La Primavera come manifestazione divina

DiAlessandra Zarone

La Primavera come manifestazione divina

La Primavera come manifestazione divina

La Primavera è una manifestazione divina: con i suoi prati in fiore è connessa a simboli e miti che rimandano alla Grande Madre, chiamata nella Grecia arcaica Core: colei che doveva essere la divinità del prato fiorito mediterraneo prima di diventare Persefone, la figlia di Demetra.

La Primavera nei tempi antichi:

Nei tempi antichi, le donne si recavano in primavera nei prati per raccogliere i fiori da portare in offerta a Era, un’altra epifania della Grande Madre, in un tempio di Argo dov’era onorata come Àntheia, «la dea dei fiori». Il culto si diffuse in tutti i suoi santuari, come quello alla foce del Seie, dove gli incensieri, a forma di calice floreale emergente da un volto femminile, o le antefisse templari, testimoniano dello stretto legame fra Tessere femminile e il fiore.

Le divinità dei fiori:

Alle divinità dei fiori, da Core a Era, da Afrodite a Demetra, erano dedicate anche feste come le Anthesfória che, da quanto riferisce Polluce, prevedevano, oltre alla raccolta di fiori , detta “anthologia”, da cui antologia o florilegio, raccolta di composizioni, di testi scelti e alla loro offerta, l’esecuzione di una nenia liturgica eseguita con flauti. Quella liturgia venerava la manifestazione dell’energia divina nelle sembianze della Grande Madre che informava la vegetazione.

Tra i rimedi primaverili, ve ne sono alcuni di grande efficacia:

Oggi vi parlerò di….

Veronica Persica,Veronica Comune

La Veronica persica è una pianta erbacea annuale. I fusti sono prostrati ed eretti nella parte fiorale. Le foglie sono semplici, ellittiche ad ovali con margine dentato e piuttosto pelose. I fiori sono portati da lunghi peduncoli e nascono all’ascella delle foglie e sono colore blu e bianco. La caratteristica di questa pianta è che i fiori si richiudono nelle giornate nuvolose o con poca luce.

Dagli antichi era chiamato erba sacra ed era usata nella preparazione di medicamenti per gli occhi. Plinio il Vecchio dice che il fiore era considerato un simbolo di salvezza dal dolore e da ciò che potesse incupire la vita. Nella medicina popolare della Turchia varie specie di Veronica, fra cui Veronica persica, sono utilizzate come blando diuretico, antireumatico e per lavare le ferite.

Proprietà medicamentose:

  • Toniche
  • Espettoranti 
  • Amaro-toniche 
  • Digestive
  • Sudorifere 
  • Antireumatiche

Primula, Primula vulgaris

Questo fiore giallo, dai capini penduli, assomiglierebbe secondo la tradizione popolare alle chiavi di san Pietro, tant’è vero che nella regione inglese del Somerset è chiamato anche bunch of keys, «mazzo di chiavi».
La primula più diffusa nel nostro Paese è quella vulgaris i cui fiori presentano invece il capino eretto. Sia l’una sia l’altra, come le circa 200 specie, è apprezzata anche per le non poche proprietà medicinali.
L’infuso di radici, foglie e fiori cura vertigini, palpitazioni, emicranie.
Il cosiddetto vino di primula, che si ottiene mettendo i fiori in una bottiglia e coprendoli di vino bianco, favorisce la buona circolazione.
I fiori essiccati forniscono un tè aromatico ma privo di azione eccitante. Servono inoltre a profumare la birra e a migliorare il bouquet del vino; canditi, sono dolci deliziosi.

Proprietà curative:

  • Antispasmodiche (attenua gli spasmi muscolari, e rilassa anche il sistema nervoso)
  • Calmanti (agisce sul sistema nervoso diminuendo l’irritabilità e favorendo il sonno)
  • Diuretiche
  • Lassative
  • Pettorali e sudorifere (agevola la traspirazione e favorisce la sudorazione).

Nel passato veniva usata più largamente contro l’emicrania e i reumatismi.

Veronica Persica e Primula Veris sono parte del mio repertorio floriterapico.

Puoi approfondire le tematiche emerse con una consulenza naturopatica o un Programma Detox per accogliere la Primavera con animo rinnovato.

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Info sull'autore

Alessandra Zarone administrator

Dott.ssa Alessandra Zarone Laureata in Lingue e Letterature Straniere Moderne presso IULM, Milano. Diploma in Naturopatia Psicosomatica presso Riza, Milano, con una tesi dal titolo: “Dagli antichi erbari alla floriterapia: influsso greco-romano e celtico in Edward Bach, druido e medico di Myddvai”, con votazione 30 e lode. Nel Dicembre 2012 mi sono specializzata in Floriterapia conseguendo un Master in Floriterapia Psicosomatica, condotto dalla Dott.ssa Marilena Zanardi . Ciò che mi piace approfondire è la Floriterapia vibrazionale psicosomatica: "Per me è importante ritornare all'origine della Floriterapia e dell'Erboristeria, studiando approfonditamente gli antichi erbari per riapplicare con la conoscenza di oggi l'esperienza persa nei secoli, ma soprattutto mettendo in pratica il metodo di Bach, tramite solarizzazione dei fiori, nella preparazione delle mie miscele attraverso un metodo dedicato alla persona".

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