Varietà di Betulla nella tradizione folclorica

DiAlessandra Zarone

Varietà di Betulla nella tradizione folclorica

Varietà di Betulla nella tradizione folclorica

Betula pendula, syn. B. alba, B. verrucosa (betulla argentata)

Origine gallica (celtica betu = betulla), poiché Plinio (Hist. nat. XVI, 75) parla della betulla come “pergolato gallico”; verrucosa a causa delle verruche (verrucosus = verrucoso) sui rami. La parola betulla ritorna nelle lingue germaniche. In Antico alto tedesco è bircha e biriha, beorc in anglosassone, antico norreno e svedese bjork. La radice della parola è Indoeuropea. In sanscrito bhurja, in lituano berzds, in russo bereza, in polacco brzoza, in slovacco pretzel.

Ha corteccia grigio pallido, foglie dentate e amenti in primavera, è comune in Europa, nelle regioni temperate dell’Asia e nel Nord America. Fiorisce in boschi e boschetti, ed è anche piantata come ornamentale da giardino. Le foglie vengono raccolte in tarda primavera.

La betulla d’argento è stata usata come erba medicinale nel nord Europa e in Asia fin dai tempi antichi. Si pensa che il suo nome derivi dalla parola sanscrita bhurga, che significa “albero la cui corteccia è usata per scrivere“. Negli altopiani della Scozia, la linfa di betulla argentata, sfruttata in primavera, veniva bevuta come trattamento per i disturbi della vescica e dei reni.

 

Medicina popolare:

Le parti utilizzate sono: foglie, corteccia, olio (occasionalmente gemme, linfa). È un rimedio amaro, astringente, tonico, con effetti diuretici e lassativi, riduce l’infiammazione, allevia il dolore e aumenta la sudorazione. Internamente è prescritta per reumatismi, artrite, gotta, arteriosclerosi, ritenzione idrica, cistite, calcoli renali, eruzioni cutanee e febbre.

Alcuni erboristi suggeriscono di alternare i B. pendula e Urtica dioica ogni tre giorni, in caso di tossicità cronica. Come rimedio esterno, è prescritto principalmente sotto forma di olio di catrame di betulla, per la cura di psoriasi ed eczema.

Un’infusione a base di foglie di betulla argentata accelera la rimozione dei prodotti di scarto nelle urine, e è utile per calcoli renali e calcoli alla vescica, reumatismi e gotta. Le foglie sono utilizzate, in combinazione con erbe diuretiche, per la ritenzione di liquidi e il gonfiore.

L’infuso di foglie di betulla ha potenti effetti antimicrobici, antinfiammatori e una significativa protezione cardiovascolare, di conseguenza, abbassa il colesterolo, la pressione arteriosa e aumenta la permeabilità vascolare. In dosi elevate, questo può avere un effetto irritante sul tratto gastrointestinale.

Russia e Siberia

La linfa di betulla argentata è un leggero diuretico. Le popolazioni che vivono nelle aree boschive del nord Europa utilizzano tradizionalmente la linfa di betulla come bevanda, che viene estratta dagli alberi maturi, nell’arco di una settimana, durante l’inizio della primavera, ad un ritmo di 82 litri per albero. È utilizzata come materia prima per le bevande analcoliche, che contengono zucchero e acido citrico e sono pastorizzate in bottiglie di vetro. La linfa viene fermentata per produrre birra, vino, liquori o aceto.

La betulla argentata è considerata una pianta medicinale in Russia e Siberia, specialmente per il trattamento dell’artrite. Grandi quantità di olio di catrame di betulla sono prodotte in queste regioni, dove la betulla argentata è uno degli alberi più comuni.

I boccioli delle foglie e le foglie giovani vengono raccolti in primavera per infusi, impacchi e tinture. La corteccia viene strappata dal legno tagliato per la distillazione dell’olio.

L’olio distillato dalle foglie è antisettico ed è comunemente usato nei preparati per il trattamento di eczema e psoriasi.

Un decotto di corteccia di betulla argentata può essere usato come lozione per problemi cronici della pelle. La corteccia può anche essere macerata in olio e applicata alle articolazioni, per il sollievo dai reumatismi.

Polonia

L’antico nome polacco “brzezie“, betulla, appare nei manoscritti farmaceutico-medici medievali (principalmente del XV secolo). La betulla serviva nei rituali di magia bianca per rimuovere malefici, ad esempio, un cavallo veniva liberato da incantesimi con delle fumigazioni a base di corteccia di betulla, mirra e letame di mucca bianca. Krzysztof Kluk, naturalista polacco del 1700, trascrisse molti usi della betulla nel XVIII secolo. Da lui apprendiamo che:

  • In Polonia, le scope venivano prodotte dai suoi vecchi rami e il catrame di legno era ottenuto dalla sua corteccia.
  • Il succo di betulla era usato in medicina per trattare lo scorbuto e la tubercolosi.
  • Il colore marrone-rosso della corteccia era usato per la tintura delle tele.

Betula verrucosa, per secoli, è stato considerato un albero che emette energia positiva. In primavera, dopo il taglio, dà un succo che viene servito come bevanda. Dal succo di betulla si può ottenere alcol, birra, aceto, spumante.

È un albero di culto, infatti nel giorno del Corpus Domini, gli altari sono decorati con rami di betulla, albero che infonde felicità. I fedeli nei villaggi portano questi rami nelle loro case per metterli sul tetto o alle pareti di casa, in modo che li proteggano da tempeste, grandine e vermi. Si credeva che mettere un ramo sul cappello o sui vestiti garantisse il successo. Se qualcuno soffriva di epilessia, durante l’attacco della malattia la sua testa era legata con rami di betulla.

Betulla ha anche avuto un ruolo nelle usanze funebri polacche:

Nella zona di Nałęczów, le persone informavano della morte di qualcuno, portando rami di betulla, intrecciati a forma di ghirlanda. Era permesso entrare con questo ramo nei dintorni della casa, per mostrarlo attraverso la finestra, ma non portarlo in casa, perché si credeva che avrebbe trasferito i vivi nella tomba. Spesso, nelle tombe dei soldati o nei luoghi degli incidenti stradali, venivano collocate croci di betulla. Le betulle venivano anche piantate vicino alle tombe, sul lato settentrionale, in modo che i morti, con le gambe verso est, potessero sempre vedere il sole.

Tradizione popolare:

Infusi di boccioli e foglie di betulla sono stati usati come diuretico, antibatterico e per la guarigione delle ferite.

Gli estratti di olio di gemme di betulla sono stati usati come agente dermatologico. Il catrame di betulla è un conservante e disinfettante della medicina popolare, la sua corteccia è diuretica e febbrifuga.

Le compresse del carbonio di betulla sono usate come assorbente in caso di intossicazione da veleni, tossine batteriche e flatulenza.

Ramoscelli profumati di betulla argentata sono tradizionalmente usati a scopo medico e preventivo, in quanto hanno benefico sul sistema circolatorio.

La linfa, raccolta in giorni speciali a marzo e aprile, purifica il sangue, rimuove le sostanze nocive dalla pelle e dal corpo.

Si pensava che l’odore di betulla curasse la malinconia e il malocchio.

Negli ultimi decenni, è stata prestata particolare attenzione allo studio del polline di betulla, le cui proprietà allergeniche causano la febbre da fieno. Il polline di betulla è un concentrato di varie vitamine naturali e antiossidanti, rinforza e cura. Gli estratti di polline contengono molti componenti fenolici e possono bloccare i radicali liberi, responsabili dello sviluppo di malattie cardiovascolari e cancro.

È estremamente utile per i malati di cancro, in quanto aiuta a normalizzare le funzioni del corpo e le stimola, producendo anche effetti favorevoli sul sangue. Con la sua azione, si accosta alle piante adattogene come il ginseng, che aumenta la resistenza del corpo alle condizioni ambientali avverse, ed agisce come tonico e stimolante. L’estratto di infiorescenze di betulla contiene sostanze con attività tromboplastica. L’infuso di infiorescenze viene utilizzata nelle malattie cardiache, ulcere gastriche, gastrite, eczema, foruncolosi, anemia, emaciazione e malattie infettive.

La betulla argentata dell’Himalaya (B. utilis), suo parente stretto, è usata per trattare convulsioni, dissenteria, emorragie e malattie della pelle.

Un certo numero di betulle diverse è usato in medicina, tra cui:

Betula pubescens eurasiatica (betulla lanuginosa o bianca), che viene utilizzata in modi identici a B. pendula (betulla argentata).

La betulla americana B. alleghaniensis e la B. nigra (betulla rossa), sono utilizzate principalmente per disturbi cutanei e ferite.

 

Betula lenta (betulla ciliegia, betulla nera), la fonte di olio di betulla dolce, contiene grandi quantità di metil salicilato, utilizzato in profumeria e nei prodotti dentali. Il legno viene utilizzato per una vasta gamma di scopi, ad esempio carbone, carta, bobine di cotone, giocattoli e affumicatura di pesce. La corteccia viene utilizzata nell’industria conciaria, conferendo una delicata fragranza alla pelle. I ramoscelli sottili e flessibili sono ideali per le scope e per fare “la betulla”, un’asta o una frusta di ramoscelli di betulla, usata anticamente per fustigare i trasgressori.

Cina

In Medicina Cinese, la linfa viene utilizzata per prevenire tosse, febbre e altre malattie. Le funzioni della linfa di betulla includono la prevenzione dell’astenia nervosa, dello squilibrio digestivo e delle malattie articolari.

Finlandia

In Finlandia la linfa di betulla è stata utilizzata nella produzione di sciroppo.

 

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Info sull'autore

Alessandra Zarone administrator

Dott.ssa Alessandra Zarone Laureata in Lingue e Letterature Straniere Moderne presso IULM, Milano. Diploma in Naturopatia Psicosomatica presso Riza, Milano, con una tesi dal titolo: “Dagli antichi erbari alla floriterapia: influsso greco-romano e celtico in Edward Bach, druido e medico di Myddvai”, con votazione 30 e lode. Nel Dicembre 2012 mi sono specializzata in Floriterapia conseguendo un Master in Floriterapia Psicosomatica, condotto dalla Dott.ssa Marilena Zanardi . Ciò che mi piace approfondire è la Floriterapia vibrazionale psicosomatica: "Per me è importante ritornare all'origine della Floriterapia e dell'Erboristeria, studiando approfonditamente gli antichi erbari per riapplicare con la conoscenza di oggi l'esperienza persa nei secoli, ma soprattutto mettendo in pratica il metodo di Bach, tramite solarizzazione dei fiori, nella preparazione delle mie miscele attraverso un metodo dedicato alla persona".

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