consente il riequilibrio originario e il ripristino del flusso vitale.
Niente e’ nel cielo che non sia agente anche nell’uomo” continua Paracelso.
Le radici agiscono sul cervello, le foglie e il fusto sugli organi del torace, i fiori sugli organi riproduttivi, frutti e semi sugli organi del ricambio. Inoltre le radici sono legate a Saturno, il gambo a Marte, le foglie alla Luna, i fiori a Venere, i frutti a Giove e i semi a Mercurio. Le radici sono poi associate all’elemento terra, le foglie all’elemento acqua, i fiori all’elemento aria e i semi all’elemento fuoco.

Ogni specie vegetale ha un’anima ove è prevalente un archetipo o pianeta, che le conferisce particolari virtù curative.
Se desideri iniziare un programma di depurazione primaverile, attraverso la Spagyria, contattami qui.

DiAlessandra Zarone

Alchimia e Spagyria

Alchimia e Spagyria:

Alchimia e Spagyria sono parte di uno dei nostri strumenti olistici, in cui applichiamo è il concetto alchemico al fine di comprendere la persona nella sua totalità.
In questo consulto, la simbologia e l’analogia sono fondamentali :
« Tutto ciò che è in alto è come ciò che è in basso, tutto ciò che è in basso è come ciò che è in alto. E questo per realizzare il miracolo di una cosa sola da cui derivano tutte le cose, grazie ad un’operazione sempre uguale a se stessa. »(Ermete Trismegisto “La tavola di Smeraldo”).

 

 

Spagyria e Archetipo:

Con la Spagyria si entra in contatto con l’Archetipo delle piante che risuonano con la sua personale frequenza astrale.
Le piante conducono alla guarigione, poiché sono in sintonia con gli influssi planetari del momento in cui la persona è stata concepita.
E’ dunque possibile ripristinare l’armonia del corpo – microcosmo e macrocosmo attraverso l’analisi dei pianeti, secondo quanto trattato nelle opere paracelsiane .

 

 

Qualche cenno storico:

La Spagyria si basa sulla convinzione che nell’uomo sano le forze dense e sottili sono in perfetto equilibrio e chela malattia interviene quando tale equilibrio è spezzato.
La malattia dipende dunque da squilibri energetici che si manifestano sollo in un secondo momento anche sul piano fisico..Per curare la malattia è necessario agire innanzitutto sulle parti piú sottili dell’uomo.
La Spagyria afferma che vi è una unità fondamentale, un’ origine comune tra le differenti manifestazioni della natura, e considera pertanto le relazioni che intercorrono fra il microcosmo (l’uomo), il macrocosmo locale (i tre regni minerale, vegetale e animale) ed il macrocosmo ( al momento del concepimento, l’anima dell’uomo risuona con tutto il macrocosmo,con la posizione degli astri e con il momento presente che rimane impresso come caratteristica nell’essere.

 

 

Attraverso questa “fotografia” la persona risuonerà in sincronia con la posizione degli astri, rientrando in determinati tipi di corporature, caratteri e psicologia.Così come l’uomo anche le piante e i minerali subiscono l’influenza del macrocosmo e viceversa..
L’elisir spagyrico è in grado di ridare alla persona la frequenza necessaria per rientrare in contatto con l’equilibrio.

 

Se sei interessato ad una consulenza spagyrica,contattami  qui .

DiAlessandra Zarone

Naturopatia Desio: Faggio, antico rimedio

Naturopatia Desio: Faggio, antico rimedio celtico

Il Faggio è un antico rimedio, riginario dal centro d’Europa, l’ovest della Russia e la zona del Caucaso, questo albero fiero, che può raggiungere i 30 metri, in Inghilterra veniva chiamato “madre della foresta”. ll Deus Fagus , “il divino faggio”, Beech, Sex Arbor , nelle iscrizioni dei Pirenei, e un dio anonimo rappresentato da una conifera su un altare a Tolosa, probabilmente scelto fra gli alberi liguri di culto, tale culto continuato dai Celti in epoca romana.

 

Eamhancholl, Beech, faggio, era conosciuto per la sua generosità, dava protezione e nutrimento, le sue ghiande erano mangiate e per non morire di fame, si facevano amuleti di buon auspicio da portare con sé. Era connesso al tempo, alla saggezza e al sapere scritto, con questa pianta si facevano legnetti con cui scrivere,chiamata dagli anglosassoni “Boc”, difatti i primi libri “books” furono scritti con i legnetti di faggio. Tutto ciò che veniva scritto acquisiva il potere magico degli dei, si scrivevano desideri o incantesimi su un pezzetto di corteccia e si bruciava il tutto, si credeva che ciò avrebbe realizzato il desiderio.

Mattioli riconosceva alle foglie del faggio proprietà astringenti. Queste, comuni a tutte le fagacee, sono in relazione alla presenza di tannini che si trovano in buona quantità nelle piante di questa famiglia.

 

Eccellente rimedio spagyrico:

Legato al pianeta Saturno, stimola la concentrazione e lo sviluppo interiore.
Il faggio possiede molte virtù benefiche che influenzano positivamente sia la nostra psiche sia la nostra salute fisica.
La sua sola presenza è infatti in grado di trasmettere vibrazioni positive, una carica energetica che dona pace e calma a chi gli sta intorno.
Queste vibrazioni pare abbiano anche effetti vivacizzanti sulla nostra creatività.
a corteccia, il legno le foglie e i semi hanno proprietà astringenti, antisettiche, depurative e disinfettanti.

Sono ottimi infatti per impacchi depurativi per la pelle del viso o come astringenti per gli eccessi di sebo. Volendo preparare un infuso, troveremo molto gradita la sensazione rinfrescante, tonificante e calmante che è in grado di offrire. Ottima per le calde giornate estive.

Utilizzi nella medicina popolare:

Gli infusi di foglie di faggio venivano utilizzati per alleviare le scottature o le infiammazioni, così come per gli orzaioli o le infezioni alle vie respiratorie. Il decotto di corteccia serviva in caso di febbre mentre dal carbone e dalle ceneri del suo legno si ricavavano unguenti utili contro le infiammazioni, con particolari proprietà balsamiche ed espettoranti.

I frutti potevano essere tostati e utilizzati per ottenere una bevanda calda con un processo simile a quello del nostro caffè.

 

Proprietà fitoterapiche:

Il faggio è ricco di ferro, calcio, potassio, tannini, flavonoidi, creosoli e fenoli, minerali e elementi essenziali al nostro organismo e come aiuto nella lotta ai radicali liberi .

Le gemme hanno proprietà stimolanti le cellule epatiche, come coadiuvanti nella riduzione del colesterolo, come diuretici e stimolanti renali,difatti è indicata insufficienza renale, litiasi renale, ed anche obesità da ritenzione idrica, frena la produzione d’istamina e quindi è adatto per le allergie.
.
Il Faggio è usato anche come antidolorifico, curativo, antinfiammatorio,
cicatrizzante.
Si possono succhiare dei rametti freschi della pianta per attenuare i dolori alla milza e al fegato. Con il decotto del carbone di faggio si cura il “fuoco di Sant’Antonio” ed infine con la polvere di legno, prodotta dai tarli, se usata come il talco allevia l’infiammazione della cute, si usa inoltre per la prevenzione e la cura delle piaghe da decubito per accelerare la cicatrizzazione e prevenire l’infezione.

In floriterapia:

Il faggio è un albero raffinato e quasi perfetto: possiede un legno con grandi venature e senza nodi che può essere lucidato con ottimi risultati, la corteccia è liscia, le foglie sono eleganti, pieghettate, di un verde intenso. Tuttavia, la tendenza al perfezionismo può a volte trasformarsi in un atteggiamento critico o intollerante, come quello che caratterizza il soggetto Beech nello stato disarmonico . Bach disse in merito a questa pianta:
Per coloro che sentono il bisogno di vedere più bontà e più bellezza in tutto quanto li circonda, e, sebbene molte cose appaiono sbagliate, riescono a cogliere quello che c’è di buono in esse. Questo, al fine di essere più tolleranti, più comprensivi e più miti nei confronti di ogni creatura e dei modi in essa sta lavorando per arrivare alla sua perfezione finale”.

Ti è piaciuto il mio articolo? se sei coinvolto in una o più tematiche trattate, contattami per una consulenza naturopatica.

DiAlessandra Zarone

Naturopatia Desio: Il concetto di Naturopatia

Naturopatia Como: Il concetto di  “Naturopatia”:

Il termine “naturopatia” fu coniato nel 1895 dallo statunitense John Scheel, medico a
New York.
Il significato odierno più accreditato della parola “naturopatia” è “sentiero della natura” per mantenere o ripristinare lo stato di benessere.

Non è chiaro se il termine sia derivato da Nature’s Path (Sentiero della natura) da cui,
in seguito, Naturopathy; più discussa rimane l’attribuzione dell’etimo a natura e al
greco pathos (simpatia, empatia, sentimento, sofferenza) ovvero “empatia con la natura”.

Obbiettivi della Naturopatia:

  • Sostenere le forze auto-guaritrici dell’organismo
  • Identificare e curare la causa del disagio o della malattia
  • Curare la persona e non la malattia
  • Fungere come insegnante del corretto stile di vita
  • Prevenire le malattie ritrovando l’equilibrio con i cicli della natura.

 

 

Gli strumenti della Naturopatia:

La Naturopatia è un’insieme di scienze fra loro strettamente collegate che se ben condivise portano il Naturopata ad avere una visione d”insieme del paziente decisamente utile per il ripristino ottimale delle sue condizioni energetiche e fisico-psichiche.
Lo studio della Naturopatia contempla sia elementi di carattere generale riconducibili alla medicina classica quali: l’anatomia, la fisiologia, la genetica di base e la patologia generale sia elementi di carattere decisamente alternativo riconducibili alla medicina tradizionale cinese, alla fitoterapia, all’aromaterapia, alla floriterapia,
all’omeopatiia e via discorrendo.

La visione che noi proponiamo è incentrata sulla consapevolezza che esiste un’unità inscindibile non solo tra psiche e soma, fra cellula e organismo, ma più profondamente tra macro e microcosmo, fra uno e tutto.
Ogni elemento dell’universo è in relazione con tutti gli altri, in una relazione di interdipendenza.

La visione di Gurdjeff:

Come afferma lo studioso George Gurdjieff :” La vita organica sulla terra è sottoposta a influenze simultanee provenienti da fonti varie e da mondi diversi … esse agiscono tutte contemporaneamente, ma con la preminenza dell’una o dell’altra a seconda dei momenti. Tutta la materia del mondo che ci circonda, il cibo che mangiamo, l’acqua che beviamo, l’aria che respiriamo, le pietre di cui sono costruite le nostre case, gli stessi nostri corpi, ogni cosa è attraversata da tutte le materie esistenti nell’universo .

nel vero senso della parola. Le stesse forze, le stesse leggi che reggono la vita dell’universo agiscono in lui.” Tutta la materia del mondo che ci circonda, il cibo che mangiamo, l’acqua che beviamo, l’aria che respiriamo, le pietre di cui sono costruite le nostre case, gli stessi nostri corpi, ogni cosa è attraversata da tutte le materie esistenti nell’universo … L’uomo è un universo in miniatura nel vero senso della parola. Le stesse forze, le stesse leggi che reggono la vita dell’universo agiscono in lui.”

 

Le cause di malessere sono:

  • Ambientali : dipendono dalla geografia, dal clima e dalla società.
  • Di regime: dietetiche ( eccesso, scarsità,cattiva scelta dei cibi ) e comportamentali ( sforzi, intemperanze, traumi psichici).
  • Traumatiche: derivanti dal parto, da eventi traumatici, da una vita troppo stressante.

La terapia deve essere rivolta alla totalità del corpo, intervenendo con un regime equilibratore.

La concezione psicosomatica olistica:

La concezione psicosomatica olistica si serve del metodo “analogico” per cogliere i legami di senso che unisce fenomeni apparentemente distanti come mente e corpo, energia e materia.
Il simbolo diviene il tramite di questo processo analogico. L’etimo greco significa ”unire insieme”e rimanda alla funzione del connettere, collegare, consente di cogliere il lato nascosto delle cose inaccessibile alla coscienza e rappresenta la manifestazione di un “mistero”.
Il simbolo diviene il tramite di questo processo analogico.
L’etimo greco significa ”unire insieme” e rimanda alla funzione del connettere, collegare, consente di cogliere il lato nascosto delle cose inaccessibile alla coscienza e rappresenta la manifestazione di un “mistero”.

 

Biologico e psichico, corpo e mente coesistono come due facce di una stessa medaglia: nel biologico è scritta la storia dell’universo ed è presente quell’intelligenza creatrice che informa di sé l’intera realtà.
Il linguaggio del corpo è lo stesso linguaggio dell’inconscio che si muove sul registro dell’analogia e del simbolo.
Osservare e descrivere il funzionamento del corpo significa rintracciare il senso profondo, il linguaggio specifico di ciascun organo che rimanda ad un insieme di significati universali.

Se desideri una consulenza naturopatica,volta alla prevenzione contattami qui .

DiAlessandra Zarone

Naturopatia Como: La pratolina, mito e floriterapia

La Pratolina nel mito:

La Pratolina, rievoca il termine latino  Bellis  ( latino classico); nel Medioevo, verso il XII secolo, si appropriò del nome della perla, margarita; ma botanicamente e’detta ancora Bellis percnnis. Nel linguaggio dei fiori evoca Candore, Innocenza, Grazia, Bontà ma dice anche: “Ci penserò”.
Fin dal Medioevo le sono state attribuite facoltà profetiche in amore, sicchè è diventato un luogo comune sfogliarla dicendo a ogni petalo:”M’ama, non m’ama”.

All’amore era dedicata anche un’altra usanza medievale, oggi scomparsa: le dame riconoscevano in pubblico di essere amate quando concedevano al loro cavaliere il privilegio di ornare lo scudo con due margherite.
Bellis era la figlia del dio Belus. Un giorno, mentre danzava con il suo fidanzato, attirò l’attenzione del dio della primavera a causa della sua bellezza. Il dio tentò di strapparla al fidanzato, quest’ultimo reagì con violenza e la poveretta, per salvarsi da entrambi si trasformò in una margheritina.
La Pratolina fu molto amata nei tempi antichi.

Quando Margherita di Valois, sorella di Francesco I sposò Emanuele di Savoia, fu presentata a corte con un cesto di margherite.

Luigi IX di Francia amava tanto questo fiore e si era fatto fare un anello a forma di margherita. Margherita d’Angiò, moglie di Enrico VI d’Inghilterra, era solita far ricamare margheritine sulle vesti dei cortigiani: aperte indicavano la vita, chiuse, la purezza.

 

Proprietà medicamentose:

Purifica il fegato, la pelle, il sangue, è un ottimo diuretico e cura i reumatismi.
L’infuso viene utilizzato nel trattamento del catarro, dell’artrite, dei disturbi renali .

La pratolina era utilizzata per curare le ferite fresche.
E’ indicata nel tumori della mammella.

Il decotto a base di I fiori e le foglie allevia  le mestruazioni dolorose o abbondanti.

Essenza floreale di Daisy, Bellis Perennis, Pratolina:

Quest’essenza favorisce la calma e l’equilibrio in situazioni di attività intensa. Permette di riscoprire la bellezza delle cose e di non perdere la sensibilità, evitando di perdere il controllo in situazioni di particolare confusione, influenzabilità, negativa e stress.

La Margherita ha lo scopo di mantenere saldi i propri propositi senza cedere agli stati di oppressione e protegge il nostro impegno e i nostri sforzi.

Serve a beneficiare del senso di protezione che deriva dalla nostra stessa anima.

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DiAlessandra Zarone

Naturopatia Desio: Cipresso

Naturopatia Desio: Cipresso:

Cipresso – Cupressus sempervirens L. – Cupressaceae

Fioritura: febbraio-maggio – Parti raccolte: foglie, rametti giovani, galbuli – Tempo balsamico: primavera.

 

Il Cipresso nell’antichità:

Il cipresso della Bibbia e della civiltà mediterranea è una conifera sempreverde dal portamento affusolato, probabilmente originaria dall’altipiano dell’Iran e attualmente coltivata in tutta l’area del Mediterraneo. A maturità forma un cono globoso, usato dagli Egizi per le sue proprietà astringenti, emostatiche e antinfiammatorie. Dalle foglie e dalla corteccia si estrae per distillazione un olio essenziale giallognolo impiegato in profumeria ed efficace per sedare mediante inalazioni una tosse convulsiva. In un testo medioevale si legge: “Contro le emorroidi, quando queste corrono troppo sia fatta una fermentazione di frutti e di foglie di cipresso cotte in acqua piovana, ed in quella stessa acqua si immerga il paziente e gli si da poi dell’acqua del decotto da bere: tutto ciò è molto utile”.

Proprietà medicamentose del Cipresso:

Le parti utilizzate dalla farmacopea popolare erano i ramoscelli freschi, da raccogliere in primavera e i galbuli ancora verdi e carnosi, per le proprietà astringenti, antidiarroiche, antisettiche, antiemorroidali, antireumatiche, vasocostrittrici.

Il Cipresso nella storia antica:

I Persiani vi coglievano il simbolo vegetale del fuoco per la sua forma evocatrice della fiamma e sostenevano che fosse il primo albero del Paradiso.
A queste caratteristiche simboliche corrispondono quelle medicinali grazie alle foglie e ai frutti che contengono, oltre a un elevato tasso di tannino, un olio essenziale molto aromatico con il quale i Romani preparavano profumi. La fama funeraria del cipresso (Cupressus sempervirens) è nata invece
dai poeti greci e latini che cominciarono a considerarlo l‘albero
dei defunti.

Il Cipresso nelle Metamorifosi di Ovidio:

 

Ovidio racconta nelle Metamorfosi che il giovinetto Ciparisso viveva in compagnia di un grande cervo dalle coma d’oro: monili adorni di gemme gli scendevano sul petto, sulla fronte gli pendeva,legata a un laccetto, una borchia d’argento, e sulle tempie
scintillavano due orecchini di perle che portava fin dalla nascita.

Tintura Madre di Cipresso:

 

Per il complesso dei suoi costituenti ha soprattutto un’azione vasocostrittrice e protettiva dei capillari. La tintura di cipresso, utilizzabile in infuso o decotto, è indicata per curare flebiti, varici, emorroidi, mentre l’essenza dei rami è antisettica e spasmolitica, utile come sedativo della tosse.


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DiAlessandra Zarone

Naturopatia Desio :Bacche commestibili curative

Naturopatia Desio: Le bacche commestibili curative:

Corniolo,Corbezzolo, Aronia, Berberis, Olivello spinoso

  • Corniolo

Fra le bacche commestibili e curative, il Corniolo deriva dal latino cornus, affine al greco krános di genere femminile usato al posto dell’equivalente e più antico kráneia. Anche il latino cornus è un vocabolo di genere femminile e significa, oltre a corniolo, anche asta, nonché giavellotto fatto con legno di corniolo, in quanto il legno del cornus è durissimo (come un corno? detto cornu, che però è un vocabolo di genere neutro), adatto per essere lavorato al tornio.
Che il vocabolo cornus sia di genere femminile lo dimostra la nomenclatura di Linneo, che battezzò questa pianta non come Cornus mas oggi in uso, bensì Cornus mascula. Questa nomenclatura del tutto esatta dal punto di vista grammaticale possiamo reperirla in svariate edizioni cronologiche delle opere di Linneo, sia in Systema naturae che in Systema vegetabilium secundum classes, ordines, genera, species.
Ha proprietà astringenti e febbrifughe, antibatteriche, cicatrizzanti, cura i reumatismi,
 per l’azione tonico-astringente dei frutti, si utilizza contro enterite, nella cura delle malattie della pelle. L’azione tonico-astringente rende il frutto un ottimo rimedio per curare dermatiti, dolori articolari e disturbi del metabolismo.

 

Radici, corteccia e germogli venivano impiegati per curare la febbre con azione analoga al legno di china.

Si usa preparare con i frutti marmellate che risulta abbiano potere astringente.

  • Corbezzolo

Corbezzolo o arbutus unedo, arbusto sempreverde di grandi dimensioni e officinale, caratteristico della macchia mediterranea, con foglie lanceolate verde scuro e lucide, fiori pendenti a campanula bianchi o rosa invernali che compaiono sulla pianta insieme a grosse bacche gialle, rosse e arancioni, commestibili. Le api dal nettare di corbezzolo ricavano un ottimo miele. Soffrendo il freddo va posto in posizione riparata.

Ha proprietà antisettiche, antinfiammatorie, è ricco di vitamina E, è un antidiarroico, migliora  la circolazione sanguigna, ha azione antispasmodica delle vie urinarie, disinfiamma il fegato ed ha potere diuretico.

  • Aronia melanocarpa

E’ uno splendido arbusto deciduo di medie dimensioni di origine americana, con foglie ovali appuntite, di colore verde nella bella stagione, rosso ruggine in autunno, piccoli fiori bianchi estivi a cui seguono polpose bacche nerastre commestibili coperte da cera, riunite a grappoli come le ciliegie, dal sapore simile ai mirtilli, con cui si possono fare ottime marmellate.

Queste bacche ornamentali ed edibili permangono sulla pianta per tutto l’inverno e sono molto gradite agli uccellini. Contiene flavonoidi, vitamina K, E, protegge dalla radiazioni, grazie alla presenza di antociani.

  •  Berberis

Berberis thunbergii . E’ un piccolo arbusto molto decorativo a foglie decidue originario del Giappone, color porpora in primavera e autunno se poste in pieno sole, piccoli fiori gialli primaverili e rami molto spinosi. In estate maturano piccole bacche commestibili a forma di oliva color corallo con proprietà diuretiche e antinfettive, con cui si può produrre un aceto. E’ ricco di vitamina C.

 

Contiene isoquinoleinaberberina, con conseguente proprietà antimicrobica su virus, funghi, clamidia.

In Iran e Turchia le bacche vengono consumate nel riso pilaf, mentre in Russia si è soliti preparare una marmellata con le bacche di Berberis.

  • Olivello spinoso

Olivello spinoso, o hippophae rhamnoideso, arbusto deciduo di grandi dimensioni con rami spinosi e foglie grigio-argento, simili a quelle dell’oleandro o dell’ulivo, si può trovare spontaneo in Italia. Produce piccole bacche di colore arancione intenso, se nei paraggi ci sono sia la pianta maschio che femmina, che ricoprono i rami per tutto l’inverno; sono commestibili e officinali con proprietà ricostituenti, lenitive e cicatrizzanti.

  •  Giuggiolo

Il giuggiolo (Ziziphus jujuba Mill.) è una pianta a foglie decidue della famiglia delle Ramnacee, noto anche come dattero cinese,natsume o tsao (cinese semplificato: cinese tradizionale: pinyin: zǎo).

Si ritiene che il giuggiolo sia originario dell’Africa settentrionale e della Siria, e che sia stato successivamente esportato in Cina e in India, dove viene coltivato da oltre 4000 anni. I romani lo importarono per primi in Italia, e la chiamarono ziziphum (dal greco ζίζυφον, zízyphon).

Il brodo di giuggiole è ricco di vitamina C e zuccheri, risulta dolciastro ed estremamente gustoso.

Ha azione  lenitiva ed antinfiammatoria, è utilizzato per la preparazione di decotti espettoranti ed emollienti. I semi contengono composti organici con proprietà sedative.
In cosmesi, il Giuggiolo vine utilizzato nella preparazione di  maschere emollienti ed idratanti per pelli secche.

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DiAlessandra Zarone

Melograno, antico rimedio

Melograno, antico rimedio

Il melograno è un antico rimedio. I Latini chiamavano il frutto malum punicum, melo fenicio, perché si diceva che provenisse dall’area siro-fenicia dove una mitica Side,
altro nome greco della melagrana, veniva considerata l’eroina fondatrice di Sidone che ne aveva ripreso anche etimologicamente il nome.
L’alberello, detto botanicamente Punica granatum, proviene in realtà da una zona che si estendeva dal Punjab, in India, ai territori a sud del Caucaso; ma fin dall’antichità si era diffuso in Asia Minore e poi nei Paesi mediterranei.

Attributo della Grande Madre, regina del Cosmo, nel suo duplice ruolo di Colei che dà la vita e Colei che la toglie, la melagrana era simbolo sia di Fecondità sia di Morte, tant’è vero che si sono trovate melegrane di argilla nelle tombe greche dell’Italia meridionale.
Secondo un mito greco il primo melograno nacque dalle stille di sangue di Dioniso. Quando uscì dal rifugio che era stata la coscia del padre Zeus, il piccolo, come s’è raccontato più diffusamente nel capitolo dedicato alla vite, fu catturato dai Titani che, ispirati dalla gelosissima Era, lo fecero a pezzi e poi lo misero a bollire in un paiolo. Dal sangue che si era sparso spuntò un albero, il melograno;
Ma in epoca arcaica il melograno era associato a un essere femminile,
Rhoió, uno dei nomi greci della pianta: era figlia di Stàfylos, il Tralcio d’uva, a sua volta figlia di Dioniso. Il padre irato l’aveva rinchiusa in una larnax, un recipiente di argilla, e gettata in mare. Dopo un fortunoso viaggio era approdata sull’isola di Deio dove aveva generato Anios, che a sua volta aveva generato Oinó, Spermó, Elaìs,ovvero Vino, Grano e Ulivo.
L’iconografia classica ritrae spesso Core con il fiore o il frutto del melograno per simboleggiare la sua funzione di Signora dei morti. Con la melagrana appare in una serie di terrecotte provenienti dalle isole di Rodi, Cos, Melos e dalla Sicilia e dall’Italia meridionale.
Da Locri, dove un santuario extraurbano era dedicato a Persefone, proviene una figura di dea giovinetta, con il fiore e il frutto del melograno,che è stata interpretata come Core.

Anche nell’Antico Testamento, pur in un contesto teologico totalmente diverso, il frutto del melograno ha simboleggiato la Femminilità.
(«Come specchio di melagrana la tua gota attraverso il velo», dice ce il Diletto all’Amata nel Cantico dei Cantici), ma anche la Fecondità e la Prosperità.

Il Melograno,  segno della Benedizione divina:

Nell’Esodo il Signore ordina ad Aronne di far ricamare sul bordo dell’ Yefod, che indosserà nelle funzioni sacerdotali, «melegrane di porpora viola, di porpora rossa e di scarlatto» intorno al suo lembo,e in mezzo sonagli d’oro. A sua volta Salomone fece scolpire melegrane sui capitelli della sua reggia, evocandovi non soltanto il simbolo della Benedizione divina ma anche quello della Regalità a causa della sua coroncina.
Nel Rinascimento la granata, che sotto la sua scorza raccoglie armonicamente i grani color del rubino, era considerata sacra a Giunone come «conservatrice dell’unione dei popoli», visti come tanti
chicchi, e suscitatrice di concordia nella grande famiglia sociale.

Proprietà curative del Melograno:

E’ buona fonte di vitamina C, fornendo tra il 10-20% della dose giornaliera raccomandata. Le proprietà antiossidanti potenti del frutto sono state attribuite al suo alto contenuto di polifenoli solubili.

Studi scientifici hanno dimostrato che l’attività antiossidante dei fiori di melograno è superiore di due o tre volte a tè o vino rosso. Il succo è cardioprotettivo, riduce l’accumulo di colesterolo, riduce la pressione arteriosa, l’ossidazione delle LDL, e la progressione delle lesioni carotidee.

In uno studio controllato con placebo in doppio cieco randomizzato presso l’Istituto di Medicina Preventiva Research a Sausalito, CA, ibevitori di succo di melograno con malattia coronarica hanno avuto un miglioramento del 17% del flusso ematico a fronte di un peggioramento del 18% nel gruppo di controllo. Il gruppo di studio ha concluso che gli antiossidanti del succo di Melograno può aiutare a prevenire la formazione di depositi di grasso sulle pareti delle arterie. Negli studi sugli effetti antitumorali del frutto, è stato scoperto che può prevenire il cancro al seno e quello prostatico, la leucemia.

Essenza floreale di Melograno:

Nei sintomi di squilibrio: scissione della donna tra la devozione ai valori della famiglia e l’ impegno sociale/ lavorativo, crisi della femminilità nelle diverse fasi della vita come menopausa, gravidanza.
Equilibrio: riallineamento con l’Io femminile, si sceglie il proprio percorso di donna e le proprie scelte in modo chiaro e in armonia con la propria essenza, gioia del ruolo femminile.

L’essenza di Melograno è indicata per  risolvere conflitti femminili tra vita professionale e privata e per esprimere femminilità, armonia ed equilibrio anche durante gli ultimi mesi di gravidanza.

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DiAlessandra Zarone

Calendula Arvensis: rimedio naturale per patologie epatiche e biliari

Calendula Arvensis: rimedio naturale per patologie epatiche e biliari:

La Calendula, Calendula arvensis è un antico  rimedio naturale:

Di questa pianta si usa le infiorescenze. Si tratta di un antico rimedio erboristico dalle proprietà cheratolitiche, cicatrizzanti di cui si usano le foglie fresche, che vengono contuse ed applicate localmente per eliminare dai piedi calli e duroni.
Il succo fresco delle infiorescenze si applica sulle scottature.
Si usa l’infuso delle infiorescenze per impacchi a scopo cicatrizzante.

Possiede un’azione generale colereticaemmenagoga, antidismenorroica.
Localmente è molto valida come antiinfiammatoria, antisetticacicatrizzante. E’ inoltre decongestionante, lenitiva ed idratante. Per uso interno contro amenorrea, irregolarità mestruale, dismenorrea. Utilizzata per le patologie epatiche e delle vie biliari. 

La Calendula, antico rimedio presso Romani ed Aztechi:

, dal momento che questo era molto costoso e più raro. I fiori, inoltre, venivano spremuti freschi per trarne un succo per tinture gialle.

Tra gli Aztechi era viva la leggenda che la Calendula fosse nata dal sangue dei guerrieri caduti nella battaglia contro Fernando Cortez.

La Calendula, fra Oriente e Occidente:

In India la Calendula adornava il tridente di Mahadeva .

Grazie al suo fiore, la calendula ha riscosso da sempre molto successo come pianta ornamentale ma nei secoli passati fu coltivata anche per la sua funzione di “barometro” naturale.

Già nel Medioevo, infatti, era stato notato che il fiore si apriva all’alba solo quando l’aria era perfettamente asciutta (e quindi probabilmente non avrebbe piovuto).

Secondo invece un’antica usanza germanica, le ragazze erano solite piantare la calendula nelle orme lasciate dall’amato: siccome la pianta ha una fioritura assai prolungata, si riteneva che così facendo l’affetto tra i due innamorati non si sarebbe mai spento.
Da tempo immemorabile detiene una grande importanza come pianta medicinale, ma è stata apprezzata dai Greci e nella cultura indiana e araba come erba medicinale e tintura anche per tessuti più delicati di seta e di lana, i capelli, gli alimenti e i cosmetici.

Calendula,”la pianta dai fiori d’oro”:

Gli scrittori greci parlavano di “una pianta dai fiori d’oro”.

Nella mitologia greca la pianta è associata a Afrodite che addolorata per la morte del giovane amante Adone pianse lacrime, che toccando terra, si trasformarono in calendule. Per questo motivo nel periodo ottocentesco il fiore veniva sempre associato a simbologie tristi originate da pene d’amore o da gelosia e inganni. 

 

La Calendula nella tradizione popolare:

Le streghe ponevano i fiori sotto la testa durante la notte per indurre sogni profetici. Fu l’emblema di Margherita d’Orléans, una calendula che girava intorno al sole con il motto: “Je ne veux suivre que lui seul”. Nei giochi di Tolosa si offriva al vincitore una calendula modellata in argento. 

Anche William Shakespeare decanta il fiore nel sonetto xxv “I favoriti dei grandi principi schiudono i loro bei petali come la calendula sotto l’occhio del sole“.

Una leggenda inglese narra che alcune ragazze, impazzite per la gelosia e l’invidia morendo furono trasformate in calendula.

Impacchi locali decongestionanti:

Una manciata di fiori di Calendula infusi nell’acqua molto calda del bagno
(oppure in decotto) esercita in effetto decongestionante, addolcente, idratante. Le mani screpolate traggono giovamento dall’immersione, per 10 minuti, nel decotto (ovviamente tiepido).

Impiego della Calendula nelle manifestazioni neoplastiche:

La Calendula è indicata per il trattamento di tutte le manifestazioni neoplastiche – cioè per la terapia dei tumori – da parte di illustri medici, quali il dott. W. Bohn, il dott. Halenser, il dott. Stäger, il docente universitario dott. H. Seel di Berlino, il dott. Flamm di Bad Wörishofen, il professore universitario F. Eckstein di Freiburg.

La Calendula in cucina:

Budino alla Calendula

Ingredienti per 4-6 persone

• 10 g di fiori di calendula
• 8 dl di panna
• 160 g di zucchero semolato
• 6 fogli di gelatina

Ponete i fogli di gelatina ad ammollare in acqua fredda.
Raccogliete la panna e lo zucchero in una piccola casseruola e portate a ebollizione. Spegnete la fiamma e poco dopo unite la gelatina. Lasciate raffreddare leggermente, quindi unite i petali di metà delle calendule e mescolate. Distribuite la preparazione in uno stampo da budino, lasciate raffreddare e passate in frigorifero per almeno 3 ore.
Trascorso questo tempo, immergete parzialmente lo stampo in acqua bollente, sformate la panna cotta su un piatto da portata e servite guarnendo con i petali rimasti e un fiore intero a piacere.

 

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DiAlessandra Zarone

Le numerose proprietà curative del Vischio

Il vischio, rimedio naturale dalle numerose proprietà curative, è una pianta cespugliosa che appartiene alla famiglia Viscaceae.
Al vischio sono riconducibili leggende e tradizioni molto antiche: per le popolazioni celtiche, che lo chiamavano oloaiacet, era, assieme alla quercia, considerato pianta sacra e dono degli dei; secondo una leggenda nordica teneva lontane disgrazie e malattie; continua in molti paesi a essere considerato simbolo di buon augurio durante il periodo natalizio: diffusa è infatti l’usanza, originaria dei paesi scandinavi, di salutare l’arrivo del nuovo anno baciandosi sotto uno dei suoi rami.

 

 

A questo proposito il mito di Baldur (raccontato nel Gylfaginning), figlio del dio Odino e signore della luce (per questo sovrapponibile a Cristo), che muore ucciso da una bacchetta di vischio da cui, idealmente e simbolicamente, proviene, in quanto il padre Odino è identificato con l’albero cosmico Yggdrasill su cui nasce il vischio: come era accaduto a Cristo per il legno della croce.

 

 

Proprietà curative del Vischio

Le funzioni del vischio sono particolarmente attive su tutte le ghiandole endocrine, stimolandone e regolandone la sintesi e la liberazione degli ormoni, la cui azione armonica è alla base della buona salute dell’intero organismo. Una volta accertata empiricamente la sicura attività di stimolo dell’apparato endocrino da parte del vischio, è da ipotizzare che il bersaglio numero uno dei principi attivi di questa pianta medicinale sia il sistema ipotalamo ipofisario, da cui dipende la normalità dell’orchestrazione ormonale.

 

 

 

 

Organi su cui agisce Il Vischio

  • La tiroide, per la normalizzazione e la stimolazione dell’attività metabolica generale; il vischio è indicato in tutte le malattie della ghiandola tiroidea;
  • il pancreas, per cui si consiglia il vischio per combattere tutte le forme di diabete;
  • le ovaie, ed ecco quindi l’attività del vischio nel normalizzare tutte le funzioni esercitate dall’apparato genitale femminile; esso è indicato per aiutare la donna nel delicato periodo premenopausale e postmenopausale, nella malattie o nelle semplici disfunzioni di utero ed ovaie, nelle alterazioni della normalità del ciclo ovarico, e di quello mestruale tutti i disturbi dell’apparato cardiocircolatorio; esercita una funzione normotensiva, importantissima, ed è consigliato sia nei casi di ipertensione, che in quelli di ipotensione; è un’ottima pianta del cuore, il quale viene potenziato nella sua funzione, normalizzato quanto ad eventuali disturbi, sanato da eventuali malattie non strettamente di natura organica; il vischio normalizza il battito cardiaco, agendo quale regolatore sia delle tachicardie, che delle bradicardie, e delle aritmie in genere; naturalmente, è indicato anche per le angine pectoris, e per le coronaropatie.
  • le vertigini, le cefalee vasomotorie, le emicranie, e tutti i disturbi a carico della regione della testa, che dipendano da alterazioni circolatorie;le vene varicose;
  • l’arteriosclerosi, l’aterosclerosi, le dislipidemie; tutte le forme di emorragie interne.

 

DiAlessandra Zarone

Antichi rimedi erboristici e moderna floriterapia

In questo articolo vedremo venti antichi rimedi erboristici, come la Borragine e altri rimedi seicenteschi.

Borage – Borragine:

Era chiamata anche “lingua di bue”, pianta dominata da Giove, sotto il segno del Leone, le foglie erano utilizzate per dissipare umori putrescenti, febbri pestilenziali, era un tonico cardiaco, rimedio anti-veleno. I semi aumentavano il latte materno. Le foglie fresche allontanavano la malinconia, purificavano il sangue, dissipavano le febbri, raffreddavano il sangue. Usata per ittero, pruriti, vermi, eczema.

I fiori canditi erano un ricostituente per i convalescenti, dopo lunghe malattie, per lenire i “tormenti del cuore”. L’acqua distillata con tale erba, leniva il bruciore oculare. Non si usava mai la pianta essiccata. Le ceneri bollite con acqua e miele curavano le infiammazioni, le ulcerazioni della bocca, condensavano il flegma, riducendo l’eccesso d’acqua, diminuivano reumatismi e infiammazioni polmonari.

 

Gli antichi rimedi erboristici sotto forma di essenza: l’essenza floreale di Borragine

Essenza floreale di Borage :

Promuove l’ottimismo e l’entusiasmo di una persona che ha sofferto oneri sperimentato nel cuore.

La borragine è un rimedio per la pesantezza del cuore, portando leggerezza e flessibilità. Dioscoride stesso nella sua” Materia Medica” dice che la Borragine “rallegra il cuore e aiuta gli spiriti cadenti ‘.

 

pixabay

 

 

Una pianta per curare i problemi dello stomaco

Bugloss – Anchusa azurea o Echium plantagineum:

Utilizzata oggi come antitosse, depurativa, diaforetica e diuretica. Se ne usa la pianta secca,nella cura delle infiammazioni. Era indicato per problematiche connesse allo stomaco, quali inappetenza, difficoltà digestive, si indicava innanzitutto di eliminare l’eccesso di flegma nero, ossia le moderne tossine e scorie .

pixabay

Essenza floreale di Bugloss, PURPLE VIPER’S BUGLOSS – Echium plantagineum:

Questa essenza consente di affrontare dolcemente tempi di grandi sconvolgimenti, di transizione e di cambiamento spirituale. Mentre le foglie e gambo sono grezzi, grossolani e coperto di punte delicati, i fiori stessi sono morbido e delicato con i colori che sono caldi e solidale. Questa essenza è simbolicamente “un abbraccio sicuro”. Si prende cura della persona e la avvolge amorevolmente quando si sente disorientata e tutto attorno sembra capovolto.

 

Il rimedio erboristico dominato da Venere: l’Artemisia

Mugwort – Artemisia :

Dominata da Venere, governa i segni Toro e Bilancia, era utilizzata in decotto facilitare il ciclo mestruale, il parto, in caso di infiammazioni dell’utero, calcoli alle vie urinarie. La polvere essiccata, mescolata a grasso d’oca veniva utilizzata per sciogliere noduli tiroidei, cisti al collo. Il succo di Artemisia era considerato un antidolorifico migliore dell’oppio.La polvere essiccata e mescolata a vino, si utilizzava nei rimedi della sciatica, era dunque un antidolorifico,ed antinevralgico.
Un decotto molto efficace per crampi e dolori nevralgici era composto da Artemisia, Camomilla, Agrimonia.

Olio di Artemisia e polvere di Pistacia (P. Lentiscus):

Per purificare il fegato si indicava l’utilizzo di olio di Artemisia e polvere di Pistacia, chiamata in Inglese seicentesco, Mastich.
L’uso farmacologico e medicinale di Pistacia è vario. La resina è stata utilizzata nel cancro, infezioni, ferite chirurgiche adesione, e ulcere. Gli studi documentano anche il suo uso come un antiossidante e un insetticida, e per il trattamento del colesterolo alto, malattia di Crohn, il diabete, ipertensione.

 

Rimedi erboristici per l’emotività: l’essenza di Mugwort

Essenza floreale di Mugwort:

E’ indicata per chi ha tendenza a isterismo o emotività, per chi ha una vita psichica eccessivamente attiva senza contatto con il mondo fisico
L’essenza riporta equilibrio psichico, ricettività, consapevolezza dei sogni, maggior comprensione riguardo alle questioni della vita quotidiana.

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Due ottimi rimedi erboristici: Timo e Angelica

Timo:

Timo, pianta di Venere, domina il segno dell’Ariete. Era utile per coliche epatiche, rafforzava i polmoni, era indicato per la crescita dei bambini, per l’asma, purificava dall’eccesso di catarri corporei, flegma nero, parassiti intestinali, aiutava nel parto, riduceva i dolori di sciatica, le infiammazioni della milza, dovute ad eccesso di umidità, la gotta, crampi, dolori, cefalee, era utilizzato per disperdere l’eccesso di vento corporeo e rinforzare i reni, espellere i calcoli .

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Essenza floreale di Timo: Thymus citriodorus argentea:

Aiuta a intensificare i nostri sensi ad essere più ricettivi alle informazioni che ci circondano, migliora le nostre scelte e le risposte alla vita ogni qualvolta i nostri sensi superiori sono state disattivati o diminuiti. Timo ci ricorda quei sensi e ci porta ad un nuovo livello di conoscenza. Aiuta a connetterci con nuovi regni e dimensioni e scoprire nuovi talenti

Angelica:

Pianta che fioriva in ogni giardino seicentesco inglese, è sotto il dominio di Sole e Leone, si consigliava di raccoglierla con la luna piena, nell’ora di Giove. Veniva utilizzata per tutte le epidemie saturnine, per gli avvelenamenti, come tonico cardiaco e sanguigno, pestilenze, si indicava di assumerne la polvere di radice, in dose 4 dracme, con acqua. La radice candita si utilizzava nei periodi di epidemie. Era indicata anche come pianta stomachica, per aumentare il fuoco digestivo, si utilizzava la polvere mescolata a vino, anche in caso di mal di stomaco, colpi di freddo, in caso di eccesso di umidità corporea, che nella Medicina Cinese si colloca nelle patologie della Quinta Stagione, in cui l’organo più esposto è la Milza.
L’Angelica veniva utilizzata in sciroppo ( steli) anche per problematiche polmonari: pleurite, tosse, tisi, asma, coliche, per provocare il mestruo e facilitare il parto, espellere i calcoli urani e ridurre i bruciori, gonfiori intestinali. Il succo di tale pianta migliorava la vista e la sordità,veniva applicato su ferite ulcerose. Il cataplasma di Angelica curava i morsi di cani rabbiosi e serpenti. La radice ridotta in polvere rimarginava le ferite profonde.

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Essenza floreale di Angelica :

Offre la forza divina di connettersi con il mondo fisico portando equilibrio per l’anima. L’essenza ancora l’individuo alla terra, radica, dà energia ai primi chakra, grazie alla compattezza e robustezza delle sue radici. È usato per coloro che sono demoralizzati.
Sintomi di squilibrio: cuore contratto per dolore, pesantezza del vivere, tristezza, scoraggiamento, sconforto.
Equilibrio: energie del cuore vivaci, ottimismo, coraggio, entusiasmo a causa di alte frequenze nel loro corpo, o per coloro che desiderano trovare una guida pratica attraverso la pratica spirituale.

DiAlessandra Zarone

Le malattie tiroidee secondo la Spagyria

In questo articolo analizzeremo le malattie tiroidee secondo la Spagyria.

Vengono definite sotto influsso di Marte, pianeta della forza che nel mondo gestisce l’azione, il Fuoco, forza che si dirige verso uno scopo ben preciso sia a livello fisico che psichico. Marte è dunque presente nell’organo tiroideo e paratiroideo, la cui importanza è fondamentale per il tono dell’organismo, per il sistema nervoso e muscolare.
Le paratiroidi hanno il compito di coagulare il sangue, di trasmettere gli impulsi nervosi, di garantire durezza alle ossa, di mantenere l’equilibrio tra calcio e fosforo al’interno del sangue.

Le paratiroidi possono essere iperattive o ipoattive. Le iperattive si manifestano nel corpo con ipersensibilità, pizzicore agli arti, fragilità delle unghie, denti che si cariano facilmente, pelle rugosa o che si squama, difatti il paratormone darà in questo caso fragilità ossea, mentre il calcio ,riversandosi nel sangue, si depositerà nei reni, formando i calcoli. Di conseguenza, la persona si sentirà stanca, avrà difficoltà digestive e turbe della psiche.
Saranno necessarie piante stomachiche, diuretiche e del sistema nervoso.

Il ruolo essenziale della tiroxina

La tiroxina, un ormone rilasciato dlala tiroide, assume un’importanza fondamentale nell’equilibrio psiche-soma, poiché:

  • Agisce sul cuore accelerando le pulsazioni e facendo scorrere più velocemente il sangue.
  • Assicura una produzione equilibrata di globuli rossi.
  • Permette la contrazione dei muscoli.
  • Stimola la muscolatura liscia intestinale.
  • Garantisce la buona funzionalità delle ghiandole surrenali.

 

 

Le malattie tiroidee: le caratteristiche dell’Ipotiroidismo

Frequente stanchezza, eccesso di mixedema con conseguente alterazione tra cellule e capillari sanguigni,cattiva ossigenazione cellulare.
Affaticamento cardiaco, contrazioni indebolite, ridotta quantità di sangue nelle arterie.
Pallore cutaneo, fragilità dei capelli, collo taurino, secchezza della cute, pressione bassa,bradicardia,poca resistenza al freddo,aumento del colesterolo.

 

Le malattie tiroidee: le caratteristiche dell’Ipertiroidismo

 

Caratteristiche dell’ Ipertiroidismo:

Ansia, sudorazione abbondante, capelli sottili e diradati, riduzione della massa muscolare, magrezza, gozzo, esoftalmo.

Le piante marziane agiscono per analogia e sono cardiotoniche, equilibrano la pressione arteriosa, curano le dermatiti, riducono il colesterolo nel sangue, hanno azione tonificante .